Sguardo dolce e voce graffiata. La cantautrice arriva dalla Repubblica Ceca e il suo brano è tra i più trasmessi in Italia. Tgcom24 l'ha incontrata
di Massimo LongoniLa sua canzone, "Hell.O", è uno dei primi tormentoni del 2017, arrivata nella top 10 degli ascolti in radio nel giro di un mese. Ma soprattutto Lenny, sguardo dolce e voce graffiata, è la prima popstar ad arrivare dalla Repubblica Ceca. Il 10 marzo esce l'album "Hearts". "Io vivo di contrasti - spiega a Tgcom24 -. Per questo 'Hell.O' ha una melodia gioiosa ma in realtà parla dei demoni che albergano dentro ciascuno di noi".
Vedere un'artista che arriva dalla Repubblica Ceca imporsi a livello internazionale è un caso più unico che raro. Lenny lo sta facendo grazie a un mix di talento compositivo, presenza scenica accattivante e capacità interpretativa. La sua musica guarda al rock di matrice americana ma lei, nata a Praga ma vissuta un po' in giro per l'Europa, non si pone particolari steccati. E non fatevi ingannare dal carattere gioioso ed energico del singolo "Hell.O", perché anche se letto tutta insieme la parola significa "ciao", la parte chiave del titolo è "hell", inferno. La melodia allegra nasconde (per modo di dire) infatti un testo che parla di demoni. "Parla anche di me. Sono felice che la canzone abbia avuto un grosso impatto sulla gente, ogni giorno ricevo messaggi di chi mi dice di stare male, di dover affrontare le proprie difficoltà e di aver trovato nel brano un aggancio. Ma parla anche di me e della mia famiglia, di cose che accadono e delle quali spesso non si ha la forza o la voglia di parlare".
E' un bel contrasto con la melodia...
Si, la parola nel titolo, così seria, è molto in contrasto con una canzone allegra. Il mio desiderio era proprio quello di combinare questi due opposti. Come artista io mi sento spesso in mezzo a poli estremi tra i quali devo muovermi. Prendi la mia voce: quando parlo non esce quel timbro roco e aggressivo di quando canto. Sembriamo due persone diverse!
Questa voce è frutto di uno studio o ti è uscita naturalmente?
Se non fosse naturale non avrei la possibilità di sostenerla. Non so da dove esca, credo che il timbro della voce sia il frutto del feeling che metti nell'interpretazione di una canzone. Ma non sono un caso unico, molti altri cantanti hanno la stessa caratteristica, a partire da Janice Joplin. E' evidente che da un punto di vista anatomico succeda qualcosa ma non sono in grado di spiegarlo.
Tu arrivi dalla Repubblica Ceca. Com'è la scena musicale nel tuo Paese? La canzone ha influenze country, che non è certo un genere tradizionale Ceco...
No, in questo caso è tutto figlio del mio gusto personale. Ho vissuto tre anni a Londra e sono rimasta molto influenzata da tutto quello che ho sentito in Inghilterra. Nel mio Paese purtroppo la musica ha vita difficile, moltissima gente non l'ascolta per nulla. E la maggior parte di quelli che ne sono interessati spesso la vivono come molte cose locali, dove la tradizione è un valore inalienabile.
Anche i ragazzi la vivono così?
Per fortuna i più giovani la pensano diversamente, quindi sono gli unici che cercano influenze nuove nella musica. C'è una nuova generazione che sta crescendo in maniera più aperta e sono ottimista per il futuro. Anche quelli che cantano in ceco curano maggiormente le produzioni e guardano a ispirazioni di tipo diverso.
Quindi nella tua musica non c'è nessun tipo di collegamento con il tuo Paese?
Forse da un punto di vista tematico. In fondo filtro le mie esperienze e le trasformo nei testi che poi scrivo. E oltretutto di recente mi è capitato di comporre spesso mentre mi trovavo in Repubblica Ceca. Quindi non posso definirmi completamente sdradicata. Quello a cui aspiro è avere la mente il più possibile aperta e portare cose nuove nella musica del mio Paese.
Hai iniziato a studiare musica molto giovane. Con che musica sei cresciuta?
La mia famiglia ha sempre avuto una grande passione per la musica. Mio padre ascoltava i Rolling Stones, mia mamma amava Sting, Bonnie Raitt e Sheryl Crow. Ma anche gli Ac/Dc hanno fatto parte del mio bagaglio. Nel periodo dell'adolescenza ho preso una sbandata per il punk rock dei Green Day. Oggi amo Ed Sheeran ma anche il rap.
Quando scrivi?
Difficile dirlo perché il più delle volte l'ispirazione mi coglie di sorpresa. Una melodia può arrivarmi in testa mentre sto mangiando, sono in macchina o anche in bagno. A quel punto cerco di fissarla in qualche modo. Paul McCartney una volta ha raccontato di aver sognato "Yesterday" e di essersi alzato per scriverla. Per me quello è il consiglio definitivo su come comporre. Da questo punto la tecnologia oggi è di grande aiuto. Cerco sempre di registrare tutto: nel telefono avrò 250 memo di idee fissate sul momento.
Ma tu immagini la canzone nella sua forma compiuta o pensi solo a una melodia e poi lavori sull'arrangiamento?
Prima la melodia e poi l'arrangiamento. Arriva la prima, spesso con delle parole attaccate, che qualche volta tengo, come nel caso di "Hell.O" o magari poi cambio completamente.
Cosa ti aspetti dalla carriera musicale?
I miei sogni erano due: viaggiare e fare musica. Combinarli insieme è meraviglioso. Qualcuno mi ha chiesto dove mi vedo tra dieci anni. Sono successe talmente tante cose nell'ultimo anno che non posso davvero dirlo, Ma spero di girare il mondo. E mentirei se dicessi che non desidero che la mia musica tocchi più persone possibili.