Una carriera tra ricerca, competizioni e valorizzazione dei prodotti

Nicola Sardella torna sotto i riflettori: 37 anni di pizza, passione e...sfide televisive

19 Set 2026 - 12:30
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Da 37 anni Nicola Sardella ha le mani nella farina, ma conserva ancora la curiosità di chi ha iniziato ieri. A 58 anni, il pizzaiolo teramano di Nicola Sardella Pizza d’Autore continua a studiare, sperimentare e mettersi in gioco, portando con sé una storia fatta di passione, tecnica e amore per il territorio.

© Ufficio stampa

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Diplomato geometra, si avvicina quasi per caso al mondo della pizza. Quella curiosità iniziale diventa presto una professione e poi una vera ricerca, alimentata dall'incontro con alcuni dei nomi più importanti dell'arte bianca, tra cui Angelo Iezzi, Simona Lauri, Piergiorgio Giorilli e Corrado Di Marco. A questo si aggiunge una lunga attività di sperimentazione personale, fatta di prove, errori e nuove idee.

Nel suo lavoro tecnica e territorio viaggiano insieme. Ventricina teramana, porchetta, zafferano di Navelli e altre eccellenze abruzzesi entrano nelle sue pizze e vengono reinterpretate in chiave contemporanea. Tra i suoi progetti c'è anche la Pinzata Teramana, nata da una particolare miscela di farine e cereali e pensata per dare vita a un prodotto fortemente identitario.

Ma la ricerca di Sardella non significa necessariamente complicare le cose. Una delle sue pizze più amate è infatti quella con patate tagliate a lamelle e rosmarino, senza mozzarella: pochi ingredienti, scelti e valorizzati con attenzione.

Le competizioni sono un altro capitolo importante della sua carriera. Per Sardella rappresentano soprattutto un'occasione di confronto e crescita. Tra i risultati più recenti c'è il terzo posto ex aequo nella Pizza in Pala al Campionato Mondiale della Pizza 2026 di Parma, con 791 punti.

Ora, dopo quasi quattro decenni di mestiere, Sardella continua a guardare avanti. Tra i progetti per il futuro c'è la partecipazione come concorrente all'undicesima edizione di Master Pizza Champion 2026 e l'idea di contribuire alla nascita di una scuola a Bellante, per trasmettere ai giovani conoscenze e competenze dell'arte bianca.

Una filosofia racchiusa in due parole, “tecnica e cuore”, e in una frase diventata il suo motto: «Finché c'è pizza c'è speranza».