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Gli italiani sprecano almeno 1,7 miliardi di euro all’anno in abbonamenti che hanno dimenticato. E questo quanto emerge dai dati di una ricerca condotta da Dynata su commissione di Revolut, banca digitale con oltre 4,5 milioni di clienti in Italia. Un fenomeno che ha portato l’istituto a coniare il termine “sub-ghosting”, per descrivere la tendenza a smettere di utilizzare un servizio senza però cancellare l'abbonamento. La ricerca mostra che l'88% degli italiani ha almeno un abbonamento attivo, ma la gestione non è ottimale: infatti quasi un italiano su cinque (18%) dichiara di non rivedere mai, o rivedere raramente, i propri abbonamenti. Inoltre lo streaming è il servizio più abbandonato ma continuativamente pagato: il 36% ammette di pagare ma di utilizzarlo raramente. Seguono poi i piani telefonici e dati (27%).
Quanto denaro sprecano gli italiani
Revolut, incrociando i dati sulla popolazione maggiorenne con le ammissioni degli intervistati, ha stimato l’impatto economico di questo fenomeno: il 52% degli italiani infatti afferma di pagare ogni mese per degli abbonamenti che non usa e tra questi il 18% spreca tra i 5 e i 10€, il 10% fino a 15€ e un 3% supera i 20€ mensili. I dati dunque suggeriscono che gli italiani perdano oltre 140 milioni di euro al mese in abbonamenti non utilizzati, che si traducono in uno spreco annuale complessivo di almeno 1,7 miliardi di euro. Ignacio Zunzunegui, Head of Growth Southern Europe e LATAM di Revolut, ha commentato: “Che sia per dimenticanza o per la pigrizia di affrontare procedure di cancellazione talvolta reputate complesse, milioni di euro vengono sprecati ogni giorno. Le app di banking evolute come Revolut sono lo strumento perfetto per 'esorcizzare' questi costi: offrono funzionalità chiare per individuare i pagamenti ricorrenti e gestirli, oltre a permettere di bloccarli con un semplice tocco, rendendo la gestione finanziaria trasparente e immediata."
Perché non vengono disdetti gli abbonamenti
Osservando le ragioni che portano a non disdire gli abbonamenti, per il 36% del campione non c'è una ragione reale ma semplicemente non viene fatto. Il 26% invece dice che “potrei volerlo usare di nuovo", mentre il 17% se l’è dimenticato. Per il 15% invece la ragione è da ricercare nel basso costo del servizio, mentre l’11% sostiene che le aziende rendono il recesso un percorso a ostacoli e dunque rinuncia per difficoltà tecniche. Nonostante gli sprechi, comunque, il 16% degli italiani spende oltre 100€ al mese in pagamenti ricorrenti, mentre il 36% si attesta tra i 20 e i 50 euro.
