televisione

Il Festival nelle mani di Morandi

Telebestiario di Francesco Specchia

17 Feb 2011 - 19:51
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“Chi è più forte del vigile urbano?/ Ferma i tram con una mano/ Con un dito, calmo e sereno, tiene indietro un autotreno”. Le mani.

Ci vorrebbe la filastrocca di Gianni Rodari per descrivere la potenza eversiva delle mani di Gianni Morandi. Le mani di Morandi, enormi badili metafisici che scavano nel pubblico, sono le vere protagoniste del Festival. Le mani di Morandi sembrano posticce come quelle degli oranghi di carnevale. Le mani di Morandi sono nazionalpopolari: prima di ogni serata, davanti all’Ariston, stringono forte le mani dei fans atterriti dal freddo, fornendo calore e conforto. Le mani di Morandi sono come il pene del protagonista del romanzo “Io e lui” di Moravia: sono a sè stanti, indipendenti dalla volontà del titolare. L’altra sera, per esempio, si sono rese protagoniste di una sfiorata alla schiena nuda della Canalis. Normalmente sarebbe stata una carineria; ma siccome le mani di Morandi, per metri cubici e possanza somigliano più a quelle di Hulk che a quelle di Brunetta, il gesto sembrava una palpata al fondoschiena.

Le mani di Morandi sono talmente importanti che le hanno inserite nella Smorfia: per il Lotto sono il “18”. Le mani di Morandi parlano da sole a botte di punti esclamativi. Le mani di Morandi si abbracciano patriotticamente tra loro e richiamano il Risorgimento quando Gianni dice: «Stiamo uniti!»; sìnfilano, imbarazzate, nelle tasche quando Luca e Paolo satireggiano; si accaniscono sulla testa del conduttore quando Gianni scivola sulle gaffe, creandogli, tra l’altro, danni permanenti alla pettinatura. Le mani di Morandi quando si muovono per salutare il pubblico creano correnti d’alta pressione avvertibili anche tra S.Margherita e Portofino. Le mani di Morandi sono ipnotiche: tu vorresti guardare il festival ma guardi loro. E questo, forse, spiega tutto...