Beyond the tux.

Jo Squillo: Beyond the tux: i trendsetter della moda affrontano in silenzio la maledizione del “completo noioso”

Con l'avvicinarsi della stagione dei premi, una nuova generazione di creativi dell'abbigliamento maschile sta reinventando il futuro dell'abbigliamento da red carpet.

12 Feb 2026 - 08:00
 © Ufficio stampa

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Golden Globe e Grammy sono passati, i BAFTA e gli Oscar attendono: la stagione dei premi è in pieno svolgimento. E mentre i titoli celebrano gli "uomini meglio vestiti", un linguaggio visivo familiare continua a dominare il red carpet: abiti neri, abiti sartoriali eleganti, rischi minimi.

Gli esperti di moda si sono a lungo chiesti perché lo stile maschile da red carpet raramente susciti lo stesso entusiasmo dell'abbigliamento femminile, salvo qualche occasionale eccezione. Quando Timothée Chalamet ha indossato un arancione fluo alla première di Marty Supreme, il look ha suscitato discussioni proprio perché rimane l'eccezione, non la norma.

La soluzione istintiva è spesso quella di dare risalto a tutto: più colore, più intensità, più dettagli. Eppure, come sostengono sempre più gli esperti di abbigliamento maschile, le sole dichiarazioni accattivanti non sono la soluzione. Ciò che sta spingendo l'abbigliamento maschile in avanti oggi non è l'eccesso, ma l'intenzione.

Pochi comprendono questo equilibrio meglio del direttore di moda globale e stilista delle celebrità Taiwo Meghoma, che ha silenziosamente riformulato il modo in cui gli uomini famosi si approcciano all'abbigliamento di alto profilo. Prendiamo il più grande spettacolo di moda dell'anno: il Met Gala. Considerando il tema del 2025, Superfine: Tailoring Black Style, Meghoma ha sottolineato l'importanza di navigare il confine tra apprezzamento culturale e appropriazione, dimostrando che quando le immagini audaci sono fondate sul significato, l'abbigliamento maschile può essere non solo sorprendente, ma rispettoso e d'impatto. Questa filosofia è alla base del suo approccio per tutti i clienti e tutte le occasioni.

"Ogni capo ha un passato", spiega. "Quando realizzo icone del cinema o della cultura per il red carpet, non penso solo all'aspetto, ma anche alla loro provenienza, a chi rappresentano e alla storia che raccontano. La moda ha una storia, e rispettarla è essenziale".

Per Meghoma, reinventarsi non significa rinunciare alla sobrietà. Sebbene silhouette e texture più audaci abbiano il loro posto, è fermamente convinto che l'evoluzione non debba basarsi solo sullo spettacolo.

"Il problema non è la semplicità", afferma. "La sartoria classica può essere avvincente quando è realizzata con attenzione. Ciò che conta è sapere quando affinare e quando spingere. Combinare solide basi con dettagli ponderati, che si tratti di colore, texture o riferimenti culturali. Questo equilibrio permette ai miei clienti di distinguersi".

Questa filosofia è stata messa in mostra quando Meghoma ha curato lo styling del regista Aneil Karia per la sua prima vittoria all'Oscar. Quando Karia ha ritirato l'Oscar per il "Miglior Cortometraggio Live Action" per "The Long Goodbye", è salito sul palco con una giacca di velluto, una camicia e un abito di Cifonelli: un look radicato nella sartoria classica, impreziosito da texture e finiture.

Per Meghoma, la scelta è stata ponderata. "Il velluto è un'attitudine", spiega. "La sua texture ricca cattura la luce con naturalezza, catturando l'attenzione sul red carpet senza bisogno di eccessi". Il look rifletteva il lavoro di Karia, che esplora i temi dell'identità e dell'appartenenza; radicato nella tradizione, ma al tempo stesso deciso e distintivo.

Non si tratta di Meghoma che pretende la cancellazione del colore o della giocosità, ma piuttosto di una sua riformulazione. Se usata con intenzionalità, l'audacia può essere altrettanto ponderata, e la stessa filosofia trova eco in un altro angolo del settore. Sunny Williams, fondatrice e direttrice creativa del marchio londinese di culto House of Sunny, si è costruita una reputazione grazie a un approccio giocoso e incentrato sul colore, che sfida l'idea che la moda maschile debba essere seria per essere sofisticata.

Per Williams, intenzione e gioia sono inseparabili. "La giocosità è potente quando è sincera", afferma. "L'abbigliamento maschile è stato condizionato a equiparare sicurezza e moderazione, ma colore ed emozioni non annullano la mascolinità, anzi, la amplificano".

In una cultura del red carpet spesso paralizzata dalla paura di sbagliare, queste prospettive indicano un cambiamento più ampio. Il futuro dello stile maschile sul red carpet non riguarda dichiarazioni più vistose o uniformi più sicure. Riguarda l'autenticità, dando agli uomini la libertà di vestirsi con personalità, emozione e fiducia in se stessi.

"Lo smoking resta la base, ma l'intenzionalità diventa la dichiarazione", conclude Meghoma.

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