televisione

Pregi e difetti di Kalispera

29 Dic 2010 - 21:04
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Parrà un controsenso, ma l'esprit più toccante di Kalispéra, programma-champagne di Alfonso Signorini, non sono stati né l'opulenza fuori tempo massimo di Valeria Marini, né le sorelle Parodi ai fornelli, né la sfilza di ospiti che onorano il conduttore in un talora smaccato bacio della pantofola. No.

Lo zenith di Kalispera è stata l'intervista, a filo di lacrima, strappata da Alfonso a Nicoletta Mantovani sulla sua sclerosi multipla, sul figlioletto morto nel parto e sui tramonti «che, cambiando le priorità della vita, ti godi a fondo pensando che domani non potresti più vederli allo stesso modo». Signorini, nelle interviste ha l'innegabile capacità empatica di mettere a suo agio l'intervistato. Quando fa il serio diventa imbattibile; è quando fa il cazzaro a forza, che rischia di scivolare nel trash. La Marini gonfia che canta e i riferimenti un po' scheccheggianti ai “bonazzi” in studio frenano l'eclettismo del conduttore.
Parliamo a ragion veduta, avendoci lavorato insieme a Radio Monte Carlo, in quel “Signorini Show” che è il prototipo dell'attuale talk, roba da 20% di share su Canale 5 e grasso che cola in un periodo in cui Mediaset fa seconde serate sgangherate. Intendiamoci, Kalispera non ha nulla di rivoluzionario. Confezione salottiera con quadro gigante di Marilyn, gioiosa automarchetta dell'ultimo libro di Signorini; servizi gossippari un po' ripetitivi con Gregoraci e Briatore e Lele Mora in tutte le salse; ospiti che, di solito, o sono amici del direttore di Chi e Sorrisi & canzoni, o che fanno la fila per paracularselo; provini per aspiranti showgirls: il tutto è una passerella di costanziana memoria virata sull'assoluto cazzeggio.
Ma, paradossalmente, è proprio il cazzeggio la forza del programma; la zaffata di buon umore è piacevole, si avverte. Anche perché Alfonso si diverte davvero, con una puntina di compiacimento nell'ostentare la sua influenza sullo star system. Certo il programma si regge solo e sempre su di lui, gli altri sono pallidi spettri. Certo, quando si occupa di politica, Signorini -che di politica capisce poco e la interpreta solo nell'ottica berlusconica- sbraca. Ciononostante Kalispera è un buon programma nel suo genere; se poi sia buono il genere, beh, è un altro discorso...

Francesco Specchia