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Festival di Sanremo 2016, Eros Ramazzotti colora di arcobaleno lʼAriston

Il cantante, super ospite della seconda serata, ha tenuto il discorso che molti temevano da Elton John. Grande emozione per Ezio Bosso. Sul fronte della gara a rischio Alessio Bernabei, Zero Assoluto, Dolcenera e Neffa LOOK: IL BLAZER TRENDY DELLA SECONDA SERATA

festival sanremo 2016 seconda serata
ansa

Seconda serata per la 66.ma edizione del Festival di Sanremo. E se nella prima puntata si temeva il discorso di Elton John sulle famiglie arcobaleno e le adozioni omosessuali, questo è arrivato da Eros Ramazzotti. "I figli fanno famiglia - ha detto nell'intervista con Carlo Conti -, qualunque essa sia". Sul fronte della gara sono a rischio eliminazione Alessio Bernabei, Zero Assoluto, Dolcenera e Neffa.

Festival di Sanremo 2016, Eros Ramazzotti colora di arcobaleno lʼAriston

Fatto salvo che è tutto ancora da decidere, a guardare verso la finale con maggiore ottimismo ci sono quindi Clementino, Valerio Scanu, Elio e le storie tese, Annalisa, Patty Pravo e Francesca Michielin. Ma sicuramente a far parlare di questa serata (più ritmata e con maggiori momenti godibili della prima) saranno le dichiarazioni di Eros Ramazzotti, che ha di fatto esplicitato la posizione di tutti quei cantanti che in questi due giorni si sono esibiti con un nastro arcobaleno per dimostrare il loro supporto per le unioni civili.
La ricetta continua a funzionare se è vero che gli ascolti della seconda serata vanno ancora meglio di quelli della prima: 10 milioni e 747mila spettatori per il 49,91% di share, miglior risultato degli ultimi 10 anni.

LA SERATA - Anche quest'anno, dopo lustri di esibizioni di Nuove Proposte a notte fonda, i giovani si sfidano in apertura di serata. I primi due incroci tipo tabellone tennistico sono tra Chiara Dello Iacovo e Cecile e Irama ed Ermal Meta. “Introverso”, l'allegro pop multisfumatura della Dello Iacovo (ex The Voice), che lei accompagna con qualche trovata interpretativa (le braccia avvolte nel cellophane) ha la meglio sulla carica energica, tra hip hop ed elettronica di “N.E.G.R.A.” di Cecile. Nella seconda sfida Meta arriva con le stigmate del super autore di big (da Mengoni a Emma) e la sua “Odio le favole” ha vita facile contro la “Cosa resterà” di Irama. Archiviata la pratica Nuove Proposte, le Salut Salon (trio d'archi più pianoforte) stupiscono con la loro interpretazione di Vivaldi tra l'ironico e il virtuosistico.

La prima campionessa della serata è Dolcenera. “Ora o mai più (Le cose cambiano)” è una ballata soul con cori gospel di grande effetto e lei la sublima con un'interpretazione che mescola potenza e intensità, facendo passare in secondo piano la non eccessiva originalità del pezzo. Il contrasto con il mondo di Clementino e "Quando sono lontano" è quasi stridente: un rap con un ritornello melodico non eccessivamente nuovo e qualche manierismo ("fra'") nel testo. Patty Pravo (come Dolcenera con colori arcobaleno in bella vista) è un monumento di eleganza e classe e “Cieli immensi” sembra costruita sulla sua storia, per restituirne la grandezza. Alla fine tutti in piedi ad applaudire.

Superospite italiano della serata. Dopo Laura Pausini un altro figlio del Festival: Eros Ramazzotti. Stesso copione (eccezion fatta per il duetto con se stesso). Un medley di successi (“Terra promessa/Una storia importante/Adesso tu/Più bella cosa”) e l'ultimo singolo “Rosa nata ieri”. E anche lui sventola il nastro arcobaleno ma non solo: quello che non ha detto nella prima serata Elton John lo dice Eros, spiegando che quel nastro “è importante” e che “ i figli fanno famiglia, qualunque essa sia. Quello che conta è tirarli su con amore”.

Valerio Scanu torna al Festival per la prima voltA dai tempi della vittoria rimasta legata a “tutti i luoghi e tutti i laghi”. “Finalmente piove” scritta per lui da Fabrizio Moro è un pezzo melodico, che cresce con gli ascolti e potrebbe riservare delle sorprese. Dopo l'ennesima incursione di Carla Fracci-Virginia Raffaele tocca a Francesca Michielin. L'emozione dei vent'anni si coglie in qualche incertezza nell'attacco, dove la sua “Nessun grado di separazione” tocca note più basse, e l'orchestra toglie un po' di originalità all'arrangiamento rispetto alla versione in studio. Ma il brano arriva e si distingue per un ritornello di grande trasporto. Anche Scanu e lei si ”arcobalenizzano”, uno con il solito nastro, l'altra con un braccialetto. Ma anche il maestro Peppe Vessicchio sfoggia un papillon multicolor. Il momento che vede protagonista Ezio Bosso con ogni probabilità sarà quello più emozionante di questa edizione del Festival. Il pianista rapisce il pubblico con le sue parole (“La musica è un magia, non a caso il maestro usa la bacchetta come i maghi”) e poi rapisce letteralmente con la sua esecuzione di "Following A Bird".

Dopo l'addio ai Dear Jack Alessio Bernabei punta tutto sul ritmo e sui suoni dance. Il brano ha una sua efficacia e se è andata bene a Nek l'anno scorso potrebbe essere anche facile un bis. Elio e le storie tese sparigliano come sempre le carte. Fatti salvi bravura tecnica e intelligenza nel testo e nelle citazioni, questa volta, con i suoi sette ritornelli del tutto slegati musicalmente, “Vincere l'odio” dà l'impressione di un divertissment un po' troppo compiaciuto e con il fiato un po' corto. Per loro niente strisce arcobaleno ma completini rosa. Passa abbastanza innocua la presenza di Ellie Goulding, che al successo “Love Me Like You Do” aggiunge la nuova “Army”.

Neffa questa volta celentaneggia con una canzone dai toni folk e con profusione di fiati che si fa apprezzare. Ma la scena viene poi rubata da Nicole Kidman, radiosa ed elegantissima. L'intervista, tra dichiarazioni d'amore all'Italia e complimenti al marito Keith Urban è meno sfolgorante, come spesso accade in questi casi. Tema centrale la famiglia e i suoi splendidi figli (“Non c'è nulla di più bello che tenerli stretti per sentirne il profumo”), l'ultima delle quali avuta da una madre surrogata.

Ultima tranche di campioni: dopo il successo dell'anno scorso con “Una finestra tra le stelle”, Annalisa (anche lei con strisce arcobaleno) presenta “Il diluvio universale”, brano maturo, non semplice e con grande sfoggio di vocalità e una maturazione evidente. Gli Zero Assoluto invece guardano già all'estate (e un po' a Jovanotti) con "Di te e di me".