Sembra probabile che quest'anno nella Casa del Grande Fratello soggiorneranno marito e moglie. Ma l'ultima trovata degli autori, in realtà, sarebbe quella di fare entrare, magari solo durante il fine settimana, il figlio quattordicenne della coppia. La sola idea che questo possa avvenire ha fatto insorgere immediatamente l'Osservatorio sui diritti dei minori e il Moige, secondo i quali la trovata sarebbe un atto lesivo della dignità del minore.
"Il reality show non è nemmeno cominciato e già gli stessi organizzatori ipotizzano una violazione della legge su Tv e minori, figuriamoci cosa accadrà poi", dice Elisabetta Scala, responsabile dell'Osservatorio Tv del Moige (Movimento Italiano Genitori). Le intenzioni del Movimento sono chiare. Si batteranno, in veste di genitori, perchè la partecipazione del quattordicenne sia sanzionata dal Codice. Per l'esponente di AN, in conclusione, "si tratta insomma solo del coniglio tirato fuori dal cilindro dei promoters di un programma logoro che, per scongiurare l'effetto saturazione, anticamera del flop, ha un disperato bisogno di stupire ed è pronto a spostare sempre più in là il paletto della cosiddetta trasgressione, anche a costo di sprofondare ancora più giù nel trash. Speriamo che i telespettatori, stavolta, non ci caschino". Anche il Codacons ha bollato la notizia come "una trovata pubblicitaria". Si tratta "di una trappola nella quale non devono cadere i mass media e le associazioni dei genitori", commenta il presidente Codacons Carlo Rienzi: "E' evidente che nell'impossibilità di imitare le oscenità dei reality americani e inglesi, le produzioni italiane cerchino di introdurre elementi di novità per avvicinare un pubblico che altrimenti scapperebbe, perchè oramai annoiato, da questo tipo di programma". In ogni caso, si legge in una nota dell'associazione, il Codacons è pronto a rivolgersi alla Procura della Repubblica di Roma qualora, violando il codice di autoregolamentazione tv e minori, il Grande Fratello faccia entrare nella casa un minorenne. Scende in campo anche Cino Tortorella, volto simbolo della tv per bambini, storico conduttore dello "Zecchino d'oro" nelle vesti del mago Zurlì: "Considero estremamente grave il coinvolgimento di un minore nel reality e mi auguro sia un falso d'autore".
Anche Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui diritti dei minori, fa notare che "l'eventuale partecipazione, sia pur marginale, di un minorenne alla produzione, costituirebbe un affronto al testo recepito dalla legge Gasparri per il riordino del sistema radio-tv"; e aggiunge: "Ho inviato copia del codice Tv e minori al direttore di Canale5, Modina perchè provveda a notificarlo ai singoli partecipanti".
Interviene nella polemica il senatore Michele Bonatesta di An, membro della commissione di Vigilanza Rai, secondo cui l'idea serve al "lancio pubblicitario della trasmissione". Per Bonatesta, infatti, "nessun minorenne entrerà nella casa di Grande Fratello 5 perchè ciò violerebbe il codice di autoregolamentazione tv a tutela dei minori e costituirebbe reato. Ci risiamo: prima del Gf 3 la trovata del fantomatico concorrente gay, prima del Gf 4 la sublime invenzione dell'inquilino prete, entrambi ovviamente mai entrati nella casa, ed ora la formidabile idea della partecipazione part-time del minorenne. Naturalmente virtuale".
