"ALLA GENTE PIACE, MA..."

La regista di "Matrix" Lilly Wachowski accusa: "Nessuno vuole finanziare il mio film perché il cast è tutto formato da persone trans"

La sorella di Lana Wachowski ha spiegato di aver già scritto "The Hunted", il suo prossimo progetto per il cinema. Una pellicola che tuttavia faticherebbe a trovare fondi per via del "clima anti-trans in America"

16 Ago 2026 - 07:00
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 © Ansa

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"Alla gente piace, ma non lo vogliono davvero realizzare perché ha un cast interamente trans". Lilly Wachowski non si nasconde davanti al microfono del podcast The Business, evidenziando il principale problema che le impedisce di trasformare la sceneggiatura di The Hunted in un film. Un copione scritto con Mickey R. Mahoney a cui Wachowski aveva accennato per la prima volta addirittura nell’ottobre 2024, durante un’intervista per il venticinquesimo anniversario di Matrix. Lilly e sua sorella avevano allora completato solo una prima stesura, pensandola però fin dall'inizio come una risposta ai provvedimenti e alle campagne contro le persone transgender negli Stati Uniti. Per la "mamma" di Neo, d'altra parte, a Hollywood e in generale negli States starebbe montando da tempo un clima "anti-trans". 

Trovare un modo

 L'ostracismo nei confronti di chi ha operato una transizione di genere non basterebbe ancora tuttavia a fermare Lilly, che ci tiene proprio a raccontare in qualche modo questa storia: "Devo essere creativa e trovare modi diversi per portarla davanti al pubblico", ha dichiarato combattiva la regista, che d'altra parte in questa sceneggiatura ha messo molto della vita sua e di sua sorella Lana: entrambe in fondo hanno completato da anni il percorso per diventare donne, trasformandosi in autentiche ambasciatrici dei diritti delle persone transgender: "Questa è una sceneggiatura che per me era estremamente importante scrivere", ha raccontato. "È stata una risposta a quello che sta succedendo nel mondo per le persone trans, e mi ha dato un contenitore enormemente catartico in cui riversare tutta la mia rabbia, la mia ira e la mia frustrazione".

Cosa ci stiamo perdendo

 In attesa che qualcuno scommetta sulla sua ultima creazione, l'autrice di Matrix, Speed Racer e Cloud Atlas tra gli altri ha organizzato un reading del copione dal vivo al Dynasty Typewriter Theatre di Los Angeles nel weekend del 7 e 8 agosto. Lilly ha presentato così l'evento: "Uscirò e mi prenderò quella gioia trans insieme a tutti i miei amici. Non è la cosa che avevo immaginato sarebbe stata, ma il risultato finale è lo stesso".

Sorge a questo punto la curiosità di sapere almeno a grandi linee di cosa parli questo The Hunted. Si tratterebbe anche in questo caso di un'opera di fantascienza distopica, con richiami più o meno diretti a lavori come Matrix (ovviamente) e V per Vendetta. La storia ruoterebbe attorno a due donne transgender alla ricerca di un criminale, in un'America del futuro in cui le persone trans subiscono sistematicamente violenza ed emarginazione. Il viaggio delle due protagoniste finirà per farle perdere tra i gangli del potere, fino a trasformare quella che era all'inizio una vendetta personale in una rivoluzione generalizzata. 

La continuazione di un discorso iniziato con Matrix

 The Hunted non è un caso isolato all'interno della filmografia delle sorelle Wachowski, con la stessa Lilly che qualche anno fa ha esplicitato la metafora transgender alla base di Matrix. Un simbolismo per la verità chiaro a tutti da anni. Lo evidenziava per esempio anche la critica e scrittrice Andrea Chung Long nel suo saggio Feminine: "Il simbolismo della trama è facile da intuire: la doppia vita di Thomas Anderson (durante la notte è un hacker), il nome che si è scelto (Neo), la sua vaga ma esasperante sensazione che il mondo abbia qualcosa che non va ("una scheggia nella testa" la chiama Morpheus, il capo della resistenza). Neo ha una disforia. Matrix è il binarismo di genere. Avete capito".  Oggi Lilly vorrebbe riprendere in mano quella stessa metafora.

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