Un noir poliziesco e una "commedia con rapina" segnano il ritorno al cinema di Francesco Nuti, dopo cinque anni al buio, tra depressione e alcolismo. L'attore è protagonista di "Concorso di colpa" di Claudio Fragasso, film appena uscito in sala. Inoltre, tornerà presto anche dietro la macchina da presa con "Olga e i fratelli Billy", le cui riprese inizieranno a novembre.
"Questi cinque anni sono stati comunque un periodo produttivo - ha spiegato l'attore - visto che ho scritto due sceneggiature e ho cresciuto mia figlia che domani inizia la prima elementare". "Potevo recitare diretto da un altro regista solo in un film drammatico - ha aggiunto - anche perche' credo siano piu' bravi gli attori comici in questo tipo di ruoli, che il contrario". Nuti, con una recitazione volutamente scarna ("L'idea era di mostrare un Francesco diverso da quello conosciuto dal pubblico" aggiunge Fragasso) tratteggia il commissario Francesco De Bernardi, rampante sul lavoro, severo e intollerante nel privato, soprattutto col figlio, che lo contesta e lotta in piazza coi No Global. "E' un uomo di poche parole che da' ordini in casa e ha un'idea di famiglia deleteria - aggiunge l'attore - comunque trova sempre una soluzione mentre quelli intorno a lui, sono pieni di dubbi".
A mettere a rischio l'immagine di poliziotto integerrimo è la morte (apparentemente un suicidio) di un sindacalista e il diario da lui scritto, che portano alla riapertura delle indagini su un omicidio avvenuto alla fine degli anni '70, tre giorni dopo la morte di Moro. Il sindacalista ha lasciato uno scritto dove confessa il crimine compiuto con altri quattro componenti della banda (ribattezzata "Lupi solitari", un gruppo di estrema sinistra, in cui militava anche il commissario col nome di battaglia di Ulisse). La banda dei "Lupi solitari" ha causato involontariamente la morte di un picchiatore fascista. Sono passati 25 anni e gli altri 3 Lupi sono cresciuti e sono cambiati: oltre a De Bernardi, c'è l'arrogante giornalista televisivo (Luca Lionello), un palazzinaro cocainomane (Massimo Bonetti) e un professore universitario che vive nel passato (interpretato da Alessandro Benvenuti, che torna a lavorare con Nuti a 24 anni di distanza da 'Ad ovest di Paperino'). Il film si sviluppa tra colpi di scena continui e le incursioni nella storia di una fragile femme fatale (Antonella Ponziani) per depistare le indagini sui fatti, volute dal nonno del giovane ucciso, il giudice Santamaria (Gabriele Ferzetti).
Fragasso, che presto comincerà a girare il sequel di "Palermo-Milano, solo andata" dal titolo "Palermo-Milano: il ritorno" con un cast tutto nuovo, ad eccezione di Romina Mondello e Giancarlo Giannini, ha detto di aver voluto compiere con "Concorso di colpa" anche una riflessione su un periodo storico che l'ha coinvolto in prima persona. "Il titolo è principalmente legato a me e a mia moglie, Rossella Drudi, che ha scritto la sceneggiatura - dice il regista - Noi abbiamo vissuto gli anni '70 credendo in quei valori utopistici che oggi vediamo sostituiti da altri, dominati dal cinismo". Questa nuova fase della carriera di Nuti proseguirà a novembre con il suo ritorno come interprete e regista in "Olga e i fratelli Billy", che definisce "una commedia con rapina".
"Ero curioso di interpretare un film drammatico, un film che si discosta da quelli fatti finora. E' stata una sfida". Francesco Nuti parla così del commissario Francesco De Bernardi, il suo personaggio nel film di Fragasso. Il coinvolgimento del regista toscano in questo progetto è stato casuale. "Claudio mi ha mandato il copione - racconta Nuti - e io mi sono voluto mettere alla prova come attore interpretando questo commissario molto cattivo, cinico e arido. Mi incuriosiva mettermi nei panni di un personaggio cattivo". A proposito della crisi che ha attraversato negli ultimi cinque anni, che l'ha portato a cadere nel tunnel dell'alcool e a dichiarare di volerla fare finita se non avesse fatto un altro film, Francesco Nuti dice: "E' superata. Ho trascorso questi cinque anni parlando e facendo parlare i giornali, scrivendo copioni, disegnando e cercando un rapporto con mia figlia Ginevra, di 6 anni. Mi sembrava corretto urlare e ho urlato. Volevo che il pubblico sapesse. In fondo - prosegue - non ho fatto male a nessuno, ho detto quello che mi stava succedendo e mi ha fatto bene". Piu' che "emozionato" per l'uscita di questo film, Nuti dice di essere "curioso. Non mi aspetto grandi cose - continua - è un genere particolare. Sarò più emozionato quando uscirà il mio prossimo film".
