"Se staremo bene, sarà un bel derby"
In casa nerazzurra la tensione inizia a salire in vista del doppio derby di Champions contro il Milan. "Non so chi sia più rilassato o teso - ha dichiarato Massimo Moratti - perchè tutte e due sentono la responsabilità di questa partita. Se noi staremo bene, sarà una bella partita". Il presidente nerazzurro ha due "incubi": "Del Milan temo i soliti, Inzaghi e Shevchenko". La finale: meglio Moggi o Ronaldo? "Pensiamo prima ad arrivarci...".
Non ha voglia di parlare. Forse non è il momento, più probabilmente preferisce non alimentare nuove illazioni. Massimo Moratti sa bene che ogni sua parola, ogni più piccola e banale dichiarazione può divenire il pretesto per creare un caso intorno alla sua Inter. A due giorni dal derby, allora, meglio mordersi la lingua. L'atmosfera è già elettrica. Due partite, centottanta minuti per giocarsi molto più di una stagione. Un derby, inutile negarlo, più importante dei soliti.
In casa rossonera tutti ostentano sicurezza, tutti gli infortunati sono prossimi al rientro. Un po' meno rosea la situazione all'Inter. Cannavaro è pronto, è vero, ma Dalmat fatica ancora e con lui anche Adani, Gamarra e Okan non sono propriamente al massimo. E in più c'è il capitolo squalifiche e diffide: mercoledì, oltre a Vieri infortunato, sarà assente anche Cristiano Zanetti per somma di ammonizioni. Ma, in più, rischiano lo stesso Cannavoro, Materazzi, Di Biagio, Pasquale e Toldo. Un cartellino giallo potrebbe complicare la situazione in vista del match di ritorno. In più ci sono i soliti incubi: Inzaghi e Sheva.
"Servirà una buona condizione" ha aggiunto Moratti. "Se tutti saranno a posto fisicamente sarà una bella partita. Se lo ro sono come sempre pericolosi in avanti, anche noi abbiamo buone risposte. Martins? Non so, può essere, ma sono scelte tecniche che competono all'allenatore". Già, appunto. Decisioni di Cuper: anche per lui l'ennesima prova. Inutile però cercare di strappare a Moratti una parola in merito. C'è il derby, tutto il resto passa in secondo piano.