"Incidente peggiore della mia carriera"
Dopo il terrificante volo di Phillip Island, Loris Capirossi è rientrato in Italia ed è stato preso in cura dal dottor Costa. "E' stato sicuramente l'incidente peggiore della mia carriera, ma sono cose che possono capitare. Non mi sono reso conto di nulla, solo in ospedale ho realizzato la gravità della cosa e ho provato dolore". Costa: "Mai ad un pilota ferito così gravemente era stato fatto fare un viaggio così".
Dimesso dall'ospedale "Cabrini" di Malvern (Melbourne) Loris Capirossi ha lasciato l'Australia e dopo un lungo volo, con scalo a Dubai e Roma Fiumicino, è atterrato a Rimini lunedì pomeriggio. Immediatamente il pilota della Ducati è stato trasferito in ambulanza all'ospedale di Imola, dove potrà essere seguito personalmente dal dottor Costa. Sono stati proprio i medici della Clinica Mobile a consigliare il rientro in Italia. Tuttavia, senza il drenaggio toracico, il pneumotorace destro riportato nella caduta avrebbe potuto impedire per quindici o venti giorni al pilota di volare. Questo perchè un'eventuale riapertura in quota, durante il volo, della ferita non ancora cicatrizzata, avrebbe potuto causare un improvviso "sgonfiamento" del polmone e il suo conseguente e gravissimo allontanamento dalla pleura. Loris è così stato autorizzato a rientrare in Italia con il drenaggio inserito, fatto questo che avrebbe garantito, anche in caso di diminuzione della pressione, di mantenere il polmone attaccato alla sua parete.
Capirossi rimarrà per almeno 4 giorni nel reparto di chirurgia, dove verrà costantemente monitorato al fine di evitare complicanze che potrebbero ostacolare una corretta guarigione.
"Il volo di rientro è andato bene, e questa è davvero un'ottima notizia - ha detto Costa, che ha accolto Loris in aeroporto a Rimini, preoccupandosi anche del suo trasferimento a Imola - considerando anche che si è trattato del più lungo trasferimento mai fatto fare ad un pilota ferito così gravemente. Scegliendo di tornare a casa con il drenaggio ancora inserito, invece di aspettare molti giorni per potersi rimettere in volo, Loris ha preso una decisione molto coraggiosa. Io ero comunque sereno perchè sapevo che era in mano a persone esperte e competenti. Loris rimarrà per qualche giorno a Imola, dove cercheremo di evitare l'insorgere di complicanze e favorire così la naturale guarigione del polmone offeso. Spero di poter contribuire a cancellare la tristezza che gli leggo negli occhi, dovuta al dolore ma anche al dispiacere di vedere conclusa anzitempo la sua stagione agonistica. Sicuramente non lo vedremo in pista in Turchia ma mi piace pensare che, come già altre volte ha fatto, il nostro coraggioso Loris possa sperare di rimettersi in gioco prima del previsto, in questo caso a Valencia".
"Per fortuna siamo finalmente arrivati in Italia, a questo punto cercherò di rimettermi a posto prima possibile - ha detto Loris, accompagnato dalla moglie Ingrid - In Ducati hanno organizzato alla perfezione il mio rientro in Italia, ma adesso non vedo l'ora di togliere il tubo del drenaggio, che è veramente fastidioso, e iniziare subito con la rieducazione del polmone. So di essere in buone mani. E' stata veramente una brutta botta, sicuramente l'incidente peggiore della mia carriera, ma sono cose che possono capitare. Non mi sono reso conto di nulla e mi sono risvegliato in ospedale quando mi hanno messo il drenaggio, solo allora ho realizzato la gravità della cosa e dove ho provato dolore. Non so ancora quando potrò ritornare in pista ovviamente, se fosse così semplice, staccherei tutto e andrei subito in Turchia. Ma è ancora presto per fare programmi".