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Covid, il Parlamento europeo accelera l'adozione del certificato verde digitale

Il certificato fornirebbe, secondo la proposta, alcune informazioni sui viaggiatori quali: la vaccinazione e/o un risultato negativo recente del test e/o eventuali precedenti infezioni

Gli eurodeputati hanno deciso di applicare la procedura d'urgenza - un esame parlamentare più rapido delle proposte della Commissione, nel pieno rispetto delle sue prerogative democratiche - al certificato verde digitale per facilitarne l'adozione entro l'estate e permettere così una circolazione sicura durante la pandemia. La proposta è stata adottata con 468 voti favorevoli, 203 contrari e 16 astensioni.

Il certificato - Il 17 marzo, la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento su un certificato verde digitale per facilitare la libera circolazione nell'Ue e, insieme a quest'ultima, una proposta complementare sui cittadini di Paesi terzi che soggiornano o sono residenti legalmente in Ue. Il certificato fornirebbe, secondo la proposta, alcune informazioni sui viaggiatori quali: la vaccinazione Covid-19 e/o un risultato negativo recente del test Covid-19 e/o eventuali precedenti infezioni da Covid-19.

 

Le richieste dei deputati - Durante il dibattito in plenaria di mercoledì 24 marzo, una grande maggioranza di deputati ha sostenuto una rapida creazione del Certificato verde. Diversi deputati hanno inoltre evidenziato la necessità di introdurre forti garanzie per la protezione dei dati personali e medici, e sottolineato che coloro che non sono stati vaccinati non devono subire discriminazioni.

 

Prossime tappe - La plenaria adotterà il mandato negoziale del Parlamento, che può includere emendamenti alla proposta della Commissione, durante la prossima sessione plenaria (26-29 aprile). Il risultato dei negoziati tra i co-legislatori dovrà essere approvato sia dal Parlamento che dal Consiglio.
 

"Abbiamo bisogno del certificato verde digitale per ristabilire la nostra fiducia nell'area Schengen, mentre proseguiamo la lotta contro la pandemia Covid-19. Il Certificato non può essere una precondizione per la libera circolazione, perché questo è un diritto fondamentale Ue, e non può portare a discriminazioni contro gli individui che non ne sono in possesso. I dati dei cittadini devono essere protetti e solo quelli necessari devono essere inclusi nel certificato”, ha dichiarato dopo il voto il presidente della Commissione per le libertà civili (LIBE) Juan Fernando López Aguilar (S&D, ES).

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