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"Mina per neofiti", la vita e l'arte senza pettegolezzi

Aldo Dalla Vechia racconta in un libro la storia della straordinaria cantante

Chi è Mina? Quel è stata la sua carriera? Perché ha smesso di esibirsi dal vivo nel 1978? Aldo Dalla Vecchia risponde a queste e tante altre domande sulla vita della più grande interprete della musica italiana nel libro "Mina per neofiti" (edizioni Grraphe.it). Un racconto secco, pulito, senza dare spazio a leggende e pettegolezzi, descrivendo scrupolosamente solo la verità. E aggiungendo tante curiosità. Un modo per fare conoscere l'artista ai più giovani e per ricordare chi è stata a quelli che l'hanno sempre amata. 

Perché Mina per neofiti ?
Perché m'interessava raccontare La vita, la voce, l’arte di una fuoriclasse , come recita il sottotitolo. E questo racconto, in parallelo con la storia d’Italia degli ultimi decenni che va di pari passo con la carriera di Mina, è rivolto ai più giovani, che non hanno avuto la fortuna di vivere appieno il fenomeno Mina. Io stesso, che ho 51 anni, non ho mai potuto ammirarla dal vivo, perché quando ha tenuto i famosi ultimi concerti, nell’estate 1978, avevo 10 anni. Però mi ricordo perfettamente la magia di Milleluci alla televisione, nel 1974, con quell’autoprofezia della sigla finale, Non gioco più, nella quale c’era già tutto. Mina per neofiti , pubblicato da Graphe.it, è il mio decimo libro, ed è quello che ho scritto con più facilità e felicità.


La prefazione è di Malgioglio, autore storico della cantante. Che cosa li univa?
Li unisce un enorme talento e una grande libertà, perché entrambi vanno avanti per la propria strada senza ascoltare nessuno, regalandoci perle musicali destinate a rimanere con noi per sempre. Mina per Cristiano è stata un po’ come la Fata Turchina delle favole: cantando i suoi testi, come L’importante è finire, Ancora ancora ancora, Marrakesh, Sogno, Mi mandi rose, Carne viva, li ha fatti diventare dei classici immortali, trasformandolo nel paroliere per antonomasia, anche se prima aveva già scritto tanti brani magnifici per altre cantanti.

 

Nel tuo libro non c’è pettegolezzo, solo la storia...
Sì. Detesto i pettegolezzi, e il libro non ne contiene nessuno per una scelta precisa. Volevo scrivere di Mina come se fosse una materia scolastica tipo Storia dell’arte, e infatti la mia ispirazione per questo libro sono i bigini di quando si preparavano gli esami: volumi tascabili che contenevano tutto quello che c’era da sapere, in sintesi, su un determinato argomento.

 

Ci sono anche testimonianze come quelle di Mario Soldati e Luchino Visconti...
Uno degli aspetti più divertenti della preparazione di questo libro è stato andare a scovare interviste e testimonianze di quaranta, cinquanta, sessanta anni fa di giornalisti, intellettuali, artisti oggi entrati nella nostra storia, tutti abbagliati dal fenomeno Mina: da Natalia Aspesi a Oriana Fallaci, da Federico Fellini a Pier Paolo Pasolini, da Luciano Pavarotti a Frank Sinatra... E persino Papa Francesco, che ha più volte citato urbi et orbi Parole parole .

 

Mina in tv, al cinema, nella moda, in concerto... Qual è la tua preferita?
In realtà amo alla follia ognuna di queste Mine, perché sono tutte manifestazioni di un unico, incommensurabile, irripetibile talento che non ha eguali nel mondo.

 

Secondo te Mina che cosa dirà di questi festeggiamenti?
Mina, a quanto dicono, odia i festeggiamenti. Ecco che cosa scriveva su La Stampa il giorno dopo il suo settantesimo compleanno: 'Avete mai provato ad essere reduci dalla vostra autopsia? Con gli ultimi brandelli rimastimi appiccicati addosso alle ossa finisco una immeritata giornata di fiori e ferite ripensando ai perché di un tale scatenamento'. Con queste premesse, ho paura a pensare che cosa potrebbe scrivere il giorno dopo i suoi 80 anni!

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