C'è chi si affida all'angelo e custode e chi, invece, preferisce mettersi nelle mani di un diavolo. Come Gustavo Gambardella, il protagonista de "Il diavolo custode", lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Vincenzo Salemme, in scena al teatro Manzoni di Milano fino al 31 dicembre. "Il diavolo? Ce lo inventiamo noi, per non cambiare, questa è la verità - dice Salemme a Tgcom24 -, è una comoda scusa per scaricarsi dalle responsabilità".
Quando un uomo medio, strozzato dai debiti e dalle difficoltà in famiglia, e attaccato tanto a valori come l'onestà e la fedeltà quanto legato dalla paura che lo attanaglia, non è soddisfatto della sua vita che fa? Si inventa un diavolo, che venga a tentarlo e a offrirgli le soluzioni che non riesce a trovare da solo. "Il diavolo custode è una voce stimolante - spiega Salemme -. Gustavo Gambardella è un pover'uomo con una situazione di vita molto difficile, dovrebbe cambiare vita, mettere in ordine nei suoi affari così come nella famiglia".
E cosa gli impedisce di farlo?
Per lui come per molti italiani, è difficile fare questo perché devi raccontare la verità, prima di tutto a te stesso: devi ammettere di aver sbagliato famiglia, lavoro. Meglio allora inventarsi il diavolo, in modo che sia lui a dirglielo. È quasi uno scarico di responsabilità.
Quindi il diavolo non è altro che una nostra invenzione?
Certo, ce lo inventiamo noi per non cambiare, questa è la verità. In questo caso ci prova cambiare la vita a Gambardella, ma nel finale ci sarà invece una soluzione sbagliata, che ovviamente non anticipiamo per non rovinare la sorpresa.
L'onestà e la rettitudine di Gambardella sono reali o figlie solo della paura di osare?
La seconda cosa. Lui è onesto solo perché paralizzato dalla paura. Ma la sua non è certo una situazione straordinaria. Noi siamo tutti quanti preoccupati che come muoviamo le cose succede qualche guaio. In questo periodo stiamo galleggiando nell'acqua sporca e più ci muoviamo e più si smuove la melma: meglio stare fermi nella nostra situazione, per quanto brutta sia.
Ma l'onestà paga al giorno d'oggi?
Lo chiedo anche al pubblico: essere onesti conviene o no? La mia risposta, in quanto Vincenzo Salemme, è che devi scegliere. Se scegli l'onestà lo devi fare con serenità, non devi avere rancori. Il rancore fa male. Noi dobbiamo coltivare solo la giusta indignazione.
Quindi porti il pubblico a farsi cogliere dal dubbio esattamente come il diavolo fa con Gambardella...
Il dubbio è che la sua vita sia stata costruita nel peggiore dei modi e quindi lo stimolo è a cambiare. Ti offro la seconda possibilità, tu mi vendi l'anima e io ti do la chance di rifare tutto daccapo.
Tutti vorrebbero una seconda possibilità. Ma poi saprebbero sfruttarla?
La seconda possibilità la sognano, ma poi non fanno nulla. Tutti potremmo cambiare vita, mica siamo in prigione! Ma perseveriamo nella routine, nelle cose che sappiamo che ci fanno male. Il diavolo in questo caso è la giustificazione.
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