L'attrice è nel cast di "Sospetti 3"
Da qualche giorno Vanessa Gravina ha terminato le riprese di Sospetti 3, la fortunata serie interpretata da Sebastiano Somma nei panni del magistrato Luca Bartoli con la regia di Luigi Perelli. L'attrice interpreta Simona Federici, un giovane magistrato che affianca il giudice in questa nuova indagine. La messa in onda è prevista per il prossimo autunno su Raiuno.
"Interpreto il magistrato che affianca Luca Bartoli in una spinosa indagine che si svolge in Africa dove viene sperimentato illegalmente un pericoloso farmaco", racconta Vanessa. "Qui il discorso si allarga alla esportazione di organi ed altri temi sociali molto impegnativi. Tra Bartoli e la Federici c'è una condivisione di un'ideale, c'è una forte attrazione ideale più che sentimentale ma improvvisamente avviene qualcosa di molto forte che mina i loro rapporti. La Federici ha avuto una figlia contro tutto e contro tutti. E' una mamma single. La sua bambina di nove anni si ammala gravemente e lei si trova ad affrontare un momento contraddittorio divisa tra madre, donna e giudice".
Come giudica questo ruolo?
Dai risvolti pirandelliani: Somma è buono, Girone è cattivo, io sono l'uno e l'altro. Ad essere sincera più che pirandelliano mi sembra un personaggio perelliano. Luigi Perelli, il regista, è molto bravo , fa sempre leva sulle coscienze, il suo è un costante impegno sociale, in tutti i suoi lavori.
Perelli l'aveva diretta anche nella Piovra...
Sì, avevo quattordici anni, gli devo molto. Ho lavorato con due grandissimi attori del calibro di Michele Placido e Vittorio Mezzogiorno, ho avuto un' esperienza veramente formativa. Erano gli anni ottanta. Giravamo per Palermo sotto scorta. Tempi veramente duri.
Un'altra tappa importante della sua carriera è stato Incantesimo.
Lì ho lavorato con un cast di altissimo livello anche se abbiamo avuto un giudizio sempre troppo affrettato e snob nei confronti di una fiction che da anni e anni riscuote il successo che riscuote. Io poi a Incantesino devo molto perchè grazie a quell'interpretazione ho anche vinto la Grolla d' oro, un premio molto importante nella carriera di un' attore.
Aveva già lavorato con Sebastiano Somma?
Sì, tredici anni fa in uno sceneggiato scritto da Ennio De Concini dal titolo Senza fine. Bello ma sfortunato, dopo qualche puntata fu soppresso.
Lei ha cominciato a lavorare da piccolissima, qualche rimpianto?
Non ho termini di paragone. La mia vita è sempre stata cosi': divisa tra un Carosello, uno sceneggiato, un film, la radio.
Come è cominciata la sua carriera d'attrice?
Fu tutta "colpa" di mia zia che si occupava di moda e pubblicità. I fratelli Taviani avevano bisogno di una neonata paffutella per reclamizzare un liofilizzato.
I suoi genitori si sono opposti o hanno incoraggiato il suo lavoro?
Mia mamma mi seguiva sempre, papà è stato la vittima sacrificale. Per lavoro viaggiava molto e quindi non seguiva i miei successi. Solo da pochi anni a questa parte noto che è fiero di me.
C'è qualcosa che ha sacrificato per lavorare?
Tutte le cose che mi andava di fare le faccio adesso. Non rimpiango niente.
Cosa fa quando non lavora?
Le dico quello che si può dire. Vivo ovunque: tra Sanremo, dove si è trasferita mia mamma, Roma e Milano. Sono una vagabonda. Poi, leggo, dormo, canto, penso, nuoto, viaggio.
C'è qualche ruolo che le rimane da interpretare?
Tanti, non sono che all'inizio.