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Si è tenuto a Roma l’evento “Nuove tecnologie, nuova società, nuove regole?”, organizzato da WINDTRE, in collaborazione con Italian Politics e Fondazione Italia Digitale, con la media partnership di Parlamento Magazine. Al centro dell’incontro c’è stata la Costituzione, bussola per leggere anche le trasformazioni più radicali del presente: dalla qualità dell’informazione online alla responsabilità delle piattaforme, dall’intelligenza artificiale alla tutela dei cittadini nello spazio digitale, in un dibattito reso ancora più attuale dalla recente enciclica di Papa Leone XIV sull’intelligenza artificiale e la centralità della persona. Gli esperti interpellati si sono confrontati su un tema sempre più urgente: come si difendono i principi costituzionali nell’era degli algoritmi?
Gli esperti che si sono confrontati
A confrontarsi sono stati Alfonso Celotto, costituzionalista dell’Università Roma Tre, Riccardo Luna, giornalista del Corriere della Sera, esperto di tech e autore del volume “Qualcosa è andato storto” (Solferino Libri, 2026) e Nicoletta Pirozzi, Capo Programma Europa dell’IAI – Istituto Affari Internazionali. Nell’anno in cui si celebrano gli 80 anni dal referendum che sancì la nascita della Repubblica, oggi la democrazia affronta la frontiera digitale tra fake news, intelligenza artificiale e algoritmi opachi: temi che incidono sulla libertà di scelta dei cittadini, sulla fiducia nelle istituzioni e sulla qualità della partecipazione democratica.
I dati sugli italiani online
Secondo l’ultimo Rapporto Censis sulla comunicazione, internet è usato dal 90,4% degli italiani e i social network dall’86,2%. L’accesso ai diritti online però non è ancora uguale per tutti: secondo il report “Cittadini e ICT – Anno 2025” di Istat, solo il 54,3% delle persone tra 16 e 74 anni ha competenze digitali almeno di base. E sul fronte dell’informazione, il Censis rileva che due italiani su tre verificano almeno qualche volta la veridicità delle notizie diffuse dai media principali. Numeri che riportano la Costituzione al centro del dibattito: “È uno strumento vivo, che deve continuare a orientare le scelte del Paese anche nel digitale”, ha spiegato Roberto Basso, Direttore Relazioni Esterne e Sostenibilità di WINDTRE. “Oggi cittadinanza, informazione e partecipazione passano sempre più dalla rete. Per questo serve un confronto aperto tra istituzioni, imprese, accademia e società civile, per costruire un ecosistema digitale più sicuro, inclusivo e responsabile”.
