televisione

Le cinque giornate secondo Lizzani

Donne protagoniste del film di RaiUno

12 Lug 2004 - 09:52

"Dedico questo lavoro a tutte le donne che hanno avuto un ruolo così importante in quei giorni", dice Carlo Lizzani. Ma di quali giorni parla? Delle cinque giornate di Milano, nella fiction in due puntate - Le cinque giornate di Milano - che Lizzani sta girando. L'intento è riproporre il racconto di quella rivolta popolare e interclassista del 1848, che liberò dal potere austro-ungarico la città meneghina. In prima linea combatterono le donne.

La fiction da lui diretta sulla vita di Maria Josè del 2001 ha avuto un grande seguito, ottenendo una media di nove milioni con uno share del 33%. E con lo sceneggiato in lavorazione si prepara a bissare il successo di tre anni fa.

Appassionato di storia risorgimentale dall'età di 19 anni, confessa: "Ho avuto due nonni garibaldini, quindi, quando mi hanno offerto di dirigere Le cinque giornate di Milano, ho accettato con entusiasmo. Il film in due puntate ha le caratteristiche di un documentario e mescola personaggi reali con personaggi di fantasia. C'è un medico, figura ideata dagli sceneggiatori, interpretata da Fabrizio Gifuni, che per la caratteristica del suo lavoro permette alla storia di articolarsi in vari ambienti. Si incrociano personaggi come Radetzky e Cattaneo, interpretato da Giancarlo Giannini, e il Podestà di Milano con tante figure di donne nobili e plebee che hanno fatto veramente la storia di quelle giornate."
Quella rivolta fece 400 morti, 100 furono donne. "Eressero barricate in tutte le vie di Milano, gettarono olio bollente dalle finestre, combatterono e si difesero come gli uomini. E morirono negli scontri e nelle battaglie."

Gli interpreti principali della miniserie sono, oltre hai già citati Fabrizio Gifuni e Giancarlo Giannini: Chiara Conti, Giuseppe Soleri, Ana Caterina Morariu. "Milano nei suoi pilastri è quella che è: il Duomo, il Castello Sforzesco, l'Università Statale che a quel tempo era un ospedale sono rimasti immutati, ma tutto il resto ha subito grandi cambiamenti. Per questo molte scene le abbiamo girate a Torino che ha mantenuto una architettura ottocentesca."