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"Generazione Alfa: tra autostima e talenti", la ricerca che racconta i nati dal 2010 in poi

La ricerca è stata svolta a marzo 2022 da AstraRicerche per MGA Entertainment nell'ambito dell’inedito progetto "Rainbow High: Fai brillare i tuoi colori"

Ufficio stampa

Quanto si piacciono i bambini italiani? Che caratteristiche hanno quelli che si piacciono di più? Quanto impattano le abilità creative sull'autostima? A queste e a molte altre domande risponde la ricerca "Generazione Alfa: Tra autostima e talenti" svolta a marzo 2022 da AstraRicerche per MGA Entertainment nell'ambito dell’inedito progetto "Rainbow High: Fai brillare i tuoi colori".

L'obiettivo è quello di indagare come i nati dal 2010 in poi percepiscano sé stessi in termini di abilità creative che ritengono di possedere, tratti del carattere che stanno sviluppando, e complessivamente, grado di autostima.

 


Le evidenze principali -

Un bambino su tre non si piace, 10 anni è l'età spartiacque in cui si inizia a dubitare di sé e così le abilità creative diventano il motore dell'autostima; queste le 3 evidenze principali che la ricerca, svolta su un campione rappresentativo della popolazione italiana di circa 1.000 bambini 6-12enni aiutati nella compilazione dai loro genitori, ha messo in luce.


 


L'

autostima complessiva

dei bambini italiani è, quindi, deficitaria: per un terzo dei soggetti intervistati, infatti, è bassa o carente; non si piacciono così come sono, sentono che vorrebbero essere diversi, migliori nel saper fare più cose e meglio di come le sanno fare adesso. Questo risultato deriva anche da un contesto di partenza per le famiglie sicuramente molto complesso e difficile, considerando in particolare gli ultimi due anni con la crisi pandemica e relative conseguenze sociali, la guerra e l'accelerazione di fenomeni quali l'esplosione del digitale. Un contesto socio-culturale che non ha precedenti in termini di velocità e intensità di cambiamenti esperienziali molto influenti sul quotidiano, sull’immaginario, sulle relazioni e sul senso di sé che, di fatto, segnano una discontinuità antropologica a tutti gli effetti.  


 


Altro dato significativo è la

"svolta" della percezione di sé

che avviene intorno ai 10 anni, in modo netto, repentino e in varie aree. Un momento di passaggio complesso, perlopiù difficile e negativo, che colpisce soprattutto le bambine: si passa dal 69% delle femmine 6enni che ha buona o ottima autostima al 57% delle 10enni, per poi risalire al 63% delle 12enni; si registra un decrescere netto dei comportamenti di apertura, di fantasia e scoperta minore nella fascia 10-12 anni rispetto alla fascia 8-9; il dato che vede la cameretta diventare il luogo fondamentale in cui giocare, proprio verso i 10 anni di età, mostra – insieme – una parziale chiusura e una presa di consapevolezza della propria individualità, sinonimo di autonomia e libertà.


 


"Avere una buona autostima significa riconoscere le proprie risorse, ammettere con serenità i propri limiti, individuando le aree in cui migliorarsi. Per poter sviluppare una buona autostima è indispensabile mettersi alla prova, conoscersi, relazionarsi e sbagliare. I due anni appena trascorsi a causa dell'isolamento, prima e l'esposizione ora a emozioni intense e allarmanti, hanno avuto un riflesso più impattante e significativo sui bimbi di 10 anni in cui l'incertezza e l'incognita del contesto è risuonata sulla loro normale fase di transizione", ha dichiarato

Marta Rizzi

, psicologa e psicoterapeuta esperta in età evolutiva e terapia genitoriale.  


 


Le

aspirazioni professionali della Generazione Alfa - 

Un altro interessante aspetto indagato è relativo alle

aspirazioni professionali della Generazione Alfa.

Alla domanda cosa vorresti fare da grande, infatti, la professione più gettonata è quella del

medico

, che ottiene il 13,8% delle preferenze dei bambini, al secondo posto con il 6,5% si classifica il veterinario e chiude il podio l'intramontabile calciatore con il 6,4% delle preferenze. Nonostante la popolarità dei social network, l'influencer è stato scelto solo dallo 0,8% della Gen Alfa mentre lo YouTuber dall'1,3%. Anche le professioni nel campo dello spettacolo e dell’entertainment non raccolgono molte simpatie: l’attore si ferma all’1,2%, il cantante al 2%, il musicista allo 0,5%. 


 


"È evidente come l’immaginario sociale di questo periodo abbia plasmato il sistema di valori anche dei più piccoli. Medico e veterinario sono professioni di cura, comunicate con le narrazioni eroiche che tutti abbiamo sentito in casa, con le televisioni accese, per molte ore al giorno per molti mesi. L'aspirazionalità verso queste professioni che salvano vite e l’identificazione con adulti che sono quasi supereroi in lotta con il male, diventa per i bambini, naturale e anche molto positiva. Vogliono fare anche loro da grandi qualcosa che migliori il mondo", ha affermato

Patrizia Martello

, sociologa dei consumi dell'Università IUAV di Venezia. 


 


Infine, una riflessione sul colore, vero e proprio codice di comunicazione, linguaggio carico di simbologie e significati psicologici. Qual è il colore preferito dei bambini intervistati? E a quali emozioni è stato associato?  Per capirlo è stata utilizzata la scala di colori di Max Lüscher (1947), test che associa le preferenze dei colori a tipi psicologici e comportamenti emozionali, valido strumento di autoconoscenza personale, sia per adulti che per bambini. Il dato forte è che il

colore preferito dai bambini è multiemozionale

è cioè spesso è indicato più volte come colore associato a emozioni positive e, in particolare, è il colore della Gioia: il blu risulta nettamente vincente (30,9%), seguito dal rosso (22,5%), mentre chiude il podio il fucsia (16,8%). Quarti a pari merito il giallo (12,3%) e il verde (12,0%). Andando avanti con gli anni, dai 6 ai 12 anni, si fa gradualmente spazio il verde (14% presso i 10-12enni) e soprattutto cresce il nero (quasi mai indicato fino agli 8 anni di età, mentre risulta il preferito dal 6% dei 10-12enni); visto che "black" è - per Lüscher - il colore della non-accettazione, della protesta, della ribellione, anche questa parte della ricerca mostra come attorno ai 10 anni ci sia un momento di svolta e di difficoltà per i più piccoli. 


 


"Generazione Alfa: tra Autostima e Talento" rappresenta un'indagine psico-socio-culturale estesa e articolata, unica in Italia per approccio, territorio di indagine e dimensione del campione. Si basa sulle teorie di P. Solovay e J.D. Mayer (1990) e D. Goleman (1995), e prevede un affondo nel mondo emozionale attraverso il colore, vero linguaggio delle emozioni per i bambini. "In Italia i bambini sono spesso coinvolti nelle ricerche, ma si tratta soprattutto di studi di mercato che aziende commissionano per avere maggiore successo nel loro business; questa è una ricerca fuori dall'ordinario perché si focalizza sui bambini come piccole persone in divenire, con le loro capacità, la loro percezione di sé, il loro sguardo al futuro - ha commentato

Cosimo Finzi

, Direttore AstraRicerche -. Lo abbiamo fatto grazie a un inedito mix di domande presenti in letteratura e domande create 'ad hoc' per sondare i temi: i risultati sono interessanti e utili a una riflessione sulla Gen Alfa fuori da alcuni stereotipi che si stanno diffondendo" 


 


Il progetto "Rainbow High: Fai brillare i tuoi Colori" -

Ed è proprio dalle evidenze che ha messo in luce questa insolita fotografia della Generazione Alfa - bassa autostima, legame tra emozione e colori e bisogno di essere spronati a credere in sé stessi - che MGAE, realtà leader nel settore del giocattolo e dell’entertainment, ha elaborato il progetto "Rainbow High: Fai brillare i tuoi Colori" con l'obiettivo di ispirare i più giovani e di infondere loro fiducia verso le proprie abilità creative e il proprio talento senza dimenticare la parte ludica. In linea con quanto emerso dallo studio, il progetto si pone l'intento di raccontare alla Generazione Alfa storie di talenti di successo che possano ispirarli e aiutarli a far brillare i loro.


 


Tramite contenuti entertainment, i ragazzi percorreranno un viaggio il cui punto di partenza sarà acquisire la consapevolezza di sé per poi passare alla ricerca del proprio talento fino alla celebrazione dello stesso. Questa strada ideale sarà suddivisa in quattro tappe o wave tematiche, identificate ciascuna da un colore: la prima dal colore rosso si intitolerà "Scopri i tuoi colori", la seconda "Credi in Te Stesso" con il colore giallo per passare poi al blu di "Gestisci le tue emozioni" e al verde di "Celebra il tuo talento".


 


Due testimonial d'eccezione: Manuel Mameli e  Fiore Manni -

Per raccontare ciascuna wave sono stati scelti due testimonial d'eccezione:

Manuele Mameli

, make-up artist di fama internazionale delle star del calibro di Chiara Ferragni, Laura Pausini, Francesca Michielin e moltissime altre, e

Fiore Manni

, che fin da piccola ha fatto brillare il proprio talento in alcuni programmi per bambini ed è ora un'affermata scrittrice per ragazzi. Inoltre, la sociologa dei consumi

Patrizia Martello

e la psicologa e psicoterapeuta dell'infanzia

Marta Rizzi

realizzeranno in merito al tema di ciascuna tappa, una guida con consigli pratici per i genitori al fine di aiutarli a stimolare il dialogo con i loro figli per sostenere le loro ambizioni e i loro talenti. 


 


La web app "Scopri il Tuo Colore" -

Per non tralasciare l’aspetto ludico è stata creata la web app "Scopri il Tuo Colore" per permettere a ognuno di identificare, tramite la risposta a delle semplici domande, un proprio colore unico e personale, così come l'unicità di ogni persona. Basata sul test del colore di Max Lüscher (1947), associa le preferenze dei colori a tipi psicologici e comportamenti emozionali che fanno riferimento anche ai lavori di P. Ekman (2008) e R. Plutchik (1980), oltre al proprio colore identificato da un codice pantone univoco, la web app indicherà anche un profilo che descrive i talenti e le abilità creative corrispondenti, i personaggi del mondo Rainbow High più affini e un motto descrittivo della propria personalità. 


 


"Siamo entusiasti di presentare questo progetto in cui tutta MGAE crede fortemente e che ha l'arduo compito di aiutare le nuove generazioni a credere in sé stesse e nelle proprie abilità creative nonostante il difficile contesto sociale che stiamo vivendo - ha commentato

Filippo Agnello

, Managing Director MGA Entertainment -. Essere d'ispirazione è per noi è importantissimo, vogliamo che i nostri prodotti non siano semplici giochi ma si facciano portatori di valori positivi che spronino tutti a far brillare i propri colori insieme a noi".  


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