LA SENTENZA

Morte Jackson, 4 anni di carcere a Murray

Il dottore personale del cantante morto nel 2009 è stato condannato per omicidio colposo

29 Nov 2011 - 22:04
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 © Da video

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Il dottor Conrad Murray è stato condannato dalla corte di Los Angeles a quattro anni di carcere dopo essere stato riconosciuto colpevole di omicidio colposo per la morte di Michael Jackson, scomparso il 25 giugno 2009. Probabilmente Murray passerà solo qualche ora in carcere, in seguito alle misure di alleggerimento delle prigioni sovraffollate della California.

Questo non significa che Murray sarà a piede libero. Il medico sconterà la pena nella Los Angeles County Jail, sotto la giurisdizione dello sceriffo, che potrà eventualmente decidere un rilascio anticipato, magari concedendo gli arresti domiciliari con il controllo del braccialetto elettronico. E' comunque il massimo della pena per questo tipo di reato.

Il giudice Michael E. Pastor ha deciso di non concedere sconti all'uomo colpevole della morte del Re del Pop. Una punizione esemplare, dopo la decisione di colpevolezza che la giuria popolare aveva riservato a Murray, a inizio mese. Pastor non ha risparmiato toni severi quando si è trattato di spiegare la sua decisione: "Le circostanze di questo caso non possono fare altro che offendere - ha detto il magistrato durante l'ora di udienza che ha deciso il futuro del medico - Le bugie, gli esperimenti medici, la mancanza di rimorso del Dottor Murray rappresentano una orribile violazione del rapporto di fiducia che Michael Jackson aveva riposto nel suo dottore, che, dal canto suo, ha tradito il giuramento insito nella pratica della professione medica".

Pastor ha parlato di 'pazzia medica', di 'esperimenti in medicina che non possono essere tollerati' ed ha voluto sottolineare quale è stato, a suo avviso, l'aspetto più offensivo del comportamento di Murray in tutta questa vicenda, ovvero la mancanza di senso di responsabilità e di qualsiasi rimorso per quanto accaduto: "Murray non solo non si è assunto nessuna responsabilità sulla morte di Jackson, non ha mai dimostrato nessun pentimento per una pratica quanto meno discutibile, ma anzi è arrivato ad accusare lo stesso cantante di essere il responsabile della sua stessa morte".

Il giudice si è detto offeso anche dall'ascolto della voce impastata e debole di Michael Jackson che Murray ha registrato sul telefonino, pochi giorni prima della sua morte, in un momento di totale vulnerabilità del cantante. "Mi sono chiesto cosa Murray avesse voluto fare con quella registrazione, non ho trovato nessuna giustificazione al suo comportamento. Era la sua assicurazione sulla vita".

Non è ancora stato fissato l'ammontare della somma che Murray dovrà pagare alla famiglia, a titolo di risarcimento. La richiesta è di più di cento milioni di dollari. Per questa decisione il giudice ha fissato un'altra udienza, per il 23 gennaio 2012. I familiari, ad esclusione di Janet Jackson, erano tutti presenti in aula e la soddisfazione per la sentenza è stata espressa con sorrisi ed abbracci. L'avvocato della famiglia, ad inizio udienza aveva letto una dichiarazione nella quale i Jackson chiedevano al magistrato che la sentenza fosse esemplare "affinché certe pratiche mediche e certi comportamenti avventati non debbano più ripetersi".

Prima della sentenza di Pastor hanno voluto prendere la parola anche accusa e difesa. La prima, ancora una volta, ha voluto sottolineare la leggerezza del comportamento di Murray: "Questo crimine è successo il 25 giugno del 2009, ma da due mesi ormai si giocava alla roulette russa con la vita di Michael Jackson", mentre l'avvocato difensore ha voluto ricordare il passato irreprensibile del suo assistito. Murray ha ora sessanta giorni per ricorrere in appello.