Speciale Maturità 2026
VERSO L'ESAME

Maturità 2026, le novità della riforma: dalle 4 materie all'orale alla condotta, passando per lo stop alle “scene mute”

L'Esame di Stato torna a chiamarsi ufficialmente "Maturità" e cambia volto: il colloquio diventa lo snodo centrale e obbligatorio focalizzato su sole quattro discipline, mentre condotta ed esperienze FSL assumono un peso determinante. Dal nuovo calendario ai bonus ridotti, la guida per orientarsi al meglio

08 Giu 2026 - 11:19
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 © Ansa

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Una piccola rivoluzione senza gli effetti, spesso nefasti (per chi la subisce), di un cambiamento drastico: la Maturità 2026 rappresenta il debutto della Riforma Valditara dell’Esame di Stato varata a inizio anno scolastico.

Per capire nel dettaglio la portata di questi cambiamenti, il portale Skuola.net ha realizzato una guida completa per orientarsi tra le novità introdotte. Con una nota a margine fondamentale: quest’anno si parte di giovedì (18 giugno) e non, come da decenni a questa parte, di mercoledì.

Le istruzioni di base sono chiare: chiudete nel cassetto le vecchie tattiche, i collegamenti interdisciplinari forzati e i calcoli matematici per arrivare al voto desiderato in anticipo e staccare la spina prima del tempo. L’esame che torna a chiamarsi “di Maturità” già dice molto: condotta e crescita personale avranno un peso decisivo sulla valutazione, portando persino alla squalifica di coloro che decidessero di fare scena muta.

Due principi chiave: la maturità dello studente e il “Non multa, sed Multum”

L'obiettivo dichiarato della riforma è mettere in secondo piano l'approccio puramente nozionistico per premiare la vera maturazione critica degli studenti.

In linea con il principio già esposto nelle Nuove Indicazioni Nazionali, “Non multa, sed multum”, l’esame viene snellito e ridotto a sole 4 materie, contro le 6 (o più) del passato, ma trattate giocoforza in maniera più approfondita. Di conseguenza, si riducono i commissari: 4 in totale, di cui la metà esterni, con il presidente che si aggiunge a completare il quintetto.

Si tratta di un’evoluzione che guarda al passato, ovvero a quell’esame sperimentale targato Fiorentino Sullo che ha accompagnato dal 1969 al 1999 i maturandi italiani: un orale su sole due materie da affrontare “a mani nude”, in quel caso senza il supporto dei crediti scolastici e con un solo commissario interno.

Vietato fare scena muta

Crediti scolastici che, ricordiamo, sono stati introdotti dalla Riforma Berlinguer (Luigi), sul finire dello scorso secolo, per evitare che l’esame fosse una roulette russa annullando 5 anni di “studio matto e disperatissimo”, assegnando un “tesoretto” di partenza agli studenti sulla base del merito. Tesoretto che è diventato, poi, un passaporto per la promozione con la successiva Riforma della “Buona Scuola”, laddove il massimo credito scolastico è raddoppiato, passando a 40 punti, ovvero il 40% del voto finale.

Da quando è stata introdotta questa novità, è diventato quasi impossibile essere bocciati all’esame, con percentuali di respinti dello “zero virgola qualcosa”. Al punto che, fino allo scorso anno, non era raro che uno studente con una buona media scolastica - che si traduce in punti di partenza sul voto di Maturità - e discrete prove scritte in cascina arrivasse all’orale già promosso, ovvero con almeno 60 punti su 100 in tasca.

Così uno zero all’orale non avrebbe avuto esiti fatali, accademicamente parlando: allora qualcuno - limitatamente all’anno scorso si parla comunque di una decina di persone, che tuttavia hanno fatto molto rumore - ha deciso di fare “scena muta” in maniera deliberata in segno di protesta contro il sistema.

Dalla Maturità 2026, però, questo “diritto di espressione” costerà carissimo: il colloquio diventa sostanzialmente obbligatorio e il rifiuto di sostenerlo in modo attivo comporterà la bocciatura automatica, indipendentemente dai punti già accumulati.

Tuttavia, la Riforma Valditara non intacca in maniera sostanziale il sistema di valutazione e l’ammontare dei crediti scolastici. La condotta non ottimale (meno di 9) potrà, però, ridurre fino a 3 punti i crediti scolastici, mentre i punti bonus discrezionalmente assegnati dalla commissione passeranno da 5 a 3

Stop all’orale in formato minestrone

Anche le prove scritte non subiscono variazioni rispetto alla struttura disegnata dalla “Buona Scuola”, garantendo quindi una continuità che rassicura i ragazzi. L’esame orale, fino allo scorso anno multidisciplinare diventa invece meno dispersivo perché si focalizza sulle già citate 4 discipline, selezionate dal MIM a fine gennaio.

Nell’ambito del colloquio finale, scompare in via definitiva lo "spunto iniziale", ovvero quella traccia casuale da cui far partire il colloquio, preparata in precedenza dalla commissione e messa a conoscenza del maturando solo al momento di sedersi di fronte ai professori, con l’obbligo di collegare gli argomenti di tutte le materie studiate nell’ultimo anno. Il risultato? Spesso una clamorosa quanto forzata arrampicata sugli specchi.

Al suo posto, il colloquio si aprirà con una riflessione personale e autonoma del candidato sul proprio percorso scolastico, che dovrà includere anche le esperienze extra-didattiche, valorizzando quindi il Curriculum dello Studente: questo documento, allegato al diploma di Maturità, smetterà di essere un accessorio ma diventerà parte integrante dell’orale e della valutazione del suo esito, visto che 5 punti su 20 sono destinati a valutare il grado di maturazione personale dello studente