I dati

Eurobarometro, i conflitti in atto e il terrorismo al centro delle preoccupazioni dei cittadini Ue

Il sondaggio, pubblicato dal Parlamento europeo, è stato condotto tra il 6 e il 30 novembre 2025 in tutti i 27 Stati membri

04 Feb 2026 - 16:07
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© X-Parlamento europeo
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Conflitti in atto (72%) e terrorismo (67%) sono al centro delle preoccupazioni dei cittadini europei. Seguono gli attacchi informatici provenienti da Paesi non appartenenti all'Unione (66%), le calamità naturali aggravate dai cambiamenti climatici (66%) e i flussi migratori incontrollati (65%). È quanto emerge dall'ultimo Eurobarometro pubblicato dal Parlamento europeo e condotto tra il 6 e il 30 novembre 2025 in tutti i 27 Stati membri. Stando al sondaggio, anche i rischi associati alla comunicazione sono un motivo di preoccupazione molto diffuso. Tra questi rientrano la disinformazione (69%), l'istigazione all'odio online e dal vivo (68%), i contenuti falsi generati dall'intelligenza artificiale (68%), le politiche insufficienti di protezione dei dati (68%) e le minacce alla libertà di espressione (67%).

Il sondaggio

 Per il sondaggio sono state condotte 26.453 interviste. I risultati complessivi sono ponderati sulla base della popolazione di ciascun Paese.

I risultati

 Come si legge sul sito del Parlamento europeo, "le instabilità geopolitiche influiscono sulle opinioni degli europei: la maggioranza si dice pessimista quanto al futuro del mondo (52%), ma anche dell'Unione europea (39%) e del proprio Paese (41%)". La situazione va meglio a livello personale: "oltre tre quarti degli europei (76%) sono ottimisti riguardo al proprio futuro e quello delle loro famiglie". Per quanto riguarda i dati specifici sugli italiani, questi ultimi "esprimono maggiore preoccupazione della media degli intervistati europei per ognuna delle problematiche relative alla sicurezza proposte nel sondaggio, ma si dicono tuttavia più ottimisti dei concittadini europei rispetto al futuro del mondo, dell'Ue e dell'Italia".

Di fronte alle difficoltà del momento, inoltre, "i cittadini si aspettano azioni più concrete da parte dell'Unione". Il 66% "desidera che l'Ue contribuisca alla loro sicurezza e ne sottolinea il ruolo protettivo nell'attuale contesto politico". L'89% degli intervistati pensa poi che "gli Stati membri dovrebbero essere più uniti e il 73% è convinto che servano maggiori risorse europee per affrontare le attuali sfide globali". Anche gli intervistati italiani "sostengono con forza la richiesta di una maggiore unità (91%) e di garantire maggiori risorse all'azione europea, così come sono in favore che l'Ue contribuisca alla loro sicurezza (67%)".

Dal sondaggio emerge, inoltre, che "la posizione nei confronti dell'Ue e delle sue istituzioni rimane positiva nonostante il lieve calo registrato da maggio 2025. Una maggioranza relativa ha un'opinione favorevole dell'Ue (49%, -3pp), a fronte di solo il 17% che ne ha una negativa". Guardando all'Italia, il 51% dei nostri connazionali "ha un'immagine positiva dell'Ue (meno 2 pp rispetto a maggio 2025), risultato simile alla media europea, con il 12% che ne ha una negativa (meno 3 pp)".

Infine, rileva l'Eurobarometro, gli europei chiedono che il Parlamento europeo dia priorità alla lotta contro l'inflazione, l'aumento dei prezzi e il costo della vita (41% degli intervistati). Focalizzandosi sui dati italiani, emerge che in cima alle priorità dei connazionali di cui il Parlamento dovrebbe occuparsi "ci sono l'economia e i posti di lavoro (41%), in aumento di 6 punti percentuali rispetto a maggio 2025, e l'inflazione e il carovita (40%, -6 pp)".