Pamela Prati e Ivan D'Andrea, vincitore di "Amici" 2006, sono in scena fino al 25 febbraio al Rossini di Roma con "Beautiful Thing" di Harvey. La Prati è Sandra, una donna irascibile e fragile che lascia il marito violento per comprare delle scarpe in cui non entri l'acqua; una madre che scopre che il figlio è innamorato di un coetaneo. Che è gay. Una storia per omosessuali? "No, una bella storia d'amore - dice lei, - in cui c'è molto di me".
Quanto del personaggio di Sandra le corrisponde?
Questa donna che soffre, che fa delle gaffe, che è irascibile e fragile mi rispecchia molto. Ho sofferto nella vita. Lei non è compresa e anch'io, a volte, mi sento non capita.
Cosa la ferisce?
Ho paura ogni volta che devo combattere con i sentimenti, quando amo un uomo o quando mi trovo a gestire una situazione emotivamente complicata. La cattiveria degli altri non finisce mai di sorprendermi anche se, alla fine proprio come Sandra, so esattamente quello che voglio.
E cosa desidera?
Oggi voglio essere mamma per coloro che non possono avere una mamma. Nella vita, almeno finora, non ho avuto la fortuna di avere dei figli miei e ho in programma di adottarne uno al più presto. Nel frattempo mi consolo con i miei diciassette nipoti!
E' un'aspirante mamma single. Ma l'Italia non permette l'adozione ai single...
Ho un compagno e, anche se il matrimonio mi interessa poco, sono disposta a sposarlo, pur di poter adottare un bambino.
Lui è d'accordo?
Sì, ne abbiamo parlato
Nello show si tratta il tema dell'omosessualità. E' favorevole ai Pacs?
Io sono religiosa, ma nel 2007 credo che sia giusto tutelare le coppie di fatto, anche gay. Se si fanno le cose con garbo e l'omosessualità non diventa una moda va rispettata. Sono cresciuta tra amici gay, sia nel mondo dello spettacolo che nella vita privata, e mi sono convinta che hanno una marcia in più. Da ragazzina li guardavo e ne ero affascinata.
Lavora con Ivan d'Andrea (che nella finzione è suo figlio) e proprio nello show di Maria de Filippi ha fatto uno stage in qualità di insegnante. Quale era il suo compito?
Più che un'insegnante ero lì per far vedere alle ragazze come si comporta una primadonna. La vera showgirl è una che ha capito che il mestiere richiede sacrificio e non si può improvvisare. Tutte le altre sono soubrette...
Considera la sua ex collega Aida Yespica una soubrette o showgirl?
Non voglio parlare delle altre. Sottolineo solo che io, a differenza di molte, di gavetta, ne ho fatta parecchia.
Quali le tre qualità che fanno una primadonna?
Primadonna si nasce. Serve la bellezza, anche se scompare quando manca il carisma. Quando scendi le scale ed entri in scena le luci del palcoscenico devono essere tutte per te, gli sguardi del pubblico devono essere ipnotizzati. Ditelo a quelle che vanno a Sanremo e che non sono capaci di scendere la scalinata dell'Ariston!
Che altro serve?
Il sudore di anni e l'umiltà. Ripetevo sempre ai ragazzi di "Amici" che non importa quante volte e quando cadi, ma come sai cadere e quanto capace sei di ricominciare. Alla fine mi hanno lasciato un biglietto con scritto "Grazie per averci fatto sentire più dive".
Ricorda la prima volta che, come loro, ha sognato il palco?
Fin da piccola io volevo diventare Rita Hayworth. Indossavo le scarpe di mia madre e camminavo per la casa. La mia famiglia d'origine era numerosa e poco abbiente, potevo solo sognare. Quando ho lasciato la Sardegna per trasferirmi a Roma avevo sedici anni. Mi sono trovata un posto come commessa e contemporaneamente ho studiato. Ricordo ancora il paio di scarpe comprato con il primo stipendio televisivo: erano scarpe rosse, bellissime, e lo ho indossate per far voltare la gente in Via del Corso...
Quando la bellezza sfumerà cosa farà?
Fortunatamente le quarantenni di oggi sono molto più belle delle ventenni. Guardi Madonna o Sharon Stone, hanno superato gli anta ma sono due donne favolose.
Come si mantiene in forma?
Il mio corpo è un dono di Dio che preservo con prodotti naturali, creme a base di alghe marine, una corretta alimentazione e qualche ora in palestra. Ma se salto le sessione, non ne faccio certo un dramma. Però sono tutta naturale!
Un'altra pronta a giurare che non userà mai la chirurgia estetica?
Affatto. Ogni donna può migliorare se stessa se usa il bisturi senza eccedere. Ma io, lo assicuro, per il momento, ho addosso solo roba mia!
Antonella Zugna
