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Addio al "Profeta del Gol": il calcio piange una leggenda

Johan Cruijff ha rivoluzionato il calcio: il numero 14 in carriera ha vinto tutto

Addio al "Profeta del Gol": il calcio piange una leggenda

Il "Profeta del Gol", come Sandro Ciotti definì Johan Cruyff nel celebre film del 1974, non c'è più. Il calcio piange uno dei suoi interpreti più sublimi ed eleganti, un giocatore, ma soprattutto un uomo che il calcio stesso l'ha rivoluzionato rendendolo totale: dalla scelta del 14 sulla maglia quando la numerazione andava dall'1 all'11, ai ritiri aperti alle mogli dei giocatori quando il sesso era ancora un argomento tabù, fino agli oltre 200 campi di calcio aperti dalla sua fondazione in giro per l'Europa.

Con la sua Olanda ha incantato il mondo al Mondiale del '74 perso in finale contro la Germania Ovest, è stato premiato tre volte con il Pallone d'Oro ('71, '73 e '74) e ha vinto tutto sia da calciatore sia da allenatore. Con Pelé e Maradona compone il trio dei più grandi di sempre, Fabio Capello l'ha definito il miglior giocatore europeo della storia. Ha iniziato con la maglia dell'Ajax (11 stagioni e 9 titoli), con cui ha vinto tre Coppe dei Campioni consecutive ('71-'73) e la Coppa Intercontinentale del '72, poi è passato al Barcellona, dove in 5 stagioni ha vinto una Liga e fatto innamorare il Camp Nou, infine ha scelto di chiudere la carriera, precursore anche in questo, negli Stati Uniti, dove ha giocato per due stagioni.


Duecento giorni dopo il suo (secondo) e definitivo ritiro dal calcio giocato, il 6 giugno 1985 è stato chiamato ad allenare l'Ajax, con cui ha vinto subito due Coppe d'Olanda consecutive e la Coppa delle Coppe dell'87 in finale contro il Lokomotiv Lipsia grazie a un gol di Marco Van Basten: erano 14 anni che l'Ajax non vinceva un trofeo in Europa. Ripetendo il percorso fatto da calciatore, ha poi lasciato i Lancieri per sedersi sulla panchina del Barcellona, dove in 8 stagioni ha costruito il Barça più forte di sempre prima di quello moderno, vinto 4 Liga di fila e la prima Coppa dei Campioni della storia del club, in finale contro la Samp di Vialli e Mancini.

Lasciata la panchina nel '96 per problemi di salute, non si è mai allontanato dal mondo del calcio dedicandosi a una carriera da dirigente nell'Ajax, rivestendo il ruolo di presidente onorario del Barcellona e costruendo con la sua associazione benefica oltre 200 campi di calcio in tutta Europa.
Una carriera eccezionale, un uomo fuori dal comune.

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