UNIVERSITA'

Il clamoroso caso di Psicologia: iscritti raddoppiati in dieci anni

A trainare il successo del corso che forma i futuri professionisti del benessere mentale sono soprattutto le ragazze. Forte spinta alle immatricolazioni anche da parte dei corsi online. Ma, in prospettiva, si fanno strada le incognite legate al mercato del lavoro

23 Gen 2026 - 15:58
 © Istockphoto

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C'è un corso di laurea che, più di ogni altro, sembra oggi intercettare i sogni e le ambizioni della Generazione Z. Non è Ingegneria, né Medicina o Economia: è Psicologia. Se si guarda all'ultimo decennio accademico, la curva delle iscrizioni a questa facoltà disegna una curva in salita vertiginosa, quasi "fuori scala" rispetto al resto del panorama universitario italiano.

E la cosa più interessante è che non si tratta di un trend passeggero ma di un fenomeno strutturale. Lo mostrano in modo inequivocabile i numeri dell'ultimo Osservatorio Talents Venture sull’università: se, infatti, nell'anno accademico 2012/2013 le matricole ai corsi triennali della classe L-24 (Scienze e Tecniche Psicologiche, il percorso classico, per intenderci) erano poco più di 10.000, nell'anno 2022/2023 questo valore è raddoppiato, arrivando a sfiorare le 21.000 unità.

Nessun'altra classe di laurea, tra quelle più frequentate, ha registrato una performance simile. Ma cosa spinge migliaia di giovani verso la mente umana? E, soprattutto, il sistema è pronto ad accoglierli tutti? Un’analisi approfondita del report, effettuata dal portale specializzato Skuola.net, fornisce le risposte, provando anche a proiettarsi in avanti, a quello che potrebbe succedere nei prossimi anni ai laureati che hanno seguito questa strada.

Le ragazze guidano la truppa degli aspiranti psicologi

Innanzitutto, analizzando i dati emerge con chiarezza che il "motore" di questa crescita è essenzialmente femmina. L'interesse per le materie psicologiche, per le giovani donne, è fortissimo già tra i banchi di scuola: un sondaggio condotto sugli studenti delle superiori rivela che il 14% delle ragazze indica Psicologia come corso più interessante in ottica universitaria e quindi potenziale prima scelta per il futuro (mentre tra i ragazzi è l'Informatica a sbaragliare la concorrenza).

Un interesse che, perciò, si traduce in una presenza massiccia di donne nelle aule universitarie dove ci si forma per diventare psicologi e psicoterapeuti: le ragazze rappresentano ben il 77% degli iscritti al primo anno in questi corsi di laurea.

I fattori alla base del fenomeno: offerta, accessibilità, didattica online

Il sistema universitario, da par suo, non è rimasto a guardare e, per intercettare questa domanda esplosiva, ha messo in campo tre strategie precise, che hanno alimentato il boom.

In primis, una maggior offerta sul territorio: negli ultimi dieci anni, 9 nuovi atenei hanno attivato corsi in Psicologia, portando il numero totale delle università attive in questa materia da 37 a 46.

Parallelamente, sono state abbattute alcune barriere che impedivano l’accesso a tali percorsi. Parecchi atenei hanno, infatti, scelto di eliminare o rivedere i test d'ingresso a numero chiuso per renderli meno vincolanti, innescando così un'impennata di iscrizioni. Un caso emblematico, riportato dall’Osservatorio, è quello dell'Università di Perugia che, grazie a politiche di maggiore accessibilità, ha registrato numeri vicini alle 1.000 matricole annue.

Infine, non si può non considerare l’influsso, per certi versi decisivo, della rivoluzione digitale. Anzi, probabilmente è stata il vero "game changer": dieci anni fa i corsi di laurea in Psicologia erogati online erano solo 5, oggi sono ben 11, più altri 2 in modalità mista.

Le università telematiche insidiano gli atenei tradizionali

Il risultato? Attualmente, oltre un terzo - il report parla del 36% - delle matricole di Psicologia in Italia è riconducibile a un'università telematica.

Anche gli atenei tradizionali, per non perdere terreno, si stanno comunque adeguando. Realtà storiche come La Sapienza, Padova e Modena-Reggio Emilia hanno iniziato a offrire percorsi in modalità mista o prevalentemente online, riconoscendo che la flessibilità è diventata un fattore chiave per gli studenti di questa disciplina.

Resta il fatto, però, che al vertice della classifica degli atenei con più iscritti al primo anno ci sono strutture completamente digitali: Roma Mercatorum è prima, e-Campus è seconda. La prima università statale si trova solo al terzo posto: è Roma Tor Vergata. E, in totale, un ateneo su due in top10 è “telematica”.

L'affollamento nel mercato del lavoro e l'imbuto formativo preoccupano

A disturbare un quadro apparentemente idilliaco, intervengono però le preoccupazioni a lungo termine legate a un’infornata così generosa di potenziali psicologi. Dalla lettura del rapporto se ne ricavano, in particolare, due principali.

La prima è di tipo occupazionale. Il percorso per diventare professionisti del settore è lungo e spesso richiede scuole di specializzazione post-laurea. I dati Almalaurea, su questo, sono severi: a un anno dal titolo, la laurea magistrale in Psicologia è tra le peggiori per tasso di occupazione (54% contro una media nazionale del 76,4%). Fortunatamente, la situazione migliora nel lungo periodo: a cinque anni dalla laurea, il tasso di occupazione sale all'85,4%, allineandosi quasi alla media nazionale.

La seconda sfida porta in direzione delle lauree magistrali e del loro effetto “imbuto”. Il sistema si sta arricchendo di decine di migliaia di nuove matricole triennali l'anno, che presto cercheranno quasi sicuramente uno sbocco nel biennio successivo. Tuttavia, le iscrizioni alle lauree magistrali in Psicologia non sono cresciute con la stessa velocità delle triennali. Lasciando intendere che si stia creando un "ingorgo" di laureati triennali che faticano a trovare posto nelle magistrali o che si riversano in un mercato del lavoro non ancora pronto ad assorbirli con il solo titolo di primo livello.