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Sequestro preventivo per BufaleUnTantoAlChilo: "Chiuso il sito per lʼindagine su un solo articolo, è un danno"

Dopo una querela per diffamazione per un articolo del 2015 la polizia postale chiude lo spazio anti-fakenews. Il fondatore: "Una sorpresa per un servizio di pubblica utilità"

Sequestro preventivo per BufaleUnTantoAlChilo: "Chiuso il sito per l'indagine su un solo articolo, è un danno"

Dalle 10 del 6 aprile non è più raggiungibile il sito Butac.it, BufaleUnTantoAlChilo; il suo fondatore Michelangelo Coltelli non è riuscito ad avvisare i lettori attraverso la pagina Facebook, ma la notizia della "censura" ha creato subito sgomento in Rete. "E' stata una sorpresa il sito completamente bloccato con tutti i suoi 3mila articoli - commenta Coltelli a Tgcom24. - Per una querela per diffamazione senza richiesta di rimozione del pezzo in questione, risalente al 2015, è stato interrotto dalla Procura di Brindisi un servizio di pubblica utilità nella guerra alle fake news". Ecco cosa è accaduto.

Da qualche ora accesso negato a Butac.it, cosa è successo?
"Questa mattina la polizia postale di Bologna ha eseguito il sequestro preventivo del sito su richiesta della Procura di Brindisi. La vicenda è collegata a una querela per diffamazione ricevuta un mese fa per un articolo del 2015 contro la medicina olistica e la sua pretesa di autoguarigione in caso di cancro. Non c'era richiesta di rimozione, ma ora per un articolo è stato interrotto un servizio di pubblica utilità che in cinque anni conta 3mila articoli".

La notizia del sequestro preventivo non è stata ancora ufficializzata attraverso i vostri canali social, ma la Rete si è già mobilitata.
"Non ho avuto modo di accedere alla pagina Facebook per dare conto dell'accaduto ai lettori, ma ho già ricevuto la solidarietà di tanti colleghi giornalisti, spesso nostri bersagli, che ci hanno offerto spazi per poter continuare il nostro lavoro anti-bufala. Io e la caporedattrice, che operiamo su base volontaria all'aggiornamento del nostro sito, ne siamo rimasti piacevolmente colpiti, perché in fondo tutti insieme lottiamo per la corretta informazione".

C'è un piano B?
"Abbiamo fatto ricorso ma siamo nelle mani del pm che potrebbe decidere tra un giorno, dopo il weekend, tra un mese...".

La prima querela per diffamazione in 5 anni di lavoro?
"Capita di riceverne, moltissime vengono archiviate d'ufficio, per quasi una decina di altre l'archiviazione è arrivata perché il fatto non sussiste. D'altronde cerchiamo il più possibile di prestare attenzione a non diffamare, citando sempre fonti autorevoli. Come nel caso di articoli di medicina, per esempio, l'Ordine dei medici o il Servizio Sanitario Nazionale. Questa chiusura è un danno nei confronti del sito, che collabora spesso con la polizia postale, segnalando per esempio tentativi di truffe online".

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