Jo Squillo: a Pitti Uomo 109 il nuovo progetto artistico curato da Sara Sozzani Maino e Galib Gassanoff
© Ufficio stampa
© Ufficio stampa
Consinee affida la direzione artistica del nuovo progetto per Pitti Uomo 109 a Sara Sozzani Maino che coinvolge il designer Galib Gassanoff alla guida dello sviluppo creativo, presentando Echoes of Craft.
© Ufficio stampa
La continua sperimentazione abbinata alla possibilità di una comprensione più profonda della versatilità di utilizzo della fibra, sono i nodi su cui si sviluppa la piattaforma creativa, non destinata al commercio, di Consinee, che evolve di stagione in stagione per creare nuove, libere e stimolanti narrazioni.
Sara Sozzani Maino, creative director della Fondazione Sozzani, invita Galib Gassanoff, designer premiato per la sua creatività e la visione ben salda, a intraprendere una nuova ricerca estetica attraverso la materia prima, sviluppando un racconto inedito dove il patrimonio artistico diviene un ritorno alle origini a cui rimanere ancorati.
Attraverso le mani, la tradizione si trasforma in innovazione e la bellezza diventa un linguaggio che supera il tempo. Ogni creazione è più di un oggetto: è un gesto che dà forma alla cultura, unendo persone, luoghi e generazioni grazie all’arte senza tempo del fare. La collezione si sviluppa su quindici capi speciali realizzati attraverso un’attenta ricerca che parte dall’archivio del guardaroba di Sara Sozzani Maino e si fonde con elementi provenienti dai cappotti pastorali, ampiamente utilizzati nelle steppe dell’Asia centrale, dalla Mongolia al Mar Caspio, dal Caucaso agli altopiani balcanici, unendo l’Eurasia oltre i confini.
La struttura delle creazioni si evolve dalle superfici tradizionali verso la sperimentazione con trattamenti e volumi: ogni capo è realizzato artigianalmente con tecniche specifiche ad espressione del patrimonio tradizionale di maglieria e sartoria che possediamo e dobbiamo preservare. È un alternarsi dinamico tra la rigidità e la struttura del feltro in dialogo con la morbidezza del cashmere e altri filati pregiati come lana, mohair, alpaca, yak e seta. La palette cromatica richiama fedelmente le tonalità naturali della fibra: bianco, nero, marrone e grigio, con alcune incursioni di tinte diverse, pensate proprio per legare tradizione e innovazione.
Il drappeggio di un velo di cashmere ultraleggero avvolge i capispalla strutturati, evocando la sensazione di una scultura rinascimentale scolpita come marmo. I cappotti double cuciti a mano sono realizzati con le migliori miscele di lana e cashmere, i maxi maglioni con uno spazzolato effetto nuvola o con frange in cashmere Donegal, entrambi con doppio scollo e collo alto a lupetto o con un ampio scollo a V applicato.
I lunghi mantelli pastorali sono presentati in tre versioni: in cashmere Aramis Donegal con texture annodata, in misto cashmere e seta bianco neve e in filato di yak con lunghe frange color nebbia, conservando le cromie naturali e originali della fibra. Sono stati realizzati anche due arazzi, alti 2,5 metri e larghi 1,5 metri: uno con lunghe frange nei toni del bianco e neve in misto cashmere e seta; l'altro con doppio tessuto in misto lana, mohair e alpaca di altissima qualità, tagliato e cucito a mano, che trasforma un cappotto sartoriale in un elemento decorativo da parete. Infine, pannelli in maglia di cashmere color carbone o neve vengono lavati e infeltriti, quindi confezionati in un maxi cappotto o in un soprabito corto dalla morbida struttura con taglio a kimono.
L’esposizione di Echoes of Craft, in mostra presso Spazio Carra dal 13 al 16 gennaio 2026, dona voce alla tradizione e al saper fare artigianale, facendoli convivere con una visione surreale. Una galleria d’arte che presenta composizioni tessili, pezzi speciali e oggetti, esposti sulle pareti come arazzi o su piattaforme come vere opere da osservare, ammirare e scoprire.
© Ufficio stampa
© Ufficio stampa