i conti 2025

Cassa depositi e prestiti: nel 2025 utile record a 3,4 miliardi, oltre 73 miliardi di investimenti

Il 2025, evidenzia il presidente Giovanni Gorno Tempini, "è stato un anno simbolico per Cdp che ha celebrato il 175° anniversario della propria istituzione oltre che i 150 anni dei libretti postali

10 Apr 2026 - 14:13
 © Ansa

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Cdp archivia il 2025, primo anno del piano strategico al 2027, con un utile netto record a 3,4 miliardi e un patrimonio netto in crescita del 6% a 32 miliardi. Si tratta dell' "utile più alto di sempre dalla nascita della nostra Istituzione, un dato che conferma l'efficacia di una strategia che ci ha consentito di investire oltre 29 miliardi di euro in iniziative chiave per il Paese, generando investimenti per più di 73 miliardi", esulta l'Ad, Dario Scannapieco.

Il 2025, evidenzia il presidente Giovanni Gorno Tempini, "è stato un anno simbolico per Cdp che ha celebrato il 175° anniversario della propria istituzione oltre che i 150 anni dei libretti postali. Da allora, e anche nell'anno appena trascorso, il gruppo ha continuato a svolgere per il Paese il proprio ruolo di Banca di sviluppo, in un contesto globale complesso, segnato da una profonda trasformazione dell'economia internazionale caratterizzata da un forte dinamismo tecnologico, da una crescente frammentazione geopolitica e da una rilevante volatilità dei mercati".

Nel dettaglio, la raccolta complessiva è stata pari a 355 miliardi, di cui 297 relativi al risparmio postale, in rialzo del 3%. La raccolta obbligazionaria si è attestata a 24 miliardi, il 20% in più sul 2024, grazie a operazioni come il terzo Yankee bond, l'undicesimo Bond ESG e le emissioni destinate al mercato retail.

L'utile netto consolidato è stato pari a 5,5 miliardi di euro, mezzo miliardo in meno del 2024, principalmente - spiega il gruppo in una nota, "per il minor apporto degli utili da partecipazioni, parzialmente compensati dall'incremento dei margini delle società industriali". Pesa, per esempio, la valutazione di Nexi - Cdp è azionista al 18,25% - ma "non la guardiamo nelle oscillazioni del momento, ma nella consapevolezza che possa essere importante per il futuro del Paese e una infrastruttura importante con l'euro digitale", assicura Scannapieco. Che definisce "una bella operazione industriale" l'Opas di Poste su Tim (Cassa è azionista della prima al 35%), mentre per quanto riguarda Fs "a oggi non c'è nessun dossier sul tavolo per un ingresso in ferrovie".

Quello su cui invece punta Cdp è la presenza sul territorio: "Avere capillarità di azione, avere dialogo attivo con comuni, regioni, imprese, significa capire meglio come essere utili ed è quello che ci ha consentito di avere risultati brillanti. Credo anche che abbiamo fatto una buona analisi su quali erano i bisogni del Paese". E se il Pnrr volge verso la scadenza "non è che il mondo finisce, ci sono tanti investimenti che devono essere completati. Cassa deve seguire le nuove esigenze che si materializzano ed è per questo che proseguiremo il ruolo di advisory affiancando gli enti pubblici". Per il 2026 lo sguardo è allo scenario iraniano: "Non sappiamo quale sarà la durata ma sappiamo che sicuramente ci saranno effetti sull'inflazione e speriamo non sulla disponibilità. Ci sono delle cose da fare, c'è un potenziale di generazione di rinnovabili su cui Cdp è molto attiva sia in Italia che all'estero, poi c'è l'efficienza energetica, l'interconnessione con l'estero, modernizzazione della rete. Tutto questo richiede una serie di investimenti".