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Caro libri: quanto pesa la scuola sulle famiglie?

Ogni anno gli studenti sborsano centinaia di euro in volumi scolastici e, nonostante le inizative dei ministri susseguitesi negli anni, niente sembra cambiare. I punti critici della normativa

Caro libri: quanto pesa la scuola sulle famiglie?

Caro libri, quante famiglie ogni anno vedono il portafoglio alleggerirsi di centinaia di euro per l'acquisto di pile e pile di libri scolastici? A volte ricorrere ai libri usati non basta, e di certo studiare non deve diventare un lusso dei pochi che possono permetterselo. E' per questo che i ministri che negli anni si sono susseguiti hanno cercato di venire incontro agli studenti, fissando dei limiti alla spesa per i testi. La domanda è: ci sono riusciti? A questa domanda cerca di rispondere Daniele Grassucci, responsabile della comunicazione di Skuola.net, dalle pagine web del suo blog su Linkiesta. Ecco quali punti della normativa che regola la spesa dei libri scolastici rimangono "critici" o poco chiari.

#6 TABELLE DEI TETTI DI SPESA NON AGGIORNATE - Le tabelle con i tetti di spesa, fissati per ogni anno dalla prima media all'ultimo anno delle superiori, sono ancora quelle dell'anno scolastico 2012-2014, mai aggiornate e quindi fisse. Il problema, come illustra Daniele Grassucci, è che però gli indirizzi scolastici non sono più gli stessi. I nuovi indirizzi nati con il ministro Gelmini (come il licei sportivo, coreutico, umanistico ecc.) nel 2013 non erano arrivati al terzo anno: di conseguenza non esistono i tetti di spesa relativi al 4 e al 5 anno e i presidi hanno dovuto regolarsi senza un regolamento chiaro.

#5 IL TETTO "TRABALLANTE" - I tetti di spesa possono, per norma, essere "sforati" del 10%. Non esistono dati ufficiali, e quelli che esistono sono molto difficili da reperire (la banca dati dell'AIE, infatti, pone un limite alla consultazione). Un'indagine di Skuola.net, tuttavia, ha rilevato che due scuole su cinque vanno oltre il tetto rientrando nella soglia tollerata del 10%, mentre addirittura una su cinque va molto oltre, senza tuttavia andare incontro a particolari sanzioni. Secondo la stessa ricerca, le direzioni regionali sembrano infatti all'oscuro sulla situazione.

# 4 EBOOK SI, EBOOK NO? - L'ex ministro Profumo aveva voluto il passaggio al libro digitale (o misto) imponendo alle scuole di adeguarsi e abbassare il tetto di spesa per i libri. La norma tuttavia non ha mai avuto vera efficacia: le scuole non sono riuscite ad adeguarsi e così il successivo ministro Carrozza ha addolcito la norma, portandola al livello della possibilità. Peccato, perché secondo un'indagine di Skuola.net, ad oggi che l'iva è stata ridotta al 4%, con gli e-book si risparmia dal 20% al 50%.

#3 TETTO DI SPESA RIDOTTO: MA QUANDO MAI – Un altro punto che, al passaggio della carica tra i ministri, è andato perso è quello del taglio sui tetti di spesa. Profumo aveva imposto un taglio del 30% in caso di adozione di soli libri digitali e del 20% in tutti gli altri casi. Con Carrozza, viene confermato il primo sconto, mentre il taglio minimo scende al 10% e solo se tutti i libri sono misti.

#2 TESTI AUTOPRODOTTI, CHI SE LI RICORDA? - Il ministro Carrozza ha permesso alle scuole di autoprodursi i testi scolastici, e la norma continua ad esserci. I testi autoprodotti avrebbero un costo di 5 euro l'uno. Tuttavia è caduto tutto nel dimenticatoio e né la possibilità non è stata menzionata nell'ultima circolare sulle adozioni, né le scuole sembrano aver recepito il messaggio.

#1 IL DIGITALE? NON MI FIDO - La maggioranza degli insegnanti del resto risulta poco aggiornata sulle meraviglie del digitale e molto indietro rispetto ai propri allievi. Un aggiornamento sulle nuove tecnologie potrebbe portare a minori reticenze sugli e-book e, di conseguenza, un maggiore risparmio sui libri di testo?

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