Straordinario come la tv dagosto crei pirotecnici contrasti. Mentre su Italiauno si agitano le immagini internazionali e stroboscopiche di Wild con natura selvaggia, abitudini selvagge, belve selvagge che si divorano fra loro (mentre in studio -come dice La Stampa- cè Fiammetta Cicogna, seminuda che di selvaggio, forse, ha solo il cachet), laltro giorno su Rai Storia si muovevano, nel ralenty dun gustoso biancoenero, i quadri impressionisti dellItalia del Dopoguerra.
Cera un signore con la marsina, i baffi, il sigaro e lerre moscia che sbuffava nostalgia per «grandi e capienti cucine di una volta, dove si mangiava, si leggeva si faceva il pane e il vin cotto...» a scapito degli sfigatissimi cucinini americani. Poi quel signore, sempre con eleganza, sinfilava in un camioncino guidando una carovana armata di telecamere lungo largine di un fiume dal quale anni dopo Umberto Bossi avrebbe tratto una sacra ampollina per degli strani riti. Il garbato signore visitava poi una fabbrica di mostarde; e seguiva il processo di depicciolamento delle ciliegie, raccontava la scelta dei cedri e spiegava limportanza della mostarda; e da lì consumava la sua narrazione epica in una specie di Odissea degli antichi sapori. Questeroe omerico del viaggio gastronomico era Mario Soldati.
E il programma era Alla ricerca di cibi genuini -Viaggio nella valle del Po, anno 1957. Uno dei migliori prodotti Rai dogni tempo. Non ringrazieremo mai abbastanza il direttore di Rai Storia Giovanni Minoli per avercelo riproposto. Da lì emergono scene che sono affreschi romanzeschi dellItalia del boom. Lo scrittore Soldati che sinfila in un allevamento di fagiani mentre lallevatore gli confida: «Questi non si mangiano sono solo riproduttori, per mangiare il fagiano buono bisogna prenderlo in campagna...» ; lo stesso Soldati che accompagna laltro grandissimo col sigaro -Gianni Brera- alla monda delle rane sullargine pavese; lincontro col proprietario dell Albergo tre ganasce della provincia tra girarrosti e ricordi austroungarici: tutte inquadrature che oggi magari paiono pigre, ma a cui tutti i programmi naturisti a venire (da Linea verde a Gusto) sono debitore. Poi dice che la tv dagosto dorme...
Francesco Specchia
