spettacolo

I Verdena tornano facendo "Wow"

Esce il nuovo album della band

17 Gen 2011 - 22:26
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Ci vuol coraggio e pure una buona dose di sana follia rock ‘N’ roll per decidere di pubblicare un doppio album: 27 tracce che segnano un percorso musicale simile a un viaggio sonoro. Per i Verdena le sfide sono indispensabili, essenziali. Guai a fermarsi. Proibito ripetersi. Dal disco d’esordio del 1999 con la hit "Valvonauta" non hanno mai fatto un album uguale all’altro.
Se all’inizio li descrivevano come i Nirvana italiani e poi come i Motorpsycho del Monte Misma, oggi, superata la soglia dei trent’anni, grazie a una dedizione un po’ ascetica e un po’ bergamasca al lavoro, i Verdena sono il gruppo forse più originale del panorama indie rock italiano. Con uno stile unico, un suono inconfondibile avevano deliziato critica e pubblico col capolavoro "Requiem".

Salvo poi lasciare tutti orfani in questi tre anni di silenzio. Ma Alberto, Luca e Roberta non hanno mai fretta. Se ne sono rimasti chiusi per mesi a lavorare nell’ormai mitico “Henhouse studio” che dietro l’esotismo del nome altro non è che il vecchio pollaio della nonna trasformato in studio di registrazione. Poi i tre ragazzi di Albino sono andati dalla “Universal”, loro etichetta fin dagli esordi, e l’hanno convinta, non senza difficoltà, a pubblicare il doppio lavoro.


In occasione della partenza del tour li abbiamo incontrati a Milano, negli studi di Popolare Network, a poche ore dal primo show-case di "Wow". Ci è venuto incontro l’emozionatissimo Alberto, il frontman della band con una camicia a scacchi rossa e nera che sembra un omaggio al loro passato grunge e a Kurt Cobain.

La novità più importante è che finalmente avete trovato il quarto, il tastierista che vi accompagnerà in tournée…
Sì, si chiama Omid, ci conosciamo da anni, lo avevamo sentito col suo gruppo i "Water in face" a un Arezzo Wave. Da allora siamo sempre rimasti in contatto, lui ci spediva i suoi lavori e noi pensavamo “E’ proprio bravo ‘sto qua”, ma poi non avevamo mai il coraggio d’ingaggiarlo, finché lui non ha lasciato il suo gruppo e il resto è venuto da sé.

Possiamo già considerarlo un Verdena a tutti gli effetti?
No… cioè, vediamo alla fine del tour (sorride, ndr), a noi piacerebbe molto…

Curiosità: Omid suonava con Nevruz, il genialoide pupillo di Elio all’ultimo "X factor"…
Sì, me l’hanno detto, ma non l’ho mai visto… sono stato sepolto in sala d’incisione e non ho mai avuto tempo per guardare la tv…

Parliamo di "Wow", un doppio con 27 tracce: un azzardo o un punto d’arrivo?
Diciamo che è punto d’inizio… Con "Requiem" avevamo superato uno schema come nei videogiochi ed eravamo al livello 1. Qui siamo già al secondo, ma sono dieci i livelli da completare per arrivare alla perfezione, anzi sette, come diceva Paul McCartney, qualcosa per cui essere totalmente soddisfatti, un’opera in cui tutto, dagli arrangiamenti ai testi alla copertina, sia unico, memorabile…

(Foto di Paolo de Francesco,
)

Vuoi dire che a "Wow" manca ancora qualcosa?
No, va benissimo così! E’ che come musicisti siamo ancora in costruzione, vogliamo studiare, migliorarci, io, ad esempio, col piano ho ancora molto da imparare… Ma siamo molto positivi per il futuro…

"Wow" suona come un lunghissimo viaggio esplorativo tra le diverse anime del rock: dall’acustica, alla hard, alla psichedelica, all’elettronica. Ci sono tante suggestioni dal passato, dai Beatles a Syd Barrett fino al krautrock. Come si snoda il percorso delle canzoni?
E’ come se il disco saltellasse su una scacchiera a tre colori: c’è il bianco, il marrone e poi c’è il nero. A ogni tonalità corrisponde un’emozione o una sensazione. Il bianco è felice, ma non troppo! Non ci è ancora riuscito il pezzo davvero felice, ecco mi manca "Obla-di-obla-dà".

Meno male…
(sorride ancora, ndr)… poi ci sono il marrone e il nero che corrispondono a diversi stati di malinconia, no, non di dolore, nemmeno di rabbia, non è un disco arrabbiato. Mi piace immaginare poi che il bianco sia l’acustico, il marrone il pianoforte e il nero l’elettrico. Questo album è il contrario di "Requiem", è diverso da tutto quello che abbiamo fatto finora, è più positivo. Un cambio d’atteggiamento che dipende da un po’ di cose, non so, magari il fatto che sono diventato padre o che ho ascoltato tanta musica che prima ignoravo, i Beach Boys di "Smile", l’incontro virtuale con Brian Wilson è stato una bomba, e poi il Battisti di "Anima Latina", sono letteralmente impazzito per quell’album, l’ho ascoltato all’infinito…

Cosa ci dobbiamo aspettare dal vivo ora? "Wow" non riuscirete mai a suonarlo per intero…
No, certo, servirebbero due concerti! La scaletta dipenderà molto dalla serata, ci piace  mischiare, recuperare anche pezzi dal passato, stiamo pensando, sì, a "Valvonauta" ma anche "Pixel", vorremmo provare a riproporla…

Il tempo per l’intervista è scaduto. Alberto deve tornare al sound-check. Il tour partirà ufficialmente il 26 gennaio con due date al “Circolo degli Artisti” di Roma. Già sold-out...

Rita Ferrari


Per saperne di più: http://www.verdena.com/tour.php


“WOW” – TRACK LIST

CD1
Scegli Me
Loniterp
Per Sbaglio
Mi Coltivo
Razzi, Arpia, Inferno e Fiamme 3:00
Adoratorio
Miglioramento
Il Nulla di O.
Lui Gareggia
Le Scarpe Volanti
Castelli in Aria 3:48
Sorriso in Spiaggia (part.1)
Sorriso in Spiaggia (part.2)

CD2
Attonito
È solo Lunedì
Tu e me
Badea Blues
Nuova Luce
Grattacielo
A Cappello
Rossella Roll Over
Canzone Ostinata
12,5 mg
Sul Ciglio
Letto di Mosche
La Volta
Lei Disse (Un Mondo del Tutto Differente)