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La Direttissima Prato Bologna compie 80 anni

Viaggio sulla ferrovia che unì nord e sud ad alta velocità

di NADIA BALDI

- E’ agli 80 anni di una grande opera d’avanguardia che sono dedicati i festeggiamenti del 5 e 6 aprile fra Bologna e Prato: viaggio a bordo di un treno d’epoca, appuntamenti culturali, di approfondimento storico, concerti, convegni, la visita al plastico in scala 1:87 della tratta ed anche assaggi di gastronomia tipica onoreranno la ferrovia Direttissima nelle stazioni della linea.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    Era il 22 aprile del 1934 quando venne inaugurata la ferrovia che collegava Bologna con Prato, o meglio il nord con centro e sud Italia: un treno E428 “bucò” l’Appennino, con a bordo anche il Re d’Italia, attraverso 18 km di galleria da primato, progettata per l’alta velocità di allora. E’ rimasta fino al 2004 la galleria ferroviaria a doppio binario più lunga d’Europa e, vista la lungimiranza della sua progettazione, ha accolto anche i più recenti treni ad altissima velocità. La scelta oculata fu infatti quella di farvi transitare treni alimentati a energia elettrica e non a vapore, perché questo avrebbe comportato rischi di incendi o intossicazioni, vista la lunghezza della galleria. E su questa tratta i treni raggiungevano i 140-160km orari, contro i 60-80km orari ordinari a quell’epoca. Ed in galleria era presente anche una rivoluzionaria stazione sotterranea, quella di Ca’ di Landino-Castiglion de’ Pepoli, che permetteva di raggiungere il popolato paese appenninico previa scala da 1874 gradini. Una vera fatica, che centinaia di anziani oggi raccontano di aver fatto abitualmente quando ancora la quella fermata era attiva.

    Il programma - dal titolo “Picco e Pala, gli ottant’anni della Direttissima” prevede sabato 5 aprile alle 16 un convegno a Castiglion de’ Pepoli nel quale si parlerà del futuro della tratta: si sta progettando di trasformarla in una metropolitana di superficie che colleghi Bologna e Firenze, con il recupero della stazione sotterranea di Ca’ Di Landino, benché a questo proposito non siano ancora disponibili gli ingenti finanziamenti necessari.

    Domenica invece il viaggio del treno d’epoca, che si fermerà in tutte le stazioni del percorso. Un E428, detto “centoporte”, dei primi anni ’30 partirà dal binario 1 della stazione di Bologna alle 9; alle 9,25 sarà a Pianoro, dove si assisterà ad un’esibizione di racconti tragicomici di Viaggi Acrobatici; alle 9,48 sosta a Monzuno poi alle 10,13 a Grizzana Morandi: il paese dove il grande Giorgio Morandi dipingeva i paesaggi del nostro Appennino, presenterà alcuni writers contemporanei; alle 10,36 il treno raggiungerà San Benedetto Val di Sambro, stazione tristemente nota alla cronaca per la strage di Natale del 1984 (avvenuta all’interno della galleria) e più ancora per quella dell’Italicus del 1974: per questa si terrà un’orazione civile dedicata alle vittime dell’attentato; poi il treno entrerà in galleria e si soffermerà in corrispondenza della stazione di Ca’ di Landino per lanciare il fischio di saluto in memoria di tutti i lavoratori del traforo (fra i quali ci furono 99 vittime); alle 11,22 uscita dalla galleria e sosta nella stazione di Vernio, a suon di musica, poi alle 11,47 a Vaiano, dove ci sarà il picchetto dell’associazione Nazionale alpini di Vaiano (in ricordo del servizio prestato dagli alpini a protezione dagli attentati alla linea durante la fine degli anni '70).
    Alle 12,10 l’arrivo a Prato al binario 4: l’accoglienza verrà data dal Concerto Cittadino Chiti (il complesso musicale nato nel 1842, che suonò anche in occasione dell'inaugurazione del 1934), e poi tutti a visitare l’imponente plastico del tratto toscano della Direttissima in scala 1:87, ma realizzato con tale cura da sembrar vero. Su quelle rotaie si vedono transitare i treni storici riprodotti nei minimi dettagli dalla Fermodellistica Pratese, associazione di appassionati affiliata al Dopolavoro Ferroviario di Firenze (per info www.dlf.it oppure tel. 0574 37228), all’interno della quale alcuni specializzati modellisti si sono dedicati a partire da 27 anni fa anima e corpo alla realizzazione di quest’opera, primo fra tutti Giuseppe Innocenti, instancabile “ingegnere-operaio” del plastico che domenica farà da Cicerone ai presenti. Da non perdere.
    Poi fra una proiezione video e l’esposizione di foto storiche sulla costruzione della Direttissima, si degusteranno degli spuntini montanari tipici dell’Appennino Tosco-Emiliano. Il treno ripartirà alle 14.10 da Prato per Bologna.

    Ma la visita o addirittura la scoperta – per alcuni – della Direttissima è anche un motivo di conoscenza dei suoi dintorni: nelle vicinanze di queste stazioni, soprattutto prima e dopo la galleria, si possono ammirare dei paesaggi inaspettati, tagliati da corsi d’acqua o interrotti da boschi vigorosi, che varrebbe la pena visitare. Per un trekking fuori dalle rotte usuali è la zona ideale. Ma bisogna farsi dare le corrette e sicure indicazioni dalla gente del posto, disponibile e gioviale. Ad esempio si può pernottare nel piccolo, ma accogliente, hotel Margherita a Montepiano (www.margheritahotel.com/) dopo una cena tipica - di cui poi ci ricorderemo con piacere - servita nel loro ristorante (da provare le lasagne ai funghi prugnoli, i tortelli di patate, la cacciagione) e poi lasciarsi consigliare sui percorsi da fare per un trekking impegnativo o anche solo per una passeggiata distensiva, magari diretti alla Badia di Montepiano.

    Da non lasciarsi scappare neppure Castiglion dei Pepoli e il vicino Santuario di Boccadirio: meta per lo più di villeggianti estivi in cerca di refrigerio dal caldo delle città, il Santuario di Boccadirio, per la la posizione appartata fra le alture appenniniche di cui gode, trasmette pace anche solo all’impatto visivo. Il silenzio e i begli scorci di paesaggio invitano a trattenersi, indipendentemente dal credo individuale. E poi la Locanda del Pellegrino (per informazioni tel. 0534 898304) saprà allietare tutti, pellegrini ed eretici, con tavole imbandite di specialità tosco-emiliane.

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