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Maturità 2019: le prove scritte diventano due e più attenzione al percorso di studi

La prima prova sarà totalmente rivoluzionata

Dopo tante supposizioni, la maturità 2019 inizia finalmente a prendere forma. Con l’avvicendamento al ministero dell’Istruzione tra Valeria Fedeli e Marco Bussetti erano circolate mille indiscrezioni che avevano agitato il sonno dei maturandi. Ora, però, arrivano le prime certezze sul contenuto delle prove. Il Miur, infatti, ha varato la circolare sull’esame di Stato 2019 con le prime indicazioni operative. E le novità, come riporta il sito Skuola.net, non mancano: addio al quizzone, le prove scritte scendono a 2 e verrà dato maggior peso al percorso di studi.

La maturità della 'Buona Scuola' in parte salvata - Iniziamo col dire che l’impianto disegnato dalla legge 107/2015 – la ‘Buona Scuola’ – e dai decreti convertiti dalla Fedeli all’inizio del 2017 rimane tale: confermata l’eliminazione della terza prova scritta (restano in piedi solo le due prove classiche, quella d’italiano e quella d’indirizzo). Per essere ammessi alle prove finali ci vorrà la sufficienza in tutte le materie e aver frequentato almeno i 3/4 dei giorni di scuola svolti nel proprio istituto. Via libera anche al nuovo sistema dei punteggi: fino a 20 punti per ogni passaggio dell’esame (le due prove scritte e l’orale) con il curriculum scolastico che peserà molto di più in ottica voto finale (fino a 40 punti). Su quest’ultimo punto, il Miur ha predisposto delle tabelle di conversione per armonizzare il punteggio di chi ha iniziato l’ultimo triennio con il vecchio sistema vigente. Saranno le scuole a dover comunicare ai propri alunni il loro punteggio aggiornato.

All'orale alternanza o tesina? C'è ancora da aspettare - Partiamo dalla prova orale, forse quella che porta con sé più incognite. Alternanza o tesina? Questo il dilemma principale, che per ora rimane tale. Per avere il quadro definitivo di come si svolgerà e dei contenuti che avrà al suo interno si dovrà attendere il decreto sulla Maturità 2019 che, proprio per abituare studenti e scuole ai cambiamenti, verrà anticipato a febbraio 2019 (e non, come vuole la tradizione, a maggio). Per ora, quello che trapela, è che – perlomeno a giugno prossimo - rimarranno valide le indicazioni contenute nella riforma: ai maturandi potrebbe essere richiesto di presentare una tesina ma anche di illustrare il proprio progetto di alternanza scuola lavoro. Molto dipenderà dalla decisione del consiglio di classe, formalizzata nel cosiddetto ‘documento del 15 maggio’, basata sul tipo di attività svolte dagli alunni nel corso dell’anno.

La prova d'italiano è la vera novità - I cambiamenti più sostanziosi riguardano sicuramente le prove scritte. Per ora si hanno maggiori certezze su quella d’italiano (per la seconda prova – fanno sapere dal Ministero - usciranno nuovi dettagli all’inizio del 2019; ribadendo che assumerà un carattere più multidisciplinare). Dalle quattro tipologie di elaborato proposte dalla ‘vecchia maturità’ si scende a tre. Scomparirà il tema storico; ma in questo caso i ragazzi non si strapperanno i capelli, visto che negli ultimi anni è sempre stata la tipologia meno svolta dai maturandi. Ma la storia verrà comunque recuperata e proposta nelle altre tipologie, anch’esse rivedute e corrette. C’è l’analisi del testo, confermata. La tipologia B, invece, non sarà più un saggio breve/articolo di giornale ma agli studenti si chiederà di svolgere un altro tipo di tema, sempre argomentativo (con 3-4 ambiti differenti tra cui poter scegliere), che però non partirà da tante fonti diverse (come è stato fino a quest’anno) ma da un solo testo di riferimento e in cui potrebbero essere inseriti (anche qui) elementi di analisi del testo. Mentre il tema di attualità, àncora di salvezza per molti ragazzi, si potrebbe arricchire di una traccia in più, fornendo una doppia chance agli studenti messi in difficoltà dalle altre tipologie. Infine, così come è già stato sperimentato per la prova di matematica, anche per lo scritto d’italiano ci sarà una griglia di valutazione nazionale su cui si dovranno basare i commissari d’esame, per tentare di omogeneizzare il voto sul territorio nazionale.

Analisi del testo: due autori per accontentare tutti? - Per concludere, merita qualche parola in più l’analisi del testo. Croce e delizia di una gran fetta di maturandi. Nella struttura, rimane tale a quale (un brano sul quale verranno posti dei quesiti ai candidati). Ma raddoppierà: ci saranno due tracce di due autori diversi. Il motivo? Da un lato, probabilmente, si vogliono evitare le polemiche degli scorsi anni sugli ‘sconosciuti’ alla Magris e Caproni. Dall’altro, si cercherà di recuperare quello sguardo verso il passato che era mancato nelle maturità più recenti, attingendo da autori che partono dall’Unità d’Italia (Pascoli, Carducci, ecc.). Le variabili potrebbero essere diverse: una poesia e un testo di prosa, un autore di fine Ottocento/inizio Novecento e uno più attuale. Staremo a vedere.

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