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Leo Gassman: "Non sono una star, mi sento un ragazzo normale che ama condividere le sue passioni"

Dopo "X Factor" si racconta a Tgcom24 e presenta il nuovo singolo "Dimmi dove sei"

Leo Gassman: "Non sono una star, mi sento un ragazzo normale che ama condividere le sue passioni"

Nipote di Vittorio, figlio di Alessandro, Leo Gassman a fare l'attore non ci pensa proprio. Si è fatto conoscere nell'ultima edizione di "X Factor", nel frattempo è diventato una star su Instagram. Bello è bello, bravo pure. Le sue canzoni le scrive e ha un album quasi pronto. Intanto lancia il nuovo singolo "Dimmi dove sei" (dopo "Cosa sarà di noi?") e a Tgcom24 confessa: "Figlio d'arte? Bello? Sono solo un ragazzo normale che ha voglia di condividere le sue passioni".

Leo come nasce 'Dimmi dove sei?'
L'ho scritta a Milano, in un piccolo appartamento che ho affittato. Dovevo chiamare l'imbianchino ma all'ultimo ho deciso di fare da solo, ho pensato che fosse più divertente. Alla fine era tutto bianco intorno a me e sono nate le parole. Il brano cerca di invogliare a condividere le emozioni con le persone che amiamo. Cerco sempre di portare un po' di speranza nei cuori attraverso la mia musica, di spronare alla condivisione delle passioni.

 

Con Matteo Costanzo (concorrente di 'X Factor 2018', ndr) collabori ormai da tempo...
E' un ragazzo d'oro con il quale mi trovo molto bene, è un coetaneo, un professionista serio e condividiamo, appunto, dei momenti insieme: creiamo, siamo molto amici e ci stimiamo.

 

Qual è il ricordo che hai di 'X Factor'?
Il mio primo live, durante le prove generali, Mara Maionchi mi prese da parte e mi disse che secondo lei ero una bomba che non era ancora esplosa, che avevo delle emozioni che dovevo tirare fuori.

 

Ora che ti sei espresso, stai lavorando al primo album: cosa puoi anticiparci?
Sarà in italiano, potrebbe esserci qualche canzone in inglese, di sicuro sono tutti brani scritti da me. Non ti nego che mi piacerebbe anche qualche collaborazione.

 

Con chi ad esempio?
Amo i cantautori o alcuni rapper che per me sono dei poeti moderni. Sogno Caparezza, Jovanotti. E, soprattutto, Brunori Sas.

 

Sui social sei diventato una star...
Condivido dei momenti della giornata, ma sono un ragazzo normale, sto sempre con i miei amici, la mia famiglia, prendo il sole, suono la chitarra, mi costruisco una amaca su un albero.

L'aspetto fisico quanto ti sta aiutando?
Vuoi la verità? Non ci faccio molto caso.

 

Prima di te anche tuo papà Alessandro, figlio d'arte (Vittorio Gassman, ndr) , ha dovuto fare i conti con i pregiudizi, che consigli ti ha dato?
I consigli di un padre premuroso. Fare le cose per me. I pregiudizi è giusto che ci siano, è umano. Ma sono fatti per essere infranti, è una sfida per me mostrare quello di cui sono capace. Quando la gente si rispecchia nelle cose che dico e canto allora arrivano le soddisfazioni...

 

Come vivi questo momento di notorietà improvvisa?
Normalmente. Continuo a fare le cose di sempre. Sai cosa è cambiato davvero? Che la gente intorno a me vuole parlare, e io che amo parlare lo faccio senza fermarmi...

 

Al cinema ci pensi?
Mio nonno come mio padre ci sono arrivati per caso. Per ora non ci penso, la mia priorità è studiare e fare musica. In futuro chissà... la vita è imprevedibile.

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