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Pintus: "Sono partito dal titolo e ho scritto il testo, ma non ho ancora il finale..."

Il comico friulano debutta al Teatro Manzoni di Milano con "E se fosse stato il cavallo", 42 repliche per sei mesi di "residenza" e a Tgcom24 racconta cosa cʼentra il cavallo...

Debutta lunedì 30 ottobre in esclusiva per il Teatro Manzoni di Milano il nuovo spettacolo di Angelo Pintus "E se fosse stato il cavallo?". Quarantadue repliche distribuite per sei mesi di residenza fissa, fino ad aprile (30/10-5/11; 27/11-10/12; 29/1-4/2; 19-25/3; 23-29/4): "Un vero e proprio esperimento, speriamo che funzioni!", spiega il comico, che a Tgcom24 racconta quale è il suo metodo di lavoro:"Sono partito dal titolo...ma sto ancora scrivendo il testo!”.

Partiamo dal titolo quindi, perché il cavallo?
E' un animale meraviglioso, se in una stanza ci sono un cane, un gatto, una tigre e un cavallo...l'ultimo colpevole può essere il cavallo. Il cavallo è il simbolo di chi non si prende le colpe, la scusa che tutti potrebbero trovare per designare un colpevole... Siamo bravissimi a scaricarci la coscienza e dare la colpa a qualcun altro. E allora perché non al cavallo?

Quindi si parlerà di colpa e senso di colpa nello spettacolo?
Non lo, anche...  la trama la sto ancora scrivendo. L'idea del titolo me l'ha data un bambino un giorno a teatro, poi io sono partito da lì per dare un senso al titolo stesso e scrivere lo spettacolo. Io lavoro così, è il mio meccanismo mentale. Ma non ho ancora finito di scrivere e non so quale sia il finale per il momento...


Uno spettacolo sull'assunzione o meno delle colpe e poi...
Una cosa che mi ha sempre appassionato sin da piccolo è il tempo, anche se poi non metto nemmeno l'orologio al polso. Si parlerà anche di questo, di come lo passiamo, che valore gli diamo. Il tempo ti osserva, le colpe di base sono per tutti... vogliamo fare la rivoluzione su internet. Ogni giorno, se apri un social, leggi solo lamentele, quando se ognuno di noi facesse qualcosa al riguardo avremmo risolto un sacco di problemi. E poi si parlerà magari della settimana della moda e della città che mi ospita, di Milano, in cui mi piace moltissimo vivere e che rappresenta un po' la follia che ci accomuna tutti e che ha colpito un po' tutti...

E di politica?
No assolutamente no, niente politica, vengono un sacco di ragazzi a vedermi

Di coppia?
Magari solo la prima settimana, mi sono sposato da poco, giusto per comunicarlo, ma poi basta, sono argomenti troppo classici e a me piace uscire un po' dal consueto. Mi sono invece specializzato nella scienza...

42 repliche e 6 mesi di "residency" all'americana...
Quello della residenza è un esperimento e bisognerà vedere come funziona, potrebbe essere una bella idea per il futuro. Se fossi in America io lo farei. E' che da noi non vengono dall'estero perchè parliamo solo in italiano. Siamo noi a dover andare all'estero per i nostri connazionali.


Come conquisti il pubblico?
Di solito per me i primi 60 secondi sono fondamentali, se senti ridere subito ti rilassi e vai avanti bene e fondamentale è anche il finale. Come quando fai una cena ed è tutto buono, ma il dolce è spaziale... è quello che ti ricordi. Il fatto che vengano vuol dire che sono già convinti. Nella prima settimana i primi 5 giorni sono già tutti completi... quindi direi che è già un buon risultato e poi funzionerà con il passaparola, spero

Cosa ti sentiresti di consigliare ad un aspirante comico oggi?
Di lavorare duro, i giovani non hanno idea di quanta m...a bisogna mangiare per fare il lavoro del comico. Ho fatto un Capodanno anni e anni fa in una pizzeria dove la gente quasi mi lanciava le pizze!!

Televisione o teatro?
Sono tutti fissati con la tv. Ma quando io ho cominciato questo cammino in teatro, circa 4 anni fa, ho capito che il teatro è casa mia e spero che il cammino prosegui per almeno altri 15 anni.

Modelli di riferimento?
Ho seguito e seguo tanti artisti che mi piacciono, da giovane seguivo Grillo. Ma tutti possono insegnare qualcosa. Mi piacciono molto però i comici che fanno commedia, tipo Vincenzo Salemme, quello è il mio sogno

Quindi ti piacerebbe fare un film comico?
Ci ho pensato ma credo che non farei ridere. A teatro sono un certo tipo di comico e mi sento a casa, in tv un altro ancora, ma al cinema temo che non mi troverei a casa mia. Mi hanno fatto delle proposte, ma mi sono preso tempo per riflettere

Se ti dovessi reinventare una professione?
Tornerei nel mondo del turismo, degli hotel e dei villaggi

E tua moglie?
Verrebbe con me ovviamente, glielo ho già chiesto

 

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