spettacolo

Iggy Pop, delirio ed estasi

Torino, in 50mila per lui e gli Stooges

12 Lug 2004 - 15:10

L’ "anima animale" del rock si è incarnata in Iggy Pop e nei suoi Stooges: dalle loro note primordiali è germogliata quella che è e diventata, negli ultimi trent’anni, la storia della musica moderna.
Sabato 10 luglio, al parco della Pellerina di Torino, la celebre “iguana” americana ha celebrato il suo rito catartico per 50mila persone durante il Traffic Free Festival, ed è stato come tornare al nucleo originario, assistere nuovamente al “big bang”, al caos che ha poi generato l’universo della musica rock con tutti i suoi pianeti: punk, heavy metal, hardcore.

La reunion del cantante con il suo storico gruppo era avvenuta durante il Coachella Festival in California un anno fa, e quella torinese era la sua unica data italiana.

Ancora oggi, come all’inizio della sua carriera, è imperitura la forza naturale che vive in Iggy Pop, il suo porsi con quel fisico nervoso, senza età. Si è presentato come al solito a torso nudo, jeans a vita bassissima e, alla faccia dei suoi 56 anni, si è mosso a ritmi indiavolati per tutta la durata del concerto. Ha “catturato” movimenti e voci come uno sciamano fa con i suoi adepti, e difficilmente si può riuscire a descrivere il colpo d’occhio della folla di persone in preda al “pogo” delirante. Si sono sentiti male in molti, alcuni sono svenuti, il ritmo era incessante, una canzone tirava l’altra.

“I wanna be your dog”, “Tv eye”, “Fun house” e gli altri successi dell’Iguana sono andati giù tutti d’un fiato, senza respiro. In “No fun” il punto più alto del coinvolgimento: alcuni spettatori sono stati aiutati a salire sul palco, Iggy ha ballato con loro, ha lasciato che cantassero dal suo microfono per nulla intimorito dalla furia gioiosa dell’improvvisato coro. La sicurezza si è limitata a controllare senza intervenire.


Intanto, sotto al palco, continuava lo spettacolo della folla esaltata. Sembrava di essere ripiombati negli anni sessanta quando, a concerti del genere, la gente cadeva in trance e non si sapeva mai come potesse andare a finire.
Il “rito di massa” è terminato dopo un’ora e un quarto circa, e forse sarebbe stato difficile resistere di più. Iggy ha regalato due bis e la consapevolezza ai presenti di aver assistito ad un evento storico. Perché, non dimentichiamolo, con questa formazione lui in Italia non si era mai presentato. L’assenza è durata oltre trent’anni: chi se lo è gustati in poco più di un’ora ha recuperato la lunga attesa.

Simona Sadocchi