televisione

Glob, Bertolino: "E' tv to answer"

"Una tv che dà cioè risposte"

12 Dic 2007 - 10:26
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Venerdì 14 dicembre andrà in onda su Rai3 la decima e ultima puntata di Glob, l'osceno del villaggio. Un programma cult, seguito da chi vuole capire la comunicazione televisiva, con i suoi linguaggi e i suoi "eccessi". Enrico Bertolino è il conduttore-ideatore di questo format di successo. Tgcom lo ha intervistato, per capirne i segreti e tutto il lavoro che c'è dietro.

Venerdì prossimo si chiuderà la quinta edizione. Si tirano le somme...
Sicuramente sì. C'è grande soddisfazione per quello che siamo riusciti a fare, pur essendo collocati nella terza serata del venerdì, una fascia non certo facile in chiave ascolti. Evidentemente però il marchio piace, altrimenti non saremmo arrivati alla quinta edizione.

Come si fa a catturare una buona fetta di pubblico in una fascia così delicata?
Noi veniamo subito dopo un programma per addetti ai lavori come Primo Piano. Il modo per catturare e fidelizzare il nostro pubblico è fare qualcosa che gli altri non fanno. Non si può fare politica, perché come dicevo c'è già Onofrio Dispenza. Non si può fare un varietà, visto l'orario a cui andiamo in onda. Non ci resta che fare informazione divertita e divertente. Il pubblico comprende una fascia piuttosto ampia: non mi piace definirli per età. Sono le persone che dalla tv vogliono un servizio. Noi cerchiamo di fornire le risposte ai loro quesiti.

Questa quinta edizione è stata contraddistinta da diversi cambiamenti che hanno riguardato la forma e i contenuti, con molti contributi filmati.
Esatto. In questa edizione, ci sono state molte più schede. Abbiamo sacrificato qualche siparietto, per dare spazio alle schede prodotte dalla redazione, che ci hanno permesso di coinvolgere maggiormente i nostri ospiti. Senza dimenticare lo stretto rapporto che si è instaurato con la redazione di Blob, la quale ha preparato per ogni puntata un contributo sul "di tutto, di più" che la tv ha mostrato nel corso della settimana.

Nell'era del web 2.0, Glob ha un forte interscambio con il proprio pubblico. Sul blog della trasmissione vengono inviate segnalazione e veri e propri contributi video, che poi vengono riproposti sul web.
La nostra redazione è molto attenta a quanto accade in Italia e nel mondo. Tuttavia si parla sempre di tv on demand, quando la gente si aspetta delle risposte della tv, quindi si dovrebbe fare una tv to answer. Cosa serve che il pubblico "demandi" se non gli vengono fornite delle risposte? Noi sul blog lanciamo degli stimoli, che vengono puntualmente raccolti dal pubblico. Poi con i videofonini, la copertura dell'informazione è divenuta ancora più capillare e molte volte riceviamo delle segnalazioni molto interessanti.

Sempre più spesso ci troviamo di fronte a comici e satiri che sfociano nella militanza politica. Che ne pensa?
Effettivamente su Rai3 mi verrebbe voglia di fare militanza politica, però a mezzanotte meno un quarto non mi sembra il caso... La mia è più una satira trasversale, che prende spunto dall'informazione, parte da ciò che leggo sui giornali e vedo in tv. Il fatto tragico sai qual è? E' che la politica è diventata costume. Una volta potevi fare satira su Craxi, Andreotti, Fanfani, perché erano politici che si vedevano raramente. Adesso i politici sono in tv più di noi stessi comici.

Teatro, fiction, Glob. Programmi per il futuro?
A gennaio parterò in tournée il mio nuovo spettacolo teatrale: Lampi accecanti di ovvietà. Partiremo da Vigevano e poi sarò in giro su e giù per l'Italia fino alla fine di marzo. Quindi riprenderemo girare la sti-com Piloti e forse verranno riprese alcune puntate di Glob in primavera, per poi ripartire in autunno con la sesta edizione....

Alessandro Pintimalli