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Pino Daniele, l'ultimo abbraccio della sua Napoli

Dopo Roma, in migliaia alla cerimonia in piazza del Plebiscito: nella fermata Vomero della funicolare gli altoparlanti hanno trasmesso la canzone "Napul'è"

- Alcuni sono arrivati già dal mattino, altri hanno affrontato ore di viaggio. Tutti ad aspettare "il più grande di tutti". Dopo i funerali a Roma, piazza Plebiscito a Napoli dà l'ultimo saluto a Pino Daniele. La cerimonia funebre è officiata dal cardinale Crescenzio Sepe. Il feretro accolto tra gli applausi con la gente che urla "Pino". La musica del cantautore suona anche nella funicolare Vomero, dove gli altoparlanti trasmettono "Napul'è".

    "Ho fatto di tutto e l'ho portato a Napoli". A parlare è uno dei fratelli di Daniele, Salvatore: "Non dormo da tre giorni. Mi hanno fatto litigare con tutti, alla fine siamo qui". Al suo fianco la sorella Patrizia, che piange seduta su una sedia: "Mio fratello ha fatto tanto per Napoli. Lui era un cardiopatico come tutti noi. Era il mio fratello più grande ed io ero legata a lui. L'ultima volta ci sentiamo sentiti il 31 dicembre per gli auguri di fine anno. Mi ha detto di stare bene e di andare avanti".

    Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, sottolinea: "Sono molto contento che la famiglia abbia accolto la volontà dei napoletani e il mio appello per il funerale a Napoli. Il legame molto forte tra la città e l'artista ha fatto scaturire la decisione di svolgere le esequie in piazza e non all'interno della Basilica". Anche il cardinale arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe ha voluto ricordare il cantautore: "Ha saputo interpretare l'animo napoletano leggendo e descrivendo poeticamente i chiaroscuri della nostra città, le tante cose belle, ma anche una cartolina sporcata da tante situazioni che purtroppo non facevano emergere la bellezza culturale e civile di questa nostra metropoli". Poche le parole di Liliana De Curtis, la figlia di Totò: "Ora Pino e Totò sono insieme, è con Totò perennemente e si stanno dicendo che Napoli è un'altra cosa. Napoli con la morte di Pino perde tutto, come ha fatto papà ha raccontato la vera Napoli".

    In piazza tantissima gente comune. "Non potevamo che essere qui", ripetono senza stancarsi. "Io sono cresciuto con lui, è il minimo che potessi fare per lui", dice Mario Galano. Parla e piange, Peppe: "Era il segno più, Pino. Era il migliore del mondo, oggi Nino D'Angelo ha detto la cosa più vera di tutte, è come se fosse crollato il Maschio Angioino. Se fosse crollato tutti avremmo detto "mamma mia che è successo!. Ecco, con la morte di Pino è andata proprio così". Cira Scafuri è arrivata alle nove: "Ho 50 anni e Pino c'è stato in tutti i momenti più importanti della mia vita, stare qui, in prima fila, ad aspettarlo è un atto dovuto". E tra le prime ad arrivare è stata anche Francesca Errichiello: "Ho 25 anni ma conosco tutte le canzoni del primo Pino, oggi con la mia macchina fotografica voglio testimoniare tutti i momenti e dire ai miei figli 'io c'ero'...".

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