Bene Downey jr. e Law, ma il resto...

"Sherlock Holmes" torna al cinema ma piace a metà

Il film firmato da Guy Ritchie, un action-movie che strizza l'occhio al pulp e al dark, ha una cornice di lusso ma si rivela flaccido nel soggetto

di Domenico Catagnano
26 Dic 2009 - 16:25

Peccato, peccato veramente. Riportare sullo schermo Sherlock Holmes dandogli il volto un po' canagliesco di Robert Downey jr., affiancargli non come semplice spalla ma come vero co-protagonista un Dottor Watson più spumeggiante scegliendo Jude Law, era davvero una bella idea.

E invece, nonostante i due convincano, lo Sherlock Holmes firmato da Guy Ritchie, un action-movie che strizza l'occhio al pulp e al dark, ha una cornice di lusso ma si rivela flaccido nel soggetto.

Tratto da una rielaborazione a fumetti di Lionel Wigram, il film presenta uno Sherlock senza deerstalker, il cappellino da cacciatore, decisamente più bohemien rispetto a quello che la tradizione letteraria e cinematografica ci aveva finora mostrato. L'eccentricità di Holmes-Downey jr. è spinta fino ad arrivare a una sorta di lucida follia, il suo essere un po' borderline in un'affascinante Londra di fine '800 lo rende imprevedibile, anche se mantiene lo stile investigativo basato sulla deduzione e sull'empirismo, caratteristiche che hanno fatto la fortuna del personaggio di Conan Doyle.

Law-Watson è invece in bilico tra la vita tranquilla con la sua futura moglie Mary e quella spericolata con Sherlock, tutta fatta di indagini e scazzottate. Ha una fisionomia ancor più originale, se vogliamo, rispetto a quella classica, è un personaggio con una spiccata individualità e non un semplice assistente e biografo. Altro che "elementare Watson"!

Eppure, tra scoppiettanti sequenze d'azione, usi di rallenti calibrati come nella miglior tradizione del cinema di Ritchie, suggestive scenografie e ottime ricostruzioni urbane, la storia è un po' pasticciata, vi si mescolano complotti, massoneria, magia, occultismo, morti, resurrezioni e chi ne ha più ne metta in maniera caotica e disordinata.

Insomma, forse sarebbe stato meglio attingere più diligentemente dai libri e dai racconti di Conan Doyle piuttosto che buttarsi in variazioni sul tema dall'incerto esito. Speriamo nel sequel, che è molto probabile. L'acerrimo nemico di Holmes, il professor Moriarty, in questo film è solo nello sfondo, mentre il cattivo di turno è Lord Blackwood, che ha la faccia inquietante di Mark Strong. Tutto fa pensare che Moriarty sia pronto per arrivare, e, attenzione attenzione, c'è chi dice che avrà il volto di Brad Pitt. E noi lo aspettiamo, sarebbe un altro peccato non metterlo di fronte a questo Sherlock Holmes.