televisione

Rajae, la sola libica respinta al mittente

Telebestiario di Francesco Specchia

29 Mar 2011 - 20:01
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 © Ufficio stampa

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La scena è da feuilleton ottocentesco. C’è la madre, una donna soavemente abbondante, il volto incorniciato dallo hijab - il velo islamico-; corpo e parole sono infagottate dal pudore verso la telecamera. Non senza avere tutti i torti, trattandosi delle telecamere del Grande Fratello che ti sfruculiano fino agli alluci.

La madre è visibilmente emozionata; slaloma tra i mobili Ikea; e s’aggrappa alla parete in plexiglass, ad abbracciare la figlia dall’altra parte. La madre piangendo, sussurra: "Ti voglio bene, mi è costato tanto venire qui (viene dal Marocco, ndr). Ricordati sempre delle tue origini, figlia mia". 

La figlia le sussurra: "Mamma ti amo, sono sempre orgogliosa delle mie origini..." e lacrima anch’essa; e il plexiglass, da un lato e dall’altro, pare un parabrezza in una giornata di pioggia. Solo che gli extracomunitari non stazionano a un semaforo, ma nella Casa più famosa d’Italia, dove la madre incontra la figlia Rajae Bezzaz, che è appena stata eliminata. Ora, noi non seguiamo il Gf e quindi ignoriamo - se non per lettura delle cronache - i meccanismi che muovono i rovelli di Guendalina, i sospiri di Davide, gli sguardi del modello italo-giapponesi, le origini di Jimmy Barba che detto così sembra un caratterista dei film di mafia di Scorsese. Però, smanettando sul web, ci è capitata la suddetta scena con protagonista la bella Rajae, la prima libica sulla quale, in questi giorni i respingimenti hanno davvero funzionato. 

Certo Raje è una modella che nulla a che vedere con i ribelli che avanzano verso Sirte a colpi di kalashnikov. Rajae vanta un curriculum da lavorante dello spettacolo costruito a base di “nel tempo libero va in palestra pratica jogging e trekking, canta, ’anche se non sono affatto intonata’” e di “nel suo passato ci sono anche storie con italiani cattolici...”. La religione islamica (e il divieto presunto di partecipare al reality) è stato il suo atout per aggrapparsi alla notorietà; mentre i suoi coetanei faticano per aggrapparsi alla libertà.

Però qui siamo oltre la televisiopne. Siamo al grande racconto popolare nel quale irrompe la realtà, divenendo anch’essa parte del racconto. E non crediamo che - come a Forum - la madre di Rajae sia un’attrice. Perchè negli occhi lucidi della donna c’era il dolore dei migranti, la voglia vera di riabbracciare l’erede. Crediamo alla genuinità della scena perchè la donna - mentre Alessia Marcuzzi, cerca di bloccarla - dice alla figlia: "Fatti vedere che sei stata cresciuta da una donna, fatti vedere che sei intelligente, non smettere di studiare...".

Non smettere di studiare, ragazza mia. Ci volevano 11 edizioni del Grande Fratello e una signora travolta dalla guerra per capire che i valori basilar in fondo i sono sempre gli stessi, e per ridare alle cose il giusto peso alla realtà dei fatti…