ANGEMI ritorna sul mainstage di TOMORROWLAND BELGIUM
L’appuntamento è per sabato 25 luglio, durante il Weekend 2 dell’edizione CONSCIENCIA
Il DJ e producer multi-platino italiano ANGEMI, nato e cresciuto a Catania, raggiunge per la terza volta uno dei traguardi più significativi della sua carriera e tra i sogni più grandi di qualsiasi dj, consolidando un percorso di crescita costante all’interno della scena elettronica internazionale che lo consacra ancora una volta a TOMORROWLAND Belgium, tra i festival più importanti del mondo.
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Tornare a Tomorrowland Belgium e farlo per la prima volta sul Mainstage nel 2026 rappresenta uno dei traguardi più ambiti per un DJ: cosa significa per te, a livello personale e professionale, raggiungere questo obiettivo?
In realtà non è la prima volta che mi esibisco sul Mainstage, ci sono stato per la prima volta nel 2017 e poi nel 2018. È una sensazione un po’ strana perché ho sempre pensato che quel “treno” fosse passato e che forse non ci sarei tornato mai più. Il Mainstage di Tomorrowland rappresenta uno dei punti più alti della carriera di un DJ Producer e averlo ottenuto in giovane età e averlo rincorso per così tanti anni senza una reale “promessa” di un giorno ritornarci è stato davvero frustrante. Sono emozionatissimo e spero di non deludere le persone che mi hanno visto evolvere e crescere come artista.
Il tuo rapporto con Tomorrowland inizia nel 2016 e prosegue in modo costante negli anni su palchi e concept diversi. Guardando indietro, quanto senti di essere cresciuto come artista insieme al festival?
Sicuramente mi sento totalmente un’altra persona, riguardando indietro ho notato come il mio errore più grande sia stato quello di guardare sempre ai “trend” del momento e non portare mai sul palco qualcosa che potesse rimanere “nella storia”. Credo di aver ottenuto quel palco quando non avevo ancora un personal branding ben specifico né un progetto concreto, ma ero giovane, avevo solo 20 anni, avevo tanta voglia di fare e di creare. Il mio progetto artistico era molto “all over the place”: una canzone psytrance, un’altra progressive house e un’altra tech house, nessuna logica. Anche come persona ho imparato molte cose, come funziona l’industria, ho imparato moltissimo sulle relazioni umane e lavorative. Essere cresciuto mi ha sicuramente aiutato a migliorare tante delle mie criticità.
Hai portato la tua musica su stage molto differenti tra loro, dall’Opera Stage alla Library, fino al Planaxis Stage, dove hai riscosso grande successo nelle ultime edizioni. Come è cambiato il tuo approccio creativo da un palco all’altro?
Come anticipavo, non avevo dato molto peso al fatto che ogni palco ha il “suo sottogenere”, ho semplicemente fatto il mio in ogni edizione, ma ogni anno il genere di tendenza era diverso ed io seguivo ciò che funzionava adattandolo al mio stile. Dal 2024 in poi credo ci sia stato “un cambiamento” nel modo in cui costruisco i miei spettacoli. Quando mi hanno detto “dovrai suonare in uno stage nuovo, si chiama 2010-2012 ed è un palco dedicato 100% alla golden age dell’EDM, la musica che ha fatto grande Tomorrowland” entrai nel panico: in quel periodo suonavo Hypertechno, non avevo idea di come fare a suonare in quel palco, non volevo fare il classico set throwback con le canzoni “original mix” scaricate da Beatport e semplicemente passarle, così ho dato un’identità ben specifica al mio progetto e ho creato un set “Old vs. New”, remixando i grandi classici con un mix tra Melodic Techno e Progressive House (al mio stile). Ho prodotto in studio almeno 20 canzoni in 7 mesi dall’annuncio del Tomorrowland (tra originali e remix) e ho dato una “svecchiata” al mio modo di costruire i set. Ho poi portato questo concept in tour al di fuori di Tomorrowland, sia nelle piazze italiane che all’estero e boom, era fatta. Avevo costruito qualcosa di nuovo partendo dal “vecchio” e dal concetto di “nostalgia” dei tempi d’oro dell’EDM. Ho riproposto questo concept a Tomorrowland 2025, sempre al Planaxis, abbiamo riempito alle 16 un palco secondario creando uno dei set dove si è saltato di più in assoluto in tutto il festival.
Cosa possiamo aspettarci dal tuo prossimo set a Tomorrowland Belgium? Come ti stai preparando?
La sfida è la medesima dal 2024, quella di personalizzare il più possibile il set e quindi riuscire a sfruttare i mesi invernali per produrre il maggior numero di remix e canzoni originali d’effetto che riescano a trovare uno slot in questo set di un’ora. Voglio far piangere le persone, voglio farle emozionare e voglio che ricordino cos’era la musica elettronica fino a qualche tempo fa. Sto anche lavorando parecchio al mio personal branding, ho cambiato logo, sto cambiando modo di comunicare sui social e sto cambiando lo stile nel vestire per comunicare un messaggio ben specifico come artista. Ho un motto: “Bringing emotions back into dance music”, voglio essere fedele a questo concept e voglio creare un set indimenticabile, uno di quelli che rivedi dopo anni e dici “tutto è perfetto”.
Dal 2024 hai parlato di un ritorno allo spirito della “Golden Age dell’EDM”: cosa significa oggi riportare quell’energia nel contesto attuale?
Dopo il 2019 la popolarità dell’EDM è indubbiamente calata, è riuscita comunque a sopravvivere e a tornare sotto forma di nuovi sottogeneri di tendenza. Oggi più che mai i generi si sono frammentati tantissimo e spesso vedo una forte polarizzazione: chi ascolta Techno tende a guardare con un certo pregiudizio l’EDM e viceversa. È come se ci fosse bisogno di schierarsi, quando in realtà parliamo sempre di musica elettronica. Io stesso ho sentito quella pressione, quella sensazione di dover “scegliere una parte” per essere preso sul serio. Con il tempo ho capito che non volevo appartenere a una scena contro un’altra, ma creare qualcosa che mettesse al centro l’emozione, indipendentemente dall’etichetta del genere. Dovevo smetterla di fingere di essere qualcun altro e fare musica che mi facesse felice. Ero stanco di fare musica che facesse i “big numbers” ma che non comunicasse nulla. Adesso posso dire che l’energia è tornata, perché sto facendo ciò che personalmente mi fa sentire bene. Riesco a sentirmi come nel 2016, ma in un contesto nuovo, moderno e con tanto spazio per innovare. Generi come la progressive house non moriranno mai, funzioneranno sempre in pista e hanno molto potenziale per essere “svecchiati”.
Essere un artista italiano multi-platino sulla scena elettronica internazionale comporta sfide particolari? E cosa ti rende più orgoglioso delle tue origini?
Essere riuscito a creare svariati successi negli anni e a co-produrre dei dischi che sono diventati dischi di platino in diversi paesi, venendo dal mio paesino in provincia di Catania mi rende orgogliosissimo. Credo che non esistano realmente limiti con le piattaforme che abbiamo a disposizione oggi, ma venire da dove vengo non rende la vita facile. È molto difficile emergere dalla Sicilia, sia perché è difficile interfacciarsi con altri produttori o artisti che fanno lo stesso genere di musica, perché diciamocelo chiaro, non siamo in tantissimi che facciamo EDM in Sicilia o in Italia, ma anche a livello di geolocalizzazione per i social, ho notato che postare da città dove c’è un maggior interesse verso questo tipo di musica aumenta vertiginosamente il reach e le possibilità. Nonostante ciò, sono molto legato alla mia bellissima terra e alla mia famiglia e ho deciso di rimanere qui e investire sul territorio aprendo il mio studio e le mie attività qui.
Guardando al futuro, quali sono i prossimi obiettivi artistici di ANGEMI, tra nuove produzioni, live show e traguardi ancora da conquistare?
Sto avendo la fortuna di girare moltissimo grazie alla mia musica, specialmente in Asia, dove la musica EDM è ancora in fortissima espansione. Ho un tour davvero bello che mi porta a conoscere posti da sogno dove magari non sarei mai andato se non avessi fatto questo lavoro. Vloggo tutto sui miei social, faccio vedere com’è realmente viaggiare così tanto e le reali sfide che deve affrontare un DJ Producer internazionale in tour. A livello di musica spero di fare un’altra hit presto, e questa volta vorrei che fosse una canzone emotiva, che è il tipo di musica che ho sempre voluto fare ma che per una ragione o per un’altra non ho fatto. Continuerò inoltre a far uscire tanta musica nel 2026 attraverso la mia casa discografica Enigma Records e cercherò di creare un set unico per questo Tomorrowland. Poi chissà, sicuramente una vetrina così grande mi porterà opportunità ancora più grandi. Il mio sogno è esplodere in America!
