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Banda larga-modem, sorpasso in Usa

La utilizza il 53% dei navigatori

22 Dic 2004 - 10:26

Il 53% dei navigatori residenziali americani utilizza connessioni broadband per l’accesso a Internet, superando così per la prima volta il numero degli utenti “analogici”. E’ quanto emerge da una ricerca Nielsen/NetRatings, che individua nel crollo dei prezzi dell’anno scorso il principale fattore di crescita. Ma le abitudini dei Web Surfer stentano a cambiare radicalmente.

Come tutti i momenti storici che si rispettino, anche il sorpasso degli utenti in banda larga su quelli con modem analogico è avvenuto quasi in silenzio, senza creare troppi scossoni, forte di un’inevitabilità che, nel mondo dell’innovazione tecnologica, spesso è elemento imprescindibile. La notizia proviene da una ricerca Nielsen/NetRatings, secondo la quale il 53% degli americani che navigano da casa lo fanno tramite una connessione broadband, percentuale che per la prima volta supera il critico spartiacque della metà.

Il merito principale, sempre secondo la ricerca, va assegnato al crollo dei prezzi che ha caratterizzato l’anno passato, e che ha permesso a un numero sempre maggiore di utenti di usufruire di una navigazione ad alta velocità. Utenti che, però, ancora stentano a modificare le abitudini plasmate da anni e anni di vecchio modem. La frequenza e la durata della navigazione in Rete infatti non sono cambiate radicalmente, anche se si iniziano a vedere i primi effetti. Secondo uno studio Pew Internet and American Life Project, il 69% dei navigatori broadband vanno online tutti i giorni, contro il 51% di quelli “analogici”. La durata media di ogni connessione, poi, raggiunge per i primi i 107 minuti, 21 in più dei secondi.

Ma un piccolo cambiamento di abitudini, in realtà, c’è, e si chiama “infosnacking”, ovvero la raccolta di informazioni veloce. Grazie alla banda larga, infatti, che consente di rimanere collegati a Internet 24 ore su 24 ed elimina quindi le attese di connessione tipiche del modem analogico, i navigatori possono rivolgersi al Web anche solo per trovare al volo un’informazione. Dalle news sportive al prezzo di un capo di abbigliamento, da un numero telefonico a info geografiche, non ci sono limiti al tipo di dati che è possibile raccogliere in pochissimi secondi nel mondo sconfinato della Rete.

Nonostante tutto questo, però, gli Stati Uniti non si posizionano sul podio mondiale dei Paesi con la più alta penetrazione della banda larga, tutt’altro. Con un discreto dodicesimo posto, sono costretti a guardare dal basso realtà come la Danimarca, al sesto posto grazie alla diffusione della telefonia su IP, e soprattutto la Korea del Sud, che ha conquistato da tempo la prima posizione con un tasso di penetrazione doppio rispetto a quello americano.

Ciò significa che i navigatori a stelle e strisce stanno solo ora iniziando a rendersi conto cosa davvero si può fare con una connessione broadband. E c’è da scommetterci che quando questa consapevolezza crescerà, quel dodicesimo posto sarà solo un lontano e polveroso ricordo.

Luca de Leone - redazione www.smau.it                            © Photodisc/Laura Ronchi