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Negramaro, a San Siro il concerto è una grande festa: "I veri indie siamo noi"

Eʼ partito da Milano "Amore che torni tour stadi 2018": un grande show con qualche problema audio, duetti virtuali, politica e amore

"E' tutto quello che ho sognato, se finisse domani? Chissenefrega". Giuliano Sangiorgi è emozionato, orgoglioso, felice, innamorato. Con i Negramaro festeggia vent'anni di musica a San Siro, per la terza volta, con un concerto che è una festa. Vecchi successi e brani del nuovo album "Amore che torni", tra qualche problema tecnico quando l'impianto audio fa le bizze su "Sei tu la mia città", e il loro cuore che batte forte: "Siamo senza parole".

Negramaro, grande festa a San Siro

Un grande show che gioca con gli elementi naturali di aria, acqua, fuoco e terra e propone Giuliano Sangiorgi, Emanuele Spedicato, Ermanno Carlà, Danilo Tasco, Andrea Mariano e Andrea De Rocco in una versione fino ad oggi inedita. Giuliano sotto (per la maggior parte del tempo) e il resto del gruppo alle sue spalle, posizionato sopra cinque grossi cubi ricoperti di schermi per un live in crescendo tra il design del palco curato da Giò Forma, proiezioni, grandi elementi in movimento: "Abbiamo messo nell'organizzazione del tour la stessa energia che abbiamo messo nell'album - spiegano - per un concerto completamente nuovo, dinamico".

 

Si parte con "Fino all'imbrunire" per arrivare all'emozionante duetto virtuale con Dolores O'Riordan sulle note di "Senza fiato", il brano per cui la band aveva collaborato con la cantante irlandese, tragicamente scomparsa a gennaio.  Alla fine della canzone, con Giuliano sospeso a 15 metri da terra, una foto sui maxischermi dell'abbraccio fra lei e Sangiorgi: "Ci abbiamo messo il massimo rispetto è stata una grande donna e una grande amica. Ci ha regalato un momento incredibile".

 

E c'è anche un momento "politico" quando Sangiorgi intona "Per uno come me", il brano che racconta di un amore fra migranti alla deriva, che Giuliano è convinto commuova anche Matteo Salvini: "Parla di quell'atteggiamento cinico e di chiusura che oggi sembra tanto essere di moda. Parliamo anche ai politici con le nostre canzoni e pensiamo che, se oltre a ragionare in base ai social, si pensasse che dietro alle storie dei migranti in mare ci sono quelle di esseri umani, anche il più stronzo dei commentatori da internet si tufferebbe per salvare qualcuno. Non è più il momento di ridere solamente, ma di prendere una posizione".

Per la band la crisi è ormai alle spalle e anzi oggi i ragazzi sono più forti di prima e hanno riscoperto il piacere di suonare assieme: "Sono orgoglioso di questa storia e non parlo solo di numeri - insiste Giuliano - quando, mentre suoniamo mi giro e guardo loro che suonano, io ritrovo la pace. Nella data zero del tour a Lignano ho riscoperto di nuovo la grandezza: quella dei miei amici pronti a supportarmi, sapendo che devo essere al 100% e se non lo sono mi raddrizzano". E c'è anche la voglia di rivendicare le origini, indie: "E' un obiettivo gigantesco riempire uno stadio come questo. E poco importa se non è un sold out, visto che ci sono 50 mila persone, per noi è come se lo fosse. In un momento in cui la musica indie sta esplodendo, noi siamo da sempre indipendenti, la Sugar non è una major. Se poi il risultato è pop, ben venga. Ma la nostra è una storia indie".

 

I grandi successi come "Meraviglioso", "Mentre tutto scorre" e "Nuvole e lenzuola" sono lasciati al gran finale, con gli amici della band - da Al Bano a Barbara Berlusconi, da Marco Mengoni a Elodie e Michele Bravi, da Levante allo scrittore Luca Bianchini - e quasi 50 mila persone ad applaudire senza sosta. Giuliano è soddisfatto, un grande regalo in un momento d'oro per Sangiorgi, che ha appena annunciato la futura paternità: "Diventerò genitore a novembre".

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