Scala, il soggetto di Idomeneo
L'opera di Mozart in tre atti
Atto primo
Appartamenti d'Ilia nel palazzo reale.
Idomeneo, re di Creta, sta per tornare in patria dopo unassenza di molti anni, durante i quali ha combattuto la guerra di Troia a fianco dei greci. Suo figlio Idamante, nel frattempo, ha suscitato la violenta passione di Elettra, rifugiatasi a Creta dopo lassassinio della madre Clitennestra. Ma Idamante ama Ilia, figlia del re di Troia Priamo e prigioniera dei cretesi. Ilia è dibattuta tra lamore che sente nascere per Idamante e il suo onore di principessa troiana, che le vieta di amare un nemico della sua patria (aria «Padre, germani, addio!»); respinge perciò le offerte amorose di Idamante, gettandolo nello sconforto (aria «Non ho colpa, e mi condanni»). Per festeggiare larrivo imminente del padre, il principe annuncia al popolo di Creta la liberazione dei prigionieri troiani (coro «Godiam la pace»). Solo Elettra, in preda alla gelosia, accusa Idamante di recare oltraggio alla Grecia. I festeggiamenti sono interrotti dallarrivo di Arbace, che porta la notizia della morte di Idomeneo, naufragato con tutto il suo seguito. Idamante, atterrito, si avvia verso la riva del mare. Elettra, ritenendo che ora Idamante salirà al trono e farà di Ilia la regina di Creta, dà sfogo allira e giura di vendicarsi della rivale (aria «Tutte nel cor vi sento»).
Spiagge del mare ancora agitato.
Nel mare, una terribile tempesta infuria sulla flotta di Idomeneo (coro «Pietà! Numi, pietà!»). Tra le onde compare Nettuno; per placarne la collera, Idomeneo fa voto di sacrificare la prima persona che incontrerà, una volta sbarcato. Il mare si calma e la flotta giunge in salvo. Idomeneo, rimasto solo sulla spiaggia, ripensa alla sua tremenda promessa (aria «Vedrommi intorno»). Un giovane gli viene incontro; intrattenendosi con lui, Idomeneo riconosce il figlio Idamante, che aveva lasciato a Creta fanciullo. Invece di stringere il figlio tra le sue braccia, lo respinge e fugge inorridito. Idamante è stupefatto e addolorato per il comportamento del padre (aria «Il padre adorato»). I guerrieri intanto completano lo sbarco, accolti festosamente dalle donne cretesi; tutti rendono grazie a Nettuno, che si è mostrato clemente (marcia e coro «Nettuno sonori»).
Atto secondo
Appartamenti reali.
Per sottrarre il figlio al suo destino Idomeneo stabilisce, su consiglio di Arbace, di allontanarlo da Creta: si recherà in Argo e porrà Elettra sul trono di suo padre. Arbace, che tuttavia conosce linutilità del suo consiglio (aria «Se il tuo duol, se il mio desio»), si avvia per informare Idamante del volere del padre. Ilia si presenta a Idomeneo e gli manifesta gratitudine e affetto per averle ridato la libertà (aria «Se il padre perdei»); Idomeneo intuisce il suo amore per Idamante e ne è ancor più turbato (aria «Fuor del mar ho un mare in seno»). Giunge Elettra, che ha appreso della decisione di Idomeneo, ne gioisce e non dubita di riuscire a conquistare Idamante (aria «Idol mio, se ritroso»). Il suono lontano di una marcia la chiama allimbarco.
Porto di Sidone con bastimenti lungo le spiagge.
Guerrieri e marinai cretesi si preparano alla partenza (coro «Placido è il mar, andiamo»). Idamante ed Elettra si congedano da Idomeneo, che è sempre in preda alla disperazione (terzetto «Pria di partir, oh Dio!»). Al momento di prendere il mare, si scatena una nuova tempesta (coro «Qual nuovo terrore!»), nel corso della quale un mostro marino esce dalle onde. Idomeneo, comprendendo di essere la causa dellira di Nettuno, invita il dio a dargli la morte; il popolo di Creta fugge terrorizzato (coro «Corriamo, fuggiamo»).
Atto terzo
Giardino reale.
Ilia confida ai venti il suo amore infelice per Idamante (aria «Zeffiretti lusinghieri»). Il giovane arriva e le comunica la sua decisione: poiché il suo amore non è corrisposto, cercherà la morte combattendo il mostro marino. Ilia non può dissimulare più a lungo i suoi sentimenti e li rivela allamato (duetto «Sio non moro a questi accenti»). Le effusioni dei due amanti sono interrotte dallarrivo di Idomeneo e di Elettra; il re ordina di nuovo al figlio di lasciare Creta, ma questi è risoluto a cercare la morte (quartetto «Andrò ramingo e solo»). Giunge a questo punto Arbace e informa il re che il popolo, guidato dal Gran Sacerdote, si è riunito davanti alla reggia e vuole parlargli. Idomeneo si avvia; Arbace, rimasto solo, implora gli dei che risparmino il re e suo figlio (aria «Se colà ne fati è scritto»).
Gran piazza abbellita di statue avanti al palazzo.
Giunge Idomeneo, con il seguito reale, e si siede sul trono. Il Gran Sacerdote gli chiede, a nome del popolo, di sciogliere il voto, liberando Creta dal mostro marino che fa orribili stragi. Idomeneo rivela allora che la vittima sacrificale è suo figlio Idamante. Il popolo è pietrificato dalla notizia (coro «Oh voto tremendo!»).
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Veduta esteriore del magnifico tempio di Nettuno.
Il popolo si è raccolto nel tempio per assistere al sacrificio. Al suono di una marcia giunge Idomeneo, con ampio seguito, e prega Nettuno di placare il suo furore (cavatina con coro «Accogli, oh re del mar»). Suoni festosi di tromba si odono da lontano: Arbace annuncia che Idamante ha affrontato e ucciso il mostro. Il principe, che ha appreso il voto del padre, giunge al tempio per offrirsi al sacrificio e si dichiara pronto a morire. Idomeneo sta per colpirlo, quando Ilia si frappone, offrendosi quale vittima al posto di Idamante. Ma a questo punto risuona dal profondo la voce delloracolo di Nettuno, che indica come sciogliere il voto: Idomeneo rinuncerà al trono in favore di Idamante, che regnerà sposando Ilia. Elettra fugge, furibonda; Idomeneo rende grazie agli dei e presenta al popolo di Creta il nuovo re e la sua sposa, tra le acclamazioni generali (coro «Scenda Amor, scenda Imeneo»).
