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Teatro, Gassmann racconta il suo viaggio nella follia e trasforma lʼincubo in sogno

Lʼattore e regista porta al Carcano di Milano il suo "Qualcuno volò sul nido del cuculo" in un allestimento teatral-cinematografico avvincente e "scomodo"

Teatro, Gassmann racconta il suo viaggio nella follia e trasforma l'incubo in sogno

C'è un talento che sa tanto di cinema dietro l'allestimento teatrale (al Carcano di Milano fino a domenica) di "Qualcuno volò sul nido del cuculo" firmato da Alessandro Gassmann. Qualcosa che va oltre l'ottima recitazione, le scenografie fortemente espressive, i dialoghi a tratti esilaranti e a tratti terribilmente angoscianti del "remake" in prosa del cult-movie di Milos Forman, interpretato da Jack Nicholson nel 1975.

Teatro, Gassmann racconta il suo viaggio nella follia e trasforma l'incubo in sogno

Il mondo a parte dell'ospedale psichiatrico di Aversa, luogo in cui la scena viene trasferita dalla California della versione cinematografica, ospita la storia struggente del delinquentello che si finge pazzo per sfuggire al carcere e che, tra terapie di gruppo e partite a carte, scontri con la suora-direttrice e colloqui con il medico caporeparto, trova la forza di ribellarsi all'ordine costituito, di affermare la sua unicità e, più semplicemente, di esprimersi.

La carica umana dei personaggi e la loro caratterizzazione acquisiscono forza da primi piani cinematografici sul palcoscenico del teatro sul quale i sei malati, il loro nuovo amico finto pazzo e la suora, accompagnata da medico e inservienti, giganteggiano in una narrazione dai connotati claustrofobici. L'unica via d'uscita dalle quattro mura dell'ospedale è offerta proprio dagli escamotage delle videografie, gli effetti speciali in cui il palcoscenico diventa cinema in un turbinio di luci e colori al fine di evadere dal microcosmo entro cui si svolge la vicenda. Effetti che sono sempre legati a un solo personaggio, il gigante buono Ramon, finto sordomuto, l'unico destinato a salvarsi dalla dannazione incombente su tutti i personaggi.

Quando gli attori vengono "sostituiti" dalle ombre luminose, è Ramon che sogna, è Ramon che ricorda e, nella sequenza finale, è Ramon che, finalmente, fugge dalla prigione della casa di cura verso il mondo vero. Da lui viene la sola luce di speranza di una vicenda che ruota tutta intorno alla libertà di espressione tarpata da un potere che diventa vittima di se stesso.

Gassmann ha voluto dare forma e vita al dramma della malattia, della diversità, della coercizione e della privazione della libertà, in cui la ribellione a un sistema repressivo e crudele dà senso e luce ai personaggi, alle loro storie, alla loro amicizia. Uno spietato atto d'accusa contro il potere, che trova luce e senso nella liberatoria sequenza finale quando, a un passaggio di violenza e morte, segue una straordinaria esplosione di vita ritrovata e riconquistata. La fuga dall'ospedale di un Ramon ingigantito dalle luci e dai suoni regala alla vicenda una conclusione nel segno della redenzione e della rinascita.

Qualcuno volò sul nido del cuculo
di Dale Wasserman dall'omonimo romanzo di Ken Kesey
Versione italiana Giovanni Lombardo Radice - Adattamento Maurizio de Giovanni

Con Mauro Marino, Marco Cavicchioli, Giacomo Rosselli, Alfredo Angelici, Giulio Federico Janni, Daniele Marino, Antimo Casertano, Gilberto Gliozzi, Gabriele Granito, Giulia Merelli

Scene Gianluca Amodio - Costumi Chiara Aversano - Disegno luci Marco Palmieri - Musiche originali Pivio & Aldo De Scalzi - Videografie Marco Schiavoni
Uno spettacolo di Alessandro Gassmann

Al Teatro Carcano: venerdì ore 19,30; sabato ore 20,30; domenica ore 16
Per informazioni telefonare al numero 02-55181377

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