E' scomparso in seguito a una grave malattia il regista Francesco Laudadio, noto per aver lanciato Monica Bellucci nel 1991 con "La riffa", satira della ricca borghesia del Sud che contende una bella vedova. Laudadio, che iniziò la carriera con Scola e Monicelli, aveva solo 55 anni. La morte è avvenuta a Bologna. Per volontà dello stesso defunto, il corpo del regista sarà cremato e non si faranno funerali.
L'ultima opera di Laudadio, "Signora", era stata realizzata l'anno scorso, quando già la malattia l'aveva aggredito. Nato a Mola di Bari (Ba) il 2 gennaio del 1950, il regista esordisce nel 1982 con "Grog", una riuscita satira sull' intreccio tra pubblicità e tv, premiato a San Sebastian e vincitore del David di Donatello. Nell'anno seguente dirige con altri registi "L'addio a Berlinguer" e poi "Fatto su misura", un film con Ugo Tognazzi precursore sul tema della fecondazione artificiale.
Del 1987 è "Topo Galileo", un apologo antinucleare con Beppe Grillo che lo ha sceneggiato su un soggetto di Stefano Benni. Nel 1991 con "La riffa", lancia il fenomeno Monica Bellucci. Nel 1992 gira "Persone perbene", storia di un borghese rampante che si trasforma in killer con Massimo Ghini e Elena Sofia Ricci, e nel '96 partecipa al film collettivo Esercizi di stile. Per la tv dirige "L' ultimo Concerto", "Il Mastino" e, nel 2001, "Inviati speciali". Oltre che regista, Francesco Laudadio è stato anche produttore e sceneggiatore.
