Maturità 2026: Quintiliano e Montessori salvano Classico e Scienze Umane, rischio naufragio nel lago di Bracciano per lo Scientifico
Lo scritto “di indirizzo” divide i maturandi. Secondo l'instant poll di Skuola.net, al liceo Classico quasi 8 su 10 hanno giudicato abbordabile la traduzione, mentre allo Scientifico quasi 9 su 10 hanno tremato di fronte alla prova di Matematica. In generale, oltre 1 su 2 ha trovato le tracce più difficili del previsto, e i "copioni" raddoppiano rispetto alla prima prova
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Non sempre gli autori inattesi sono una iattura: Quintiliano al liceo Classico, per esempio, è stato una scialuppa di salvezza che rappresenta un doppio colpo di fortuna, visto che per il secondo anno consecutivo la seconda prova verte sulla lingua morta considerata più accessibile. Per questi studenti una consolazione, in attesa di affrontare il temuto commissario esterno di Matematica all’orale.
Matematica che, invece, in seconda prova sembra essere stata una Caporetto per gli studenti dello Scientifico, che potrebbero essere a rischio naufragio nel lago di Bracciano, protagonista del caso tratto dalla realtà nel primo dei due problemi proposti.
A tracciare questo bilancio a caldo dello scritto di “indirizzo” della Maturità 2026 è un instant poll realizzato da Skuola.net - su un campione di circa mille diplomandi - da cui emerge una netta spaccatura nella platea degli studenti.
Al Classico si ringrazia, allo Scientifico si trema
Per i maturandi del Classico, infatti, la scelta ministeriale si è rivelata una piacevole sorpresa. L'autore proposto per la versione di Latino è stato, appunto, Quintiliano: una figura ampiamente trattata a scuola e ritenuta abbordabile.
I numeri parlano chiaro: per il 34% dei ragazzi la traduzione è stata "facile", mentre un altro sostanzioso 44% l'ha giudicata di difficoltà "media" ma comunque affrontabile. Solo una netta minoranza ha riscontrato criticità di rilievo, con il 15% che l'ha definita "difficile" e appena il 7% "molto difficile". Il bilancio, dunque, ci dice che quasi 8 su 10 hanno apprezzato la scelta del Ministero.
Di tutt'altro tenore, invece, il risveglio per i ragazzi del Liceo Scientifico, che si sono trovati faccia a faccia con una prova di Matematica giudicata quasi all'unanimità un ostacolo complesso da superare.
I dati si ribaltano in modo drammatico: oltre 8 maturandi su 10 lamentano una “problematicità” eccessiva, con il 54% che ha bollato le tracce come "molto difficili" e il 31% come (solo) "difficili".
A cavarsela senza traumi è stata una piccolissima élite: l'11% le ha trovate di media difficoltà e appena il 4%, clamorosamente, ha reputato il compito "facile".
Maturandi spaccati a metà
Ma anche allargando lo sguardo oltre le singole materie, per abbracciare un quadro d'insieme, l'umore generale è tutt'altro che sereno. Segno che, forse, solo gli studenti del Classico e pochi altri possono dirsi fortunati. Come quelli del Liceo delle Scienze Umane, dove la rassicurante presenza di Maria Montessori nella traccia ha aiutato a portare a casa il risultato.
Più della metà dei maturandi - oltre 1 su 2 - ha, però, giudicato le consegne più difficili di quanto si aspettasse alla vigilia. Circa 1 su 3 le ha valutate in linea con le aspettative, mentre solo 1 su 10 ha potuto esultare di fronte a un compito reputato più semplice del previsto.
E, pur dovendo poi entrare nel merito dei vari indirizzi per fare una valutazione precisa e puntuale, questi numeri ci aiutano a tastare il polso della situazione complessiva.
Il messaggio è eloquente e il giudizio sulle scelte ministeriali odierne è davvero severo: la maggior parte degli intervistati ha espresso un parere negativo, circa uno su cinque è rimasto "neutro" e solo un quarto scarso si è sentito di promuovere a pieni voti le consegne.
Basta farsi un giro sui social network di Skuola.net per toccare con mano le due principali anime di questa giornata campale. Se i classicisti tirano un sospiro di sollievo commentando "Meno male, Quintiliano era l'unico che non mi faceva paura, la versione si capiva abbastanza bene", dalla trincea dello Scientifico arrivano veri e propri messaggi di rassegnazione: "Non so neanche come io sia arrivato alla fine delle sei ore, quesiti assurdi e mai visti in classe", sintetizza un utente, raccogliendo centinaia di like di pura solidarietà generazionale.
I programmi scolastici non hanno aiutato
A pesare (almeno in parte) su questo scenario c'è, immancabile, lo zampino del fattore "programmi scolastici": solo 1 maturando su 4 sostiene che aveva in mano tutte le carte per potersela giocare appieno, avendo familiarizzato in classe con tutti i concetti richiesti.
Quasi la metà dei ragazzi ha, invece, trovato argomenti di cui era all'oscuro o che ha dovuto recuperare in totale autonomia durante il ripasso pre-esame. Per non parlare di quel restante 25% che ha individuato intere sezioni affrontate poco o per nulla con i professori.
Il commissario esterno non ha peggiorato la situazione, anzi
Per fortuna, a mitigare l'ansia e le lacune, è arrivato un alleato insperato: il commissario esterno. Nella maggior parte dei casi, i temuti docenti "sconosciuti" - incaricati pressoché ovunque della gestione della seconda prova - si sono invece rivelati comprensivi.
Per quasi 2 studenti su 3, sono stati perlomeno gentili, se non addirittura "collaborativi", aiutando ad allentare la tensione. Solo 3 ragazzi su 10 si sono scontrati con un commissario inflessibile e impenetrabile.
L'esercito dei "copioni" si ingrossa
E laddove la preparazione o la benevolenza dei prof non sono arrivate, la "creatività" studentesca ha spesso e volentieri fatto il resto. Rispetto alla prima prova, infatti, la quota di chi ha ceduto alla tentazione si è sensibilmente alzata: circa 1 studente su 5 confessa di aver sbirciato qualche soluzione o di essersi fatto aiutare dai compagni di banco.
A questi si aggiunge un ulteriore 10% che avrebbe tanto voluto copiare, ma non ha trovato l'occasione giusta per farlo. Ora, però, non c'è più tempo per recriminare: per tutti si apre la volata finale verso l'orale.
