"Il mio obiettivo non è lo share, ma fare un programma di qualità". Andrea Pezzi, ex veejay di Mtv e idolo di una generazione che l'ha visto crescere sul piccolo schermo, racconta a Tgcom del suo programma Tornasole, in onda il mercoledì alle 23 su Rai 2 . "Sono soddisfatto di come sta andando la trasmissione - dice - soprattutto in un'azienda (la Rai ndr) dove la seconda serata è un po' spenta, insomma tutto sommato dei risultati da guinness".
I risultati ci sono. Il Tornasole ha un ascolto medio che si aggira tra il 6 e il 7%, in più i numerosi fan di Pezzi hanno fatto nascere otto blog spontanei su Internet nei quali si discute della puntata e dei temi affrontati dalla trasmissione. "Riceviamo una quantità di e-mail impressionanti" racconta.
L'obiettivo di portare davanti allo schermo tutte le persone che in seconda serata preferiscono andare al cinema è stato raggiunto?
Da un certo punto di vista direi proprio di sì. Di solito i dati d'ascolto sono molto stabili, nel senso che possiamo contare su telespettatori che ci seguono ogni settimana. Senza contare il fatto che delle 700mila persone che ci guardano, il il 30-37% non guarda la televisione, se non il telegiornale. Un risultato che oserei descrivere come clamoroso.
Come pensa di esserci riuscito?
Sinceramente il Tornasole è un programma che non è superficiale e l'obbiettivo principale è di lasciare qualcosa a chi mi guarda. Cioè, quando guardo la televisione mi piace spegnarla e avere delle sensazioni, perché mi fa riflettere sulle cose che sono importanti. Poi il pubblico si divede in due parti: quello spazzatura e le persone degne. A me piacerebbe far cambiare i parametri di giudizio alle persone che non vogliono pensare.
In una puntata un giornalista è riuscito a far piangere Anna Falchi...
Quando Anna ha cominciato a piangere ho cercato di torglierla immediatamente dai riflettori e cambiare argomento. Poi i giornali hanno speculato molto su questo episodio e a me le polemiche o le osservazioni inutili non piacciono. Proprio per questo cerco di stare attento ai personaggi che invito in trasmissione.
Qual'è l'ospite più interessante che ha partecipato al suo programma?
A questa domanda non saprei rispondere, perché tutte le persone che ho intervistato e conosciuto sono state tutte a loro modo interessanti. Una puntata può essere soddisfacente quando si trova un'armonia tra gli ospiti e vengono fuori idee interessanti.
Chi è al persona che le piacerebbe invitare?
Da un certo punto di vista potrebbe essere una risposta scontata, ma è Silvio Berlusconi. Vorrei fargli un'intervista inedita, cercare di esplorare i suoi lati sconosciuti, quelli che l'hanno portato ad essere quello che è. Senza parlare tanto di politica, perché a me interessa lui come uomo.
Fiction, libri, cinema e tv. Che cosa le piacerebbe fare ancora nel mondo dello spettacolo?
Una fiction non la farei mai. Bardipo non si può considerare tale, anche perché si parlava di me come persona. Per quel che riguarda il cinema sarebbe anche una bella esperienza, ma al momento è completamento rovinato dai poteri che esistono in quel mondo. Nella sezione libri adesso è uscito il mio diario di viaggio Mondi nuovi che parla di un viaggio tra la Russia la Cina. In realtà sono andato anche in Iran, ma visto i tempi che corrono ho deciso di non includerlo.
Come è nata l'idea di questo progetto, e sopratutto perché questi due paesi?
Principalmente questo progetto mi ha incuriosito perché era qualcosa di molto particolare e inedito. Bisogna cominciare a conoscere questi due paesi.
