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Tony Hadley, per lui un Natale tutto italiano: "E con il prossimo album poi vi farò ballare"

Il cantante degli Spandau Ballet ha pubblicato "The Christmas Album", registrato in Italia tra classici, inediti e brani meno noti. E già pensa al prossimo disco solista. Tgcom24 lo ha incontrato

Tony Hadley, per lui un Natale tutto italiano: "E con il prossimo album poi vi farò ballare"

Quest'anno il Natale lo si passa con una voce inedita. E' quella di Tony Hadley, frontman degli Spandau Ballet che, messo per un attimo da parte il gruppo, si concentra sulla propria carriera solista con "The Christmas Album", lavoro interamente realizzato in Italia che raccoglie classici e brani meno noti. In attesa di un album di inediti previsto per la prossima primavera. "Sarà qualcosa di completamente diverso dagli Spandau" dice.

Tony Hadley, per lui un Natale tutto italiano: "E con il prossimo album poi vi farò ballare"

Reduce dall'Australia, dove ha partecipato a un reality show che lo ha tenuto nella giungla per alcune settimane in condizioni estreme ("Ma ha fatto molto bene alla mia linea"), Tony si rituffa nel mondo a lui più consono del pop. Pur con un progetto in qualche modo inedito per lui. Intanto perchè lo vede in veste solista e poi perché per la prima volta si mette alla prova con un classico come l'album natalizio. Che però ha affrontato con uno spirito libero da schemi, mettendo insieme White Christmas e l'Ave Maria di Schubert, Chuck Berry e gli N'sync.

"Non volevo fare un classico album natalizio, magari di quelli con l'orchestra e arrangiamenti pomposi, come hanno fatto in tanti - spiega -. Alcune delle canzoni che abbiamo scelto sono brani che in Italia sono poco più che sconosciuti, come 'Stay Another Day' degli East 17 o 'Lonely This Christmas' dei Mud, ma in Inghilterra sono stati grandissimi successi. Ma in molti casi abbiamo voluto creare degli arrangiamenti che mettessero in risalto i testi". Quello che sicuramente non gli è passato nemmeno per la testa di rifare è invece "Do They Know It's Christmas?", il brano di Band Aid che nel 1984 diede il là a tutto il progetto benefico che poi portò al Live Aid. "E' una bellissima canzone e come Spandau partecipammo alla versione originale - spiega -. Poi l'hanno rifatta altra volte, credo siamo a quattro versioni nel complesso. Mi sembra siano abbastanza".

Se negli anni 80 l'Italia è stata terra di conquista per gli Spandau Ballet, da qualche anno per Tony è diventata una seconda casa. Prima la partecipazione con Paolo Meneguzzi al Festival di Sanremo del 2008, poi nel cast del talent di Raiuno "La pista" nel 2014 e adesso questo album realizzato interamente da noi, con la produzione di Claudio Guidetti e la partecipazione di Annalisa Scarrone, Nina Zilli, Matthew Lee e Aldo Tagliapietra. "L'idea del disco di Natale è nata quasi per gioco ma alla fine si è rivelata un'esperienza fantastica - dice Tony -. Claudio è un fantastico produttore e arrangiatore. E abbiamo già in programma di lavorare di nuovo insieme l'anno prossimo". Per l'esattezza per il nuovo album solista di Hadley, previsto per la primavera. "Sarà qualcosa di completamente diverso dagli Spandau - avverte -. Voglio dei ritmi dance e suoni più moderni. Gli anni 80 sono stati ok ma non voglio vivere nel passato".

E così si troverà a tornare nel nostro Paese, magari per qualche concerto ma sicuramente per registrare. "Io adoro l'Italia e mi fa molto piacere sentire l'amore del pubblico - sottolinea lui -. Credo dipenda anche dal fatto che la tradizione musicale italiana è molto melodica e tanto i brani degli Spandau quanto il mio modo di cantare sono piuttosto classici. Quindi le due cose si sono combinate bene. Il mio problema con l'Italia è un altro... contenermi a tavola! Adoro la pizza, gli spaghetti alle vongole, il vino...".

Tutte cose a cui ha dovuto per forza rinunciare nel corso del reality "I'm A Celebrity". "Me lo hanno chiesto per anni e avevo sempre detto di no, questa volta era il momento giusto per più motivi e ho voluto mettermi alla prova". Niente lustrini, luci e folle in delirio... "E' stato terribilmente difficile - dice -. Stare nella giungla cercando di accedere il fuoco e bere l'acqua del fiume, ovviamente solo dopo averla bollita. I nostri compagni abituali erano insetti e scorpioni. E' stato come tornare alle origini: niente cellulari, niente pizza a domicilio, ma nemmeno zucchero o caffè". E per Natale cosa desidera? "Solo stare insieme alle persone che amo. Vorrei che questa festa fosse sentita in modo meno materialistico di come accade".

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