Utilità sociale e sostenibilità

Oniverse ridà vita all’ex Seminario di San Massimo grazie al Concorso di idee per il restauro

Il gruppo ha annunciato i tre progetti trionfatori per la riqualificazione dell’area green a Verona 

26 Giu 2024 - 15:30

Oniverse ha svelato i vincitori del concorso di idee per la riqualificazione dell’area dell’ex-seminario di San Massimo di Verona. L'intento del gruppo, che controlla brand come Intimissimi, Tezenis, Falconeri e Antonio Marras, è quello di riqualificare un'importante area dismessa della città, ma anche di promuovere modelli virtuosi per mettere in circolo idee inclusive, sostenibili e socialmente utili. Agli autori delle tre proposte è stato attribuito un premio di 50 mila euro.  

© Ufficio stampa

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Primi classificati con vescovo Pompili, Veronesi e Don Albertini

L’iniziativa, promossa dalla Diocesi di Verona e dalla fondazione San Zeno, ha lo scopo di rendere la collettività parte attiva di un pensiero di valorizzazione del luogo, individuando prima di tutto delle idee in grado di cogliere le eredità e le memorie del passato e intercettando le sfide e le potenzialità di sviluppo futuro. 

La Diocesi, proprietaria dell’area insieme al Seminario Vescovile, grazie al sostegno di Fondazione San Zeno, ente non profit nato a Verona nel 1999 dalla volontà di Sandro Veronesi, Presidente di Oniverse (nuovo nome del Gruppo Calzedonia), attraverso il bando aperto da dicembre 2023 a marzo 2024, ha avuto la possibilità di porsi in ascolto di proposte di riqualificazione e rigenerazione, considerando non solo ogni singola idea, ma anche il risultato di insieme e le possibili combinazioni e integrazioni tra le diverse proposte.

Il bando non costituiva nessun vincolo alla realizzazione delle idee così come proposte, ma l’auspicio degli organizzatori è che questa fase non sia che la prima di una riflessione sempre più condivisa sull’Ex Seminario di San Massimo, da svolgere dentro e fuori la Chiesa di Verona, con la ricerca di soggetti che possano dare concretezza e forza alle idee emerse.

La richiesta iniziale prevedeva alcuni vincoli nella creazione di quello che, si auspica, diventerà un nuovo spazio di incontro sia spirituale che comunitario, partendo dal principio di mantenere, ovviamente, inalterata la parte ecclesiastica come luogo di fede e di raccoglimento e di non virare verso proposte di carattere commerciale. I focus imprescindibili erano ambiente, ovvero considerare più spazi aperti e meno consumo di suolo; generazioni, con proposte mirate a migliorare il rapporto tra le diverse fasce di età, con accoglienza sia di anziani che dei giovani, e migrazioni, con l'ottica di trasformare chi arriva da lontano non solo in forza lavoro, ma anche in risorsa preziosa da rimettere in circolo nella società.

"Questa è la fase che io definisco degli schizzi, quella embrionale. - ha dichiarato Sandro Veronese, che con Oniverse - Prima di arrivare in negozio e venire comprato, ogni prodotto deve superare tantissimi passaggi e non è detto che tutti arrivino al successo. Con questo contest siamo al livello dell’ideazione, abbiamo piantato un seme. Il prossimo passo sarà capire come concretizzare, quali sono le possibili strade da percorrere. Lo dico sempre che il difficile non é trovare i soldi, ma le idee. Siamo sicuramente partiti con il piede giusto".

Tre idee per costruire un nuovo futuro
Il primo premio è stato vinto dalla proposta Seminario extra, un progetto di Pool landscape insieme agli architetti Ludovico Centis, Ilaria Forti, Francesco Laserpe e Federico Vascotto. Quello che ha colpito la giuria è stata l'accurata progettazione della paesaggistica, posta in primo piano soprattutto grazie al disegno di moltissimi spazi aperti, immaginati come un grande giardino-oasi, pensato per ospitare attività legate alla cura e coltivazione della terra, nonché come innovativo polo didattico legato all'agraria e alle tematiche ambientali.

Al secondo posto è stata premiata la presentazione QUARTIERE SAN MASSIMO di Oasi architects studio associato insieme ad Almo collegio Borromeo, che hanno immaginato un quartiere riqualificato dal basso con il modello di un piccolo centro rurale che diventa anche hub culturale e attivamente vissuto da una comunità residenziale.

Il terzo premio è stato assegnato alla proposta SEMIinaria dello studio di architettura Bunch, focalizzato su una riqualificazione progressiva volta a coinvolgere i giovani migranti e favorendo l’incontro virtuoso tra beneficiari e comunità di accoglienza.

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