televisione

Se Soldati accende la tv d’agosto

06 Ago 2010 - 21:32
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Straordinario come la tv d’agosto crei pirotecnici contrasti. Mentre su Italiauno si agitano le immagini internazionali e stroboscopiche di “Wild” con natura selvaggia, abitudini selvagge, belve selvagge che si divorano fra loro (mentre in studio -come dice La Stampa- c’è Fiammetta Cicogna, seminuda che di selvaggio, forse, ha solo il cachet), l’altro giorno su Rai Storia si muovevano, nel ralenty d’un gustoso biancoenero, i quadri impressionisti dell’Italia del Dopoguerra.

C’era un signore con la marsina, i baffi, il sigaro e l’erre moscia che sbuffava nostalgia per «grandi e capienti cucine di una volta, dove si mangiava, si leggeva si faceva il pane e il vin cotto...» a scapito degli sfigatissimi cucinini americani. Poi quel signore, sempre con eleganza, s’infilava in un camioncino guidando una carovana armata di telecamere lungo l’argine di un fiume dal quale anni dopo Umberto Bossi avrebbe tratto una sacra ampollina per degli strani riti. Il garbato signore visitava poi una fabbrica di mostarde; e seguiva il processo di depicciolamento delle ciliegie, raccontava la scelta dei cedri e spiegava l’importanza della mostarda; e da lì consumava la sua narrazione epica in una specie di Odissea degli antichi sapori. Quest’eroe omerico del viaggio gastronomico era Mario Soldati.

E il programma era “Alla ricerca di cibi genuini -Viaggio nella valle del Po”, anno 1957. Uno dei migliori prodotti Rai d’ogni tempo. Non ringrazieremo mai abbastanza il direttore di Rai Storia Giovanni Minoli per avercelo riproposto. Da lì emergono scene che sono affreschi romanzeschi dell’Italia del boom. Lo scrittore Soldati che s’infila in un allevamento di fagiani mentre l’allevatore gli confida: «Questi non si mangiano sono solo riproduttori, per mangiare il fagiano buono bisogna prenderlo in campagna...» ; lo stesso Soldati che accompagna l’altro grandissimo col sigaro -Gianni Brera- alla “monda delle rane” sull’argine pavese; l’incontro col proprietario dell’ “Albergo tre ganasce” della provincia tra girarrosti e ricordi austroungarici: tutte inquadrature che oggi magari paiono pigre, ma a cui tutti i programmi naturisti a venire (da Linea verde a Gusto) sono debitore. Poi dice che la tv d’agosto dorme...

Francesco Specchia